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Ciao bis zu den schönen Tagen: Roman

Vom Wagnis, sich mit dem Leben zu versöhnen

Was passiert mit einer Familie, in der einer etwas Schlimmes tut? Luca Nardulli wächst behütet auf in Torre Domizia, einem kleinen Ferienort an der italienischen Küste. Im Sommer verliebt er sich zum ersten Mal, in Betta. Und er bewundert seinen großen Bruder Maurizio über alles. Doch dann erfährt er, dass ausgerechnet Maurizio schuld ist am Tod von Betta. Lucas Welt bricht auseinander. Wem kann er noch vertrauen? Darf er je wieder das Wagnis eingehen zu lieben? Nur dann, das spürt er, wird es wieder schöne Tage geben – für ihn und die ganze Familie. 

Der bewegende Roman der italienischen Bestsellerautorin - mit dem Flair eines italienischen Spätsommerabends. Ein Wiedersehen mit dem schönen Setting des Erfolgsromans »Endlich das ganze Leben« und völlig eigenständig zu lesen.


387 pages, Kindle Edition

Published August 1, 2025

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About the author

Roberta Recchia

5 books175 followers
Laureata in Lingue e Letterature Europee e Americane, fino a dieci anni fa ha lavorato in un’azienda leader nel ramo delle spedizioni internazionali. Nel 2013 ha deciso di abbandonare il lavoro d’ufficio per dedicarsi all’insegnamento, per cui ha scoperto una profonda passione. Oggi è docente di lingua inglese in una scuola superiore romana.
Vive con il suo adorato chihuahua, Claudio, in una piccola città sul litorale laziale.
Scrive da sempre, ma l’idea di pubblicare le sue storie era sempre rimasta un sogno nel cassetto. Nel 2023 ha deciso che era tempo di aprire quel cassetto.

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Community Reviews

5 stars
1,978 (49%)
4 stars
1,503 (37%)
3 stars
420 (10%)
2 stars
71 (1%)
1 star
15 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 428 reviews
Profile Image for paula.
69 reviews2,357 followers
Review of advance copy received from Publisher
July 26, 2026
que historia más triste y más bonita.. un culebrón bien fino… italia años 80… con el corazón encogido durante todo el rato, mucha ternura… todo lo que me gusta !!! sin duda leeré más a roberta recchia ❤️❤️❤️❤️❤️
Profile Image for Lucia Nieto Navarro.
1,586 reviews425 followers
August 28, 2026
4,5

¿Hasta qué punto somos responsables de los actos de nuestra familia?

Todo la historia gira en torno a esa pregunta Luca es el gran protagonista de esta novela, imposible no cogerle cariño, un niño al que de la noche a la mañana le cambia la vida.

Tendrá que abandonar su hogar, e irse a vivir con sus tíos, empezando desde cero, aprendiendo a vivir con el rechazo, con sus recuerdos y con una “nueva” familia.

Aunque es una historia muy dolorosa y con mucho drama, uno de sus principales mensajes es que la vida puede reconstruirse incluso después de una experiencia devastadora.

Me ha gustado mucho la forma sencilla y elegante de escribir la de autora, sin recurrir continuamente al dramatismo (que lo hay), además la autora consigue contar una historia sobre un crimen pero sin ser este el protagonista.

