In principio fu Apple. Non bastava più la "fedeltà al marchio", che per decenni di pubblicità aveva spinto la signora a non scambiare il suo Dash per due anonimi fustini. Apple con il "Think different" dettava un non avrai altro computer all'infuori di me. Sui primi forum online infuriavano battaglie tra gli utenti Mac radicalizzati e gli infedeli che ancora servivano l'idolo fasullo pc e il falso profeta Windows. Che cosa era successo? Be', il marketing aveva semplicemente fatto un passo il marchio non si doveva più amare, si doveva venerare e difendere, perché ci faceva entrare in una specifica setta di consumatori, in cui sentirsi accolti e amati, in cui riconoscersi e identificarsi. Eppure al mercato neanche questo bastava, come dimostra l'insider Gianluca Diegoli, consulente e professore di marketing. Il passaggio successivo è stato quello di smaterializzare il culto del singolo prodotto per raggiungere la vera trascendenza del consumo, immateriale e non siamo più devoti a una marca, ma a delle pratiche, che siano il running, la mindfulness, il foodporn, le vacanze da postare sui social o la skincare coreana da praticare come un rito laico di purificazione. Seguimi! ci intima il marketing, attualizzando le tecniche classiche di vendita per convincerci della coolness irresistibile del CrossFit o della necessità di quel workshop a Pantelleria; ci rende fedelissimi a un podcast o a un influencer, ci irregimenta sui BitCoin e ci convince a mollare tutto per diventare insegnanti di yoga. È una verità che non ci piace sentire, ma siamo tutti costantemente, allegramente manipolati da culti nuovi di zecca, che durano qualche mese come BeReal o qualche anno come lo zumba. Per fortuna, queste sette "light" non sono pericolose come quelle vere, eppure a ben vedere funzionano con le stesse, identiche regole. Regole che Diegoli è pronto a rivelarvi in questo libro divertente e prezioso, schiudendovi le porte della verità - e inaugurando così, finalmente, il suo culto personale.
Se prima avevi dei sospetti (ma il mio smartphone mi ascolta?; ma questo brand che sembra parlarmi direttamente e amichevolmente è vero o artefatto?; ma la community di cui sono così fiera di far parte mi sta sottilmente convincendo a fare ciò che non avrei proprio bisogno di fare?), dopo aver letto Seguimi avrai delle certezze (sì, sì e ancora sì). Che non è detto sia sbagliato, basta saperlo. Tutti pronti a seguire l’influencer di turno, pendiamo dai suoi post e dai suoi link (affiliati, naturalmente). Anch’io come tanti seguo religiosamente alcune brave cuoche di casa, e pure dei veri cuochi stellati - gratis - ma i miei risultati restano mediocri come sempre. Divertente, ogni tanto ridi, anche di te stesso e della tua ingenuità.
Se ti svegli già alle 5 del mattino, corri, fai skincare e il tuo business online non ti permette ancora di comprare la terza casa a Dubai, allora forse dovresti proprio leggere il libro “SEGUIMI! Il marketing come culto, il culto come marketing” di Gianluca Diegoli. Se, come me, non fai nulla di ciò, l’invito è comunque valido e ora ti spiego perché.
✨Ho letto questo libro in una giornata e fin qui tutto normale. L’ho letto, però, tra un martedì e un mercoledì entrambi lavorativi, e qui c’è l’eccezione (ultimamente riesco a leggere solo nel fine settimana).
Ma andiamo al punto... Di che parla questo libro? A chi lo consiglio e perché?
Ho trovato nel cinismo dell’autore una fotografia accurata della situazione attuale.
Diegoli in questo saggio ci offre una visione disincantata e attuale dei riti di consumo. Una visione che intriga, ma che per certi versi spaventa e sicuramente fa riflettere, perché negli ultimi tempi condividere il proprio parere sui social, ad esempio, su un qualsiasi prodotto commerciale (nello specifico io lo percepisco molto nel booktok) è diventato davvero difficile.
E la colpa? La colpa è anche di tutto ciò che ti spinge a chiederti: “posso fidarmi, o è sola pubblicità?”
📖 Tra sette light, bias e riferimenti a citazioni di Lev Tolstoj, Philip K. Dick e Terry Pratchett, è un viaggio assolutamente interessate per chi lavora nel settore, anche solo come content creator, per chi vuole capire un po’ più il mondo del marketing, fuori e dentro la rete.
(Piccolo appunto, tra le nove sette citate, il booktok non è ancora incluso, siamo forse salvi? Io non credo ahah)