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«A Parigi il male indossa lo smoking. In Slovacchia, ha la bocca piena di terra. Benvenuti nel turno di notte.»Dalle luci ingannevoli della Ville Lumière al buio ancestrale dell'Est, Alex dovrà affrontare la sua notte più lunga.
«Dicono che Parigi sia la città dell'amore. Per me, è solo un altro posto dove i morti non riescono proprio a stare zitti. Mi chiamo Alex Thorne e, se c'è una cosa che ho imparato lavorando per l'Ordine di Sant'Andrea, è che quando pensi di aver toccato il fondo, arriva sempre un tizio a passarti una pala. Da quel che ho capito, qualcuno sta giocando sporco, e io sono l'unico idiota rimasto a sbarrargli la strada. Non ho molto su cui fare affidamento, a parte una vecchia auto, un prete asmatico e una voglia disperata di vedere un'altra alba. Soli, male assortiti e in netta minoranza. Insomma, il solito martedì.»
come ogni volume che, da qui in avanti, farà parte della saga di In Tenebris, Fear No Evil è un romanzo a sé stante, autoconclusivo, che può essere goduto senza necessariamente aver letto il primo libro. Ovviamente, la lettura - anche a posteriori - di quanto avvenuto in precedenza potrebbe rendere ancor più piacevole l'esperienza complessiva.
Avviso ai chi conosce già Alex sa bene che lui, il "politically correct", non ha nemmeno idea di cosa sia. I libri della saga sono quindi sconsigliati a chi scarseggia d'ironia, autoironia e tutto quel che si trova nel mezzo.
Ho finito il libro qualche giorno fa ed ho lasciato decantare i miei sentimenti in questi giorni molto impegnati. Ad un anno circa dalla lettura del primo libro dedicato all’investigatore/cacciatore di revenant Alexander Thorne, lo scrittore Alan Risi ha mantenuto l’impegno di regalarci la versione digitale del secondo volume appena fosse uscito. È stato veramente gentile. Io ed il resto del GDL dedicato eravamo in trepidante attesa del ritorno del nostro Alex. Ma non mi dilungo oltre.
Alex è un “cacciatore di vampiri”,e di creature che si muovono nell’ombra, alcune tormentate, che, rimanendo nel mondo dei vivi, compiono la loro vendetta sugli uomini, a prescindere che nella vita precedente siano stati malvagi o innocenti.
In questo nuovo episodio c’è un’indagine da vero e proprio detective dell’occulto, ancora più che in Tenebris, dove il nostro Alex si buttava più sulla ricerca fisica, in maniera molto più impetuosa.
Anche qui c’è un’accurata ricerca di citazioni, testi, avvenimenti e luoghi che si possono scovare sul web, ed è una cosa che mi fa appassionare maggiormente al libro: imparo sempre cose nuove, scopro particolari delle vite di esseri che vivono nascosti, che non avrei mai immaginato, e anche termini legati al mondo della Chiesa Cristiana e degli esorcisti. Mi sono cercata ogni termine con golosità.
Parliamo dello stile: Alan Risi si conferma uno scrittore dalla scrittura chiara, senza fronzoli e velocissima. Il ritmo è veloce e divertente, con un coinvolgimento che cresce sempre di più, tanto che ci si ritrova alla fine del libro come alla fine di una corsa improvvisa.
Umorismo, anche molto sopra le righe, si fonde nel protagonista in maniera armonica, densa ma mai contraddittoria, rimanendo sempre fedele al personaggio.
Alex a tratti può sembrare un vero stronzo, per chi non lo conosce: esplosivo, solitario, offensivo, ma è una maschera che si è creato, una sorta di armatura. Badate: non è un personaggio tossico, non ferisce (a parole) gratuitamente, ma si è abituato a dover gestire da solo la propria vita, sia personale che lavorativa.
Ha un’esperienza sul campo ricchissima, si affeziona a pochi ma in maniera profonda, tanto da essere distrutto dalla loro perdita. Ha una morale ferrea e una lealtà incrollabile verso chi ne ha conquistato la fiducia.
La storia, questa volta, si svolge in più posti. È molto movimentata, rendendo bene la vita da “pendolare” di Alex, sempre in giro per missioni. Inizia in una Chinatown americana, poi torna nel suo appartamento in una periferia Londinese, per partire poi per Parigi e successivamente per Bratislava, con annessi paesini di passaggio.
Il tema dei fanatici dell’occultismo è la sottotrama principale, ed anche questa è molto ben scritta e delineata. Alex, infatti, non si trova più solo ad affrontare creature della notte, ma uomini corrotti e malvagi.