Un libro cortito, que no puedo hacer más que recomendar.
Profile Image for Giorgia Legge Tanto.
420 reviews13 followers
June 26, 2025
Il protagonista è Luca, quasi quattordici anni, sensibile, ma così tanto sensibile che si sente diverso dai suoi coetanei. Abita in una località marittima insieme ai genitori e al fratello più grande, una tipica zona di villeggiatura, che d’estate si popola e d’inverno si spopola. Un’estate si innamora, o almeno pensa che quello sia amore, di Elisabetta, una ragazza piena di vita, che una mattina viene ritrovata sulla spiaggia, a faccia in giù nella sabbia, violentata e uccisa. Mentre lui è a casa, ignaro di quello che è successo, i carabinieri bussano alla porta e portano via, prima suo fratello e poi suo padre. Per toglierlo da tutto quel dolore e da quell’ombra che sta sovrastando la sua famiglia, viene caricato su un treno e mandato al Nord dallo zio Umberto, fratello del padre e professore di liceo, e dalla zia Mara, che vivono insieme alle sue cugine. Un mondo diverso, lontano dalla sua vita e dalla sua infanzia, per ricostruirsi e mettere nuove radici. Lo aiuteranno lo zio, che per lui stravede e Flavia, una sua coetanea della vita precedente per fargli ritrovare una speranza nel futuro.

Che libro! Che libro! Un romanzo che urla tutta la sua rabbia, che sussurra tutta la sua innocenza, stupendo! Un linguaggio lirico, misurato, elegante, mai eccessivo, mai retorico. Una scrittura asciutta, puntuale tesa al bisogno di raccontare, senza dire mai tutto, nascondendo con pudore quelle cose che sono sottintese, ma potenti. Questo romanzo racconta un punto di vista diverso, rispetto al precedente e cioè quale sia il dolore e lo stupore dei familiari del carnefice, che non capiscono, che non sanno come comportarsi, cosa fare. Ogni personaggio ha un suo spazio preciso e ben delineato, che in qualche modo è stato toccato dalla vicenda e convive con la propria forma di dolore.

È difficile replicare un libro bellissimo, ma Roberta ci è riuscita con questo secondo capitolo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Nood-Lesse.
471 reviews364 followers
April 10, 2026
La tristezza scrive, la felicità no

Famiglia Nardulli - Pietra del Canneto (località fittizia, litorale laziale)
Padre / Tommaso (maresciallo dei carabinieri)
Madre / Lilia
Figli / Maurizio / Luca (protagonista)

Ho letto pochi thriller ma devo ammettere che leggere per vedere cosa succederà è una modalità che fa procedere più spediti. Roberta Recchia è abile nelle anticipazioni ad inizio capitolo,
Per Luca Nardulli la fine del mondo arrivò nella primavera dei suoi quindici anni, insieme all’odore del temporale e delle arancine…
è abile a calarsi di nuovo nello stagno limaccioso dell’adolescenza, usa un italiano semplice ma fluido, adatto al tipo di storia che sta raccontando. Ero abbastanza entusiasta di quello che stavo leggendo, quando inopinatamente mi è stata sottratta la famiglia del litorale laziale e sono stato spostato di peso a Bergamo insieme al protagonista.

Famiglia Nardulli – Bergamo (gli zii)
Padre / Umberto (professore di lettere)
Madre / Mara
Figlie / Carolina / Emilia / Caterina
Nonna / Caterina

