Per me un sì e un no.
Il romanzo di Salvatore Falzone unisce due storie. La prima riguarda Paolo, fiaccato da una fase professionale e relazionale frustrante e che, incuriosito dalle fortune di un conoscente su Onlyfans, decide di emularlo. Nella seconda, invece, Giulio tradisce il compagno con sconosciuti incontrati tramite app e riconosce, nei turbolenti video dell'uomo col passamontagna, il ragazzo che, ai tempi del liceo, ha abusato di lui. In Giulio si scatena il desiderio di incontrarlo, da capo, tramutando quel prurito in un'ossessione incontrollabile. Tra appetiti estremi e punti di non ritorno, entrambi dovranno fare i conti con chi sono realmente e non ciò che hanno creduto di essere.
I personaggi di Falzone traducono una delle possibili risposte a una società castrante che reprime moralmente e costringe a vivere la sessualità in maniera spesso furtiva, o a negarla; raccontano soprattutto la precarietà che incupisce le nuove generazioni. Brutale esprime realisticamente la rabbiosa controffensiva di una generazione che prende le distanze dalle precedenti, educate all'idea che più si lavora e meglio si vive (grazie alla più ampia disponibilità economica) e meglio si è (degli altri, moralmente), una generazione che comprende infatti come la consacrazione a una carriera estenuante non ha arricchito né umanamente né economicamente.
La prospettiva di barcamenarsi in opportunità lavorative spesso respingenti, quando se ne intravedono, amareggia ragazzi come Paolo, scoraggiati da un meccanismo stagnante in cui idee e determinazione non bastano a emergere, ragazzi che vengono su dentro famiglie che campano tra rinunce, calcoli e patemi, e assorbono le prime perplessità di coetanei che, dopo aver concluso o interrotto gli studi, vengono travolti da realtà competitive, parecchio esigenti, che troppo spesso li educano al cinismo, l'opportunismo, il compromesso, mortificandone gli slanci e parecchie qualità umane come l'empatia e la generosità. Per quelli come Paolo s'intravede solo l'incubo di diventare, probabilmente, come quella mamma e quel papà che hanno iniziato a compatire e come quegli amici già stanchi della vita. Ecco che vengono in soccorso, o almeno così può sembrare, soluzioni come il sex working, che promettono una resa massima col minimo sforzo.
Brutale riflette su come si possano tentare certe strade non per mera necessità esibizionistica, ma per trarre profitto in maniera apparentemente più immediata, e come quindi le varie OnlyFans di sorta possano simboleggiare una risposta concreta e provocatoria a una società senza prospettiva. Tuttavia, spesso le promesse non possono essere mantenute e certe carriere si rivelano fragili: i fruitori del servizio vanno spesso a caccia di novità, seccandosi in fretta di un profilo e scaricandolo.
Se attraverso Paolo, Falzone compie un'analisi molto pertinente di un fenomeno attuale, lo stesso Paolo sfrutta il mezzo che gli dà un guadagno per arrivare a una più approfondita, dolorosa consapevolezza, che libera una sessualità repressa da sé (a causa della sua educazione machista) e dalla sua relazione (è interessante comprendere come la sua ragazza sembri stravolta non tanto da ciò che Paolo fa ma dal fatto che compia i suoi gesti insieme ad altri uomini). La veridicità della dinamica è avvalorata da esempi reali di figure come quella di, ad esempio, Dennis Dosio, influencer di origini italo brasiliane che ha raccontato in tv di come sia diventato popolare a causa di contenuti espliciti diffusi sui suoi canali.
Se il personaggio di Paolo merita un'analisi così approfondita, quello di Giulio può sembrarci meno sfaccettato ma non per questo meno scioccante. Il ragazzo appaga il suo desiderio di essere brutalizzato, desiderio scatenato da un episodio infantile traumatico.Oltre ai due attori principali della storia, si segnalano diverse figure secondarie ben scritte che incidono attivamente nella trama, che conosce un'inaspettata escalation pulp nelle battute conclusive, causata dalle decisioni di un conduttore televisivo che può ricordare, per noia, disponibilità economica e megalomania certi personaggi di opere post-apocalittiche e satiriche in stile The Substance. L'autore descrive con discreta efficacia i fruitori di certe piattaforme, trasformando Brutale in una discesa nel "deep, dark web" delle fantasie e perversioni sessuali.
La buona chimica tra i personaggi e la gestione delle risorse narrative produce un romanzo accattivante ma che lascia troppi interrogativi e sì conclude in maniera repentina e fumosa. Un romanzo che, fedele al titolo, non si risparmia nella ferocia della scrittura e nei dettagli espliciti su cui si sofferma. Forse in maniera a tratti troppo estrema, sensazionalistica, ma appunto in linea con ciò che l'autore desidera sviscerare senza troppi fronzoli.