Per cui la domanda ancestrale su chi sia “l’essere più pericoloso al mondo” scatta automatica, e si risponde anche da sola: l’uomo.
Anche in questa avventura sbuca una spalla che lo seguirà e lo aiuterà (anche molto) in tutta la storia. Compare infatti Padre Simon, mandato da Padre Robert impossibilitato a coadiuvarlo 24 ore su 24.
Padre Simon è un giovane inesperto, molto istruito e con una fede molto forte, che comunque verrà messa alla prova.
I due, tra continui scontri e battute, senza neanche accorgersene, diventano un duo affiatato ma soprattutto leale l’uno all’altro: uno è la mente analitica, l’altro l’applicazione sul campo.
In questo libro i cattivi non si sprecano: fanno tutto quello che devono e anche di più, risultando così non scontati o prevedibili. Si nascondono e si mimetizzano nel mondo, creando effetti sorpresa.
Un elemento nuovo, che mi pare non fosse così evidente nel primo libro, è la presenza di più scene descrittive dei paesaggi, molto ben fatte e "romantiche", ma forse in certi punti non ben introdotte nelle scene, come se fossero state aggiunte successivamente. Penso siano state inserite per sottolineare l’aggettivo che definisce di più Alex, e cioè “MALINCONICO”: la malinconia che si poggia sulle parole di Alex è come un filtro costante. Tutto ciò che Alex vede e tocca ne viene ricoperto, e ci permette di rimanere in contatto con lui e il suo stato d’animo perenne.
Veniamo alle parti d’azione: anche qui mi ha lasciata a bocca aperta. Alan riesce a creare un ambiente che ti risucchia dentro e quasi ti fa saltare in piedi con il libro in mano per la tensione. Tifi veramente per la salvezza dei protagonisti ed anche qui niente è scontato: sei dentro la storia con loro e la leggi tremando per la paura e l’agitazione che ti soffoca!
Un bel libro davvero. C’è tutto, tranne le storie d’amore… o almeno così ti fa credere. Ma sotto sotto…
Insomma, lo consiglio con voti massimi: non perdetevelo. Io ho amato Alex e la scrittura di Alan dal primo paragrafo.
L'universo di Alexander Thorne si espande e si complica: il personaggio acquisisce maggiore auto-consapevolezza e lascia che il lettore lo conosca un po' più intimamente di quanto avesse avuto modo di fare nel primo volume della dilogia. Confermo le mie impressioni: libro godibile, molto d'atmosfera, scanzonato al punto giusto. In Tenebris - Fear No Evil è perfetto per i giorni grigi (nell'umore e/o per il meteo), si lascia divorare e regala quella strizza che la sera ti fa addormentare con un senso di leggera inquietudine. Oso sperare in un terzo libro che tiri le fila e faccia saltare le teste dei malefici introdotti in questo volume. Per chi ama i thriller con elementi soprannaturali e gli anni '80/'90 questo libro è un must.
"Qualcuno, una volta, disse che per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte. Credo sia proprio così."
"Ora vi darò una piccola dritta e, per questa volta, sarà a titolo gratuito: i mostri esistono. Sono lì fuori, anche mentre leggete queste righe. Proprio non capisco perché in molti facciano tanta fatica ad accettare questo assioma. In fondo, ci sono persone che risultano mostruose già in vita, figuriamoci che possono diventare dopo morte. Che dite, fila il ragionamento?"
🌑 In Tenebris – Fear No Evil di Alan Risi è un viaggio oscuro nel cuore della paura, dove la luce non è mai scontata e l’oscurità sa essere tanto affascinante quanto letale.
Immaginate un mondo dove la notte è viva, pulsante, abitata da presenze inquietanti e minacce invisibili. In questo scenario cupo e gotico, Alan Risi costruisce una narrazione serrata, sospesa tra thriller psicologico e dark fantasy, che tiene incollati fino all’ultima pagina.
I personaggi sono scolpiti nell’ombra, tormentati e complessi, e il protagonista ci accompagna in un percorso di scoperta che ha il sapore della redenzione e della disperazione insieme. La scrittura è evocativa, cinematografica, a tratti poetica, sempre perfettamente in linea con il tono del racconto.
📖 Se amate le storie dove il confine tra bene e male è labile e l’atmosfera vi avvolge come una nebbia fitta, In Tenebris fa al caso vostro.
✨ Una lettura che non si dimentica, perché lascia un’eco. Un sussurro. Una promessa: la paura non ha pietà, ma a volte, è l’unica via per la verità.
🖤“Non c’è luce che possa salvarti, se prima non impari a guardare il buio negli occhi.”