C’è una scena in stazione in cui lo smarrimento di Luca ricorda quello di Johnny in “Rito di passaggio”. La differenza sostanziale sta nella condensazione: quello di Wright è un racconto centrato, questo un romanzo che si amplia fino a diventare un albero genealogico per il numero di personaggi che contiene. L’ho letto in digitale scopro adesso che è lungo 350 pagine, avrei creduto fossero almeno 100 in più. Se all’inizio ha il ritmo di un thriller, più avanti indugia come un giallo. È anche romanzo di formazione, saga familiare. Svolgendosi dai primi anni ottanta al nuovo millennio, fa a meno di tutta la tecnologia. Non ci sono messaggi di testo, doppie spunte e mappe satellitari. Da un certo punto in poi, il pensiero di leggere un nuovo capitolo ha smesso di attrarmi: l’aria era appesantita dalla tragedia, ad essa si aggiungevano i lutti (inevitabili con il passare degli anni) e mai, dico mai, una battuta per stemperare il fatto che la vita è una tragedia e come tale va vissuta (non è mia, non è della Recchia benché lei vi si attenga, è di Malcom Lowry).
La tristezza scrive, la felicità no.
Alla fine del libro c’è la lista dei testi musicali da cui Roberta Recchia ha attinto. Non compare, quello sottostante di cui è sfruttata solo la melodia. Sarà che nel 1984 c’ero anch’io, sarà che l’ho ballata qualche anno più tardi, quando ancora le luci in discoteca si abbassavano, ma questo è stato uno dei passi del libro che ho preferito
Dopo il brindisi, l’ultimo ballo lento lei lo destinò perciò a Davide, tenendogli le braccia strette strette intorno al collo, dato che era brilla e temeva di inciampare. Cantarono insieme Careless Whisper nel loro inglese stentato
https://youtu.be/izGwDsrQ1eQ?si=l-dEi...
Profile Image for Maddalena.
99 reviews19 followers
June 19, 2025
Un libro scorrevole, coinvolgente, emozionante. È intimamente correlato alla storia di Tutta la vita che resta e riprende il punto di vista di Luca, il fratello del colpevole. La sua storia si snoda nel corso degli anni e racconta il 'dopo'.
È impossibile non lasciarsi trascinare dalle sue vicissitudini e quelle della sua famiglia. È una storia di sofferenza e di rinascita, di fiducia e di perdono.
Profile Image for Ilaria Quercia.
457 reviews123 followers
June 8, 2025
Dopo aver amato profondamente "Tutta la vita che resta", mi sono avvicinata a questo nuovo romanzo con aspettative altissime. Purtroppo, però, la lettura non è riuscita a restituirmi le stesse emozioni.
Questa storia rappresenta, in un certo senso, l’altro lato della narrazione precedente: si concentra su ciò che era rimasto in ombra, dando voce a personaggi e prospettive meno esplorati. Tuttavia, quello che poteva essere un approfondimento intenso e toccante, si rivela invece meno coinvolgente, sia sul piano emotivo che narrativo.
Lo stile, che nel primo romanzo mi aveva conquistata per la sua delicatezza e autenticità, qui appare appesantito. La scrittura è più prolissa, i ritmi sono dilatati, e spesso ho avuto la sensazione che i capitoli si trascinassero senza una reale necessità narrativa.
Anche la coralità dei personaggi, che poteva essere un punto di forza, finisce per diventare un limite: ce ne sono troppi, e molti di loro restano sfocati o poco credibili, come se mancasse il tempo o lo spazio per svilupparli a fondo.
Ciò che ho sentito maggiormente, però, è stata la mancanza di equilibrio emotivo. Il romanzo è dominato da un tono malinconico e cupo, con pochissimi spiragli di luce o di speranza. Comprendo la scelta dell’autrice di restare fedele a un certo tipo di realismo emotivo, ma avrei apprezzato qualche momento in più di respiro, qualche gesto che suggerisse la possibilità di una rinascita.
Non è un brutto libro, ma non riesce a reggere il confronto con il precedente. Se a un certo punto avessi deciso di interromperne la lettura, non ne avrei sentito la mancanza.
Mi auguro che il prossimo lavoro dell’autrice riesca a ritrovare quella forza narrativa e quella sensibilità che mi avevano colpita tanto la prima volta.
Profile Image for Come Musica.
2,218 reviews687 followers
June 11, 2025
Roberta Recchia torna in libreria con il sequel di “Tutta la vita che resta”.
Scrive Roberta nei ringraziamenti:

“Stavolta però ho esitato davvero a lungo, prima di decidere di scrivere questo romanzo. Ero convinta che fosse giusto andare oltre il dramma di Betta Ansaldo, intorno a cui ruota Tutta la vita che resta. Mi sono dedicata per un periodo ad altre storie, altri mondi. Ma sin dalla sua breve apparizione nel primo libro, Luca era rimasto con me, insistente, lo sguardo smarrito in tante emozioni a cui da solo non poteva dare voce. Alla fine la sua storia l’abbiamo raccontata insieme: l’ho preso per mano e ascoltato come avrei fatto con un figlio. Perciò gli sono grata per non aver mollato.”

Luca Nardulli è un adolescente a cui la vita è stravolta dall’arrivo dei carabinieri.
In un attimo, la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, come accade a un oggetto inamovibile davanti a una forza inarrestabile.

Per Luca è meglio trasferirsi dagli zii a Bergamo

“Ma l’unica alternativa possibile alla verità, in quel momento, era il silenzio. Poco più di un’ora prima, da un telefono a gettoni davanti alla stazione Centrale, aveva parlato con l’avvocato Brugia. Aveva capito che per spiegare al nipote come stavano le cose c’era bisogno di un coraggio che ancora non sapeva dove trovare.”

La forza di questo secondo romanzo di Roberta Recchia, come è accaduto nel primo, è nei buoni sentimenti che possono avere la meglio, nonostante tutto, nonostante le tragedie e il dolore; quella possibilità di rialzarsi sempre finché si è in vita

“La maturità l’aveva convinto che in nessun modo la vita potesse essere semplice, che in nessun modo fosse possibile evitare delusioni, errori, dolori. Ma dalla sofferenza si poteva guarire, questo sì. Bastava solo credere nella felicità con la stessa ostinazione con cui Gianluca si risollevava tutte le volte: per lui contava solo la frescura dell’erba sotto le piante dei piedi nudi, le braccia della madre pronte ad afferrarlo, il suo dito a cui aggrapparsi. La caduta non era che uno sgambetto della vita. L’importante era tutto il resto, la corsa che lo attendeva.”
Profile Image for Raffaella.
54 reviews
June 28, 2025
Se ve lo state chiedendo: sì, si piange anche qua. Meno che con “Tutta la vita che resta”, ma si piange.
Profile Image for Emanuela.
1,025 reviews2 followers
January 26, 2026
Lui era soprattutto questo: tutto l’amore che aveva avuto e aveva.
Un libro che si legge con il magone in gola, forse ancor più del precedente, si riesce a sentire l’angoscia dei personaggi, è una storia di dolore, di rabbia, ma anche di amore e di speranza. Nel precedente libro abbiamo visto come i familiari della vittima hanno reagito, e poi convissuto, alla tragedia, l’autrice però ci fa prendere atto che spesso non sono gli unici a soffrire, un’altra famiglia viene distrutta da questi drammi, quella del criminale, che viene comunque coinvolta, anche se non ne ha responsabilità. È proprio notizia di questi giorni come i genitori dell’assassino di Anguillara si siano tolti la vita, le indagini sono ancora in corso ma si pensa che non siano riusciti a superare la vergogna.
All’inizio ero un po’ scettica su questo libro, pensavo che l’autrice avesse pensato a questa storia soltanto per “cavalcare l’onda” del successo avuto con la precedente “Tutta la vita che resta”, ma penso che invece sia parte integrante dell’altra, vanno lette entrambe per comprendere appieno l’avvenimento. Un libro che mi è piaciuto molto, ma che ritengo inferiore all’altro, con una parte finale un po’ lenta e la presenza di descrizioni e fatti inutili, messi lì quasi a voler allungare il brodo. Per quanto sia rimasta molto soddisfatta di questa lettura, che ha menzionato anche la mia città, spero però vivamente che, con questo libro, l’autrice chiuda per sempre con la vicenda di Elisabetta Ansaldo.
Profile Image for Lia Valenti.
914 reviews29 followers
June 1, 2025
Questo libro è una specie di seguito di "tutta la vita che resta".
Ci fa sapere cosa succede nella famiglia di un assassino, il dopo.
Un libro che ho trovato più maturo del primo, c'è lo stesso dolore e lo stesso strazio.
Profile Image for Nephelibata.
174 reviews9 followers
July 29, 2025
Mi sono avvicinata a questa storia senza conoscere nulla del suo prologo, se non l'emozione lasciata in coloro che attorno a me l'avevano letto. Volevo che fosse un primo incontro, ma fin dall'inizio mi è parso chiaro che non era così. Leggendo, ho capito che conoscevo già ognuno di loro. Conoscevo il dolore malinconico di Luca, la presenza rassicurante di Flavia, resistente a tutto; Umberto, con l'ostinazione delle giuste cause e Mara, chiusa nel silenzio di una madre che ha paura. Conoscevo le cugine, nella loro variopinta diversità, Betta, con la sua anima forte e libera, gli abitanti di Torre Domizia, Alma, perfino Maurizio. Perché uno dei tanti pregi della scrittura di Recchia è la capacità di rendere i personaggi non solo veri ma anche vicini: una famiglia di carta e inchiostro a cui ci si affeziona subito senza nemmeno rendersene conto. Leggendo, si ha l'impressione di farne parte; pagina dopo pagina, si va avanti mossi dalla stessa ansietà di un parente in apprensione per i propri cari.
Anche se non conoscevo quasi nulla delle dinamiche del primo libro, sapevo tuttavia del grande dolore che ne fa da protagonista. Qui se ne trova una traccia: il sentimento è lo stesso, solo amplificato da altri dolori, malinconie, paure inespresse, speranza e rabbia. Come un grosso fiume, il dolore avanza insieme alle parole, si nutre dei suoi affluenti, fino a sfociare nel mare della consapevolezza dell'epilogo. La consapevolezza che, più di tutto, può il bene. Un bene che si vuole, si custodisce, spesso in segreto; il bene che fa restare in vita anche quando tutto muore. È il bene che Luca prova per Betta, un bene che nemmeno le atrocità più cupe possono cancellare, perché è l'amore che proviamo a definirci, anche quello verso chi ci ha ferito in modo irreparabile e creato un vuoto dove prima c'era un nome, una storia, un legame.
Con "Io che ti ho voluto così bene" Roberta Recchia racconta il dolore dei "non giusti", di coloro che si ritrovano a vivere nell'ombra di un crimine commesso da un parente, un crimine in grado di cambiare per sempre il suono di un cognome. Ma più di questo racconta di ciò che sopravvive sotto la superficie dell'odio, del rancore, dell'abbandono: quel bene che salva e ricuce, che tende verso la speranza, verso la vita oltre il dolore.
Profile Image for Carla Muñoz Llos.
74 reviews144 followers
September 1, 2026
Una historia dura pero también dulce…una historia sobre cómo episodios concretos de la vida pueden destrozarla, pero también sobre la capacidad del amor para reconstruirla paso a paso. ❤️‍🩹
Profile Image for Lorenzo.
40 reviews6 followers
April 26, 2026
Davanti al bene che gli aveva voluto, tutto quell'odio non poteva niente.

3,5.
Profile Image for Pilar  Rodríguez  Cunill .
305 reviews45 followers
September 19, 2026
Historias que llegan al corazón.
Largo recorrido al lado de sus personajes especialmente del pequeño Luca que nos lleva de la mano a través de todas las páginas.
Excepcional.
Profile Image for Marian.
1,050 reviews222 followers
September 19, 2026
Drama, machismo y un estilo narrativo de cuento infantil/ juvenil.
Comprendo que Bergamo o el norte de Italia puede o podría tener según la época, muy arraigados los conceptos machistas que se dejan deslizar en el transcurso de la historia, pero eso no impide una observación o una nota aclarando. Llevo muy mal la aceptación tácita que conlleva no decir nada sobre estos temas.
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,308 reviews202 followers
June 7, 2025
Mentre leggevo certi nomi propri dei personaggi coinvolti nella vicenda, ho avuto un senso di déjà-vu, e non mi sbagliavo: “Io che ti ho voluto così bene” è una sorta di sequel di “Tutta la vita che resta”, quindi riparte dall’evento centrale che mette in moto l’intera storia, ovvero l’uccisione della giovane Betta Ansaldo ad opera di un gruppetto di ragazzi, ma si concentra sulla famiglia di uno di questi ultimi e in particolare sulla figura di suo fratello minore, Luca. E ci mostra la disgregazione di un nucleo familiare che si scopre ad avere allevato un mostro.
Luca, cresciuto col mito del fratello maggiore, si ritrova improvvisamente perduto, tradito, disorientato, e viene spedito dagli zii a Bergamo, dove finirà per restare per sempre, costruendosi una vita in un altro contesto ma circondato comunque da affetti. Nel frattempo la madre si ammala, il padre resta solo e tutti, anche gli zii e le cugine, vivono a loro modo le conseguenze dell’essere additati come “i parenti di un mostro”.
Luca è un personaggio complesso, che si muove tra momenti di dolcezza e fragilità e altri di grande forza interiore. La sua storia è intrisa di un amore sincero e di un desiderio di proteggere chi gli sta a cuore, anche quando questo comporta sacrifici. La sua evoluzione nel corso del romanzo è molto ben delineata: si vede come affronta le difficoltà, come cerca di trovare un equilibrio tra i propri sentimenti e le responsabilità. Ciò che rende Luca così particolare è la sua capacità di essere vulnerabile senza perdere la dignità, e di amare con tutto il cuore, anche quando il mondo sembra crollargli addosso. La sua presenza nel romanzo dà una nota di autenticità e umanità che rende la storia ancora più coinvolgente.
Il romanzo mi è piaciuto, per quanto non abbia capito, nella parte finale, la presenza della “sotto-storia” di un personaggio che alla fine non risulta coinvolto nel fatto principale.
La capacità di Roberta Recchia di toccare le corde dell’animo umano resta intatta e apprezzabile. Credo tuttavia che la sua scrittura sia ora abbastanza matura da staccarsi definitivamente dalla vicenda di Betta Ansaldo per proporre al lettore qualcosa di nuovo e di diverso.
Profile Image for Martina Fiore.
3 reviews1 follower
September 1, 2025
Volevo dare una stella giusto per l’idea che comunque è buona (insomma, discreta), ma mi sembrava di leggere Moccia : una mocciata incredibile. Tra l’altro in alcuni punti la scrittrice ha fatto giri immensi che probabilmente facevano parte di racconti scritti in passato, ma che non c’entravano nulla. BAH.
Profile Image for Roberta Ciabattini.
85 reviews3 followers
September 4, 2025
Pensavo sarebbe stato difficile dare un seguito degno a Tutta la vita che testa, ma Roberta Recchia cavolo se ci sei riuscita ❤️ per favore scrivimi la vita
188 reviews6 followers
October 5, 2026
No conocía a esta autora, pero ha sido una muy agradable sorpresa.La forma de escribir y retratar la vida en Italia me ha recordado a la amiga estupenda.
Una lectura con una historia dura y en muchos momentos cruel que destroza la vida de una familia normal, feliz , pero sobre todo desgarra la de un niño que pierde la inocencia y se transforma en un adulto de golpe.
Su lectura te hace pensar y reflexionar sobre el amor, la familia, el miedo, el rencor, el dolor , el arrepentimiento, el perdón,la confianza, la sensatez ,el odio, pero sobre todo la superación y la supervivencia.
Tiene unos personajes muy desarrollados y con mucha profundidad que te hacen empatizar fácilmente con su historia, mí Luca un niño muy inteligente que supo cual era su lugar en todo momento, Flavia con un corazón puro y un amor sin cortapisas , y mi favorito, el tío Umbetto con unos valores personales y familiares inalterables, y velador de la justicia .
Una lectura maravillosa, no puede ser menos de 5 estrellas 💫.
Profile Image for Eleonora Mora.
236 reviews9 followers
June 2, 2025
Nei fatti di cronaca nera che quotidianamente purtroppo accadono, sentiamo parlare della vittima, dell’assassino, e delle rispettive famiglie che vivono un grande dolore, anche se in modo diverso.
Nel precedente romanzo, “Tutta la vita che resta” Roberta Recchia ci ha parlato del dolore che aveva colpito la famiglia di Betta scomparsa troppo presto e in modo troppo crudele…

In questo nuovo romanzo, la scrittrice invece ci racconta il dolore di chi si trova dall’altra parte, ovvero dalla parte del carnefice…

Ci racconta il dolore di una madre e un padre che si chiedono dove hanno sbagliato, come hanno potuto avere un mostro in casa senza saperlo…
E ancora di più ci parla di Luca, il fratello più giovane del carnefice, che vede la sua vita distrutta, per sempre etichettato come un mostro anche lui pur non essendolo…
Luca con grande forza e determinazione, ricomincerà a vivere grazie all’aiuto dello zio Umberto, che gli starà vicino come un padre aiutandolo in quegli anni di buio e di dolore.
Luca imparerà ad affrontare il passato, a perdonare, a iniziare una nuova vita…

Anche questa volta Roberta Recchia mi ha emozionata e mi ha fatto molto riflettere. Una scrittura fluida, coinvolgente, i personaggi sono descritti in un modo che trovo unico, impariamo a conoscerli nel profondo, e quando si arriva all’ultima pagina, ci mancano già con le loro qualità e i loro difetti…
Bellissimo al pari del primo libro uscito l’anno scorso. Lo consiglio!


Lascio due brevi estratti che mi sono piaciuti

“La maturità l'aveva convinto che in nessun modo la vita potesse essere semplice, che in nessun modo fosse possibile evitare delusioni, errori, dolori. Ma dalla sofferenza si poteva guarire, questo sì. “

“La caduta non era che uno sgambetto della vita. L'importante era tutto il resto, la corsa che lo attendeva.
Nonostante avesse dubitato molte volte, ora Luca nella felicità aveva deciso di crederci testardamente: valeva sempre la pena di rialzarsi.”
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Greylain.
149 reviews60 followers
March 16, 2026
"Lui era soprattutto questo: tutto l’amore che aveva avuto e aveva."

Ci sono storie che parlano di una tragedia. E poi ci sono storie che raccontano tutto quello che resta dopo.

Con "Io che ti ho voluto così bene", Roberta Recchia torna nello stesso universo emotivo di "Tutta la vita che resta", ma cambia completamente prospettiva. Se lì guardavamo il dolore dalla parte della vittima, qui lo osserviamo dal lato più scomodo, più difficile da raccontare: la famiglia di chi ha sbagliato.

Il protagonista è Luca, un ragazzo che si ritrova improvvisamente a vivere dentro una crepa. Una crepa che attraversa la sua famiglia, il suo passato e persino il suo nome.

Luca è un personaggio fragile e bellissimo proprio nella sua normalità. Non è un eroe, non è un simbolo: è solo un ragazzo che cerca disperatamente di capire se sia possibile continuare a vivere senza portare addosso la colpa di qualcun altro.

Roberta Recchia racconta questa ricerca con una delicatezza rara: non c’è mai compiacimento nel dolore, mai sensazionalismo. Solo una domanda silenziosa che attraversa tutto il libro: si può rinascere anche quando la vita ci mette dalla parte sbagliata della storia?

Tra nuovi luoghi, persone che diventano rifugio e legami che nascono quasi in punta di piedi, Luca prova a ricostruire se stesso e a capire chi è davvero, lontano dall’ombra del fratello.

Pagina dopo pagina, il romanzo diventa qualcosa di più di una storia di colpa o di redenzione: diventa una riflessione potentissima su identità, amore e possibilità di ricominciare.

Perché a volte la cosa più difficile non è perdonare qualcuno. È concedersi il diritto di non essere definiti dal male che altri hanno fatto.

"Io che ti ho voluto così bene" è un romanzo delicato e devastante insieme, capace di ricordarci che anche nelle crepe più profonde può filtrare un po’ di luce.

E che, forse, nessuna storia è davvero scritta una volta per tutte.

5 stelle ⭐
Profile Image for Jay .
632 reviews36 followers
July 29, 2025
Luca, che l'aveva amata con tutto l'ardore della sua pubertà, ora, quando la pensava, immaginava solo di farle una carezza per consolarla dalla paura che doveva aver provato a morire al buio, mentre i mostri le ferivano il corpo, davanti al mare che ululava insieme al vento.

Ammetto che è stato difficile leggere questo libro, soprattutto perché sono molto affezionata al precedente. Con il suo primo romanzo, Tutta la vita che resta, avevo trovato una voce divina, incredibilmente concreta, capace di rendere tangibile un dolore profondo. Qui ritrovo tutta quella potenza, specialmente nella figura di Luca, silenzioso, sensibile, strattonato da eventi inaccettabili che lo costringono ad abbandonare la sua infanzia e a ricostruire una vita altrove. La scrittura intatta la sua sincerità: il trauma, l’inquietudine, la freschezza della rinascita, l’ombra del perdono che fatica a prendere forma (giustamente, perché il perdono non deve essere così scontato). Su questi terreni emotivi il romanzo cresce e convince. Luca si fa narrazione interiore e voce del lettore che lotta per restare umano tra colpe non sue. La famiglia dello zio Umberto emerge come rifugio, fragile e luminoso.
La scrittura di Recchia è geometria di sensazioni, calibra silenzi, sussurra dialoghi, lascia il lettore partecipe senza mai manipolarlo o esporlo a "pornografia del dolore". Il motivo per cui ho assegnato quattro stelle - anziché cinque - è legato alla terza parte, dove compaiono il caso del bambino e il personaggio di Marina. Quella svolta narrativa mi è sembrata meno credibile, meno autentica: la figura di Marina, capace di riprendere un rapporto con Maurizio, ha avuto il tono di una costruzione troppo forzata, poco aderente alla profondità psicologica degli altri personaggi. Quel passaggio ha smorzato per me l’intensità conquistata all’inizio. Nonostante ciò, Io che ti ho voluto così bene resta un romanzo intenso, una storia di dolore e rinascita vista da una prospettiva inedita. Recchia conferma il suo talento nel restituire la sofferenza senza retorica, nell’incunearsi nel silenzio di chi osserva più di quanto parli. Luca non ha bisogno di capovolgere vite: è già ferito abbastanza da bastare a sé stesso. Un libro umano, impeccabile, che ha saputo restituirmi il senso autentico del volersi bene - anche di fronte alla mostruosità e al dolore.
Profile Image for Anto_s1977.
861 reviews38 followers
July 25, 2025
“Io che ti ho voluto così bene” è il secondo romanzo di Roberta Recchia, edito dalla casa editrice Rizzoli, che mette in evidenza la bravura dell’autrice nel raccontare una storia verosimile con una sensibilità che commuove.

Quando accade un fatto drammatico, il carnefice è individuato con esattezza, ma la vittima è anch’essa una soltanto ed è altrettanto rintracciabile con precisione?
Roberta Recchia ci dimostra che non è  affatto così: in una vicenda criminosa c’è sempre un fil rouge di sofferenza che unisce molte persone. Ecco quindi, che la talentuosa autrice italiana riprende la vicenda di Betta Ansaldo e la ripropone al lettore da un altro punto di vista.

La vicenda riprende esattamente da quando i colleghi si presentano alla porta del maresciallo Nardulli con rivelazioni clamorose e il secondogenito del militare, Luca, viene posto su un treno che lo allontana dal clamore e dalla propria famiglia. 
Il ragazzo, spaesato e intimorito, rifiutato e dimenticato, è il protagonista di queste pagine così intense ed emotivamente coinvolgenti.
È destinato a perdersi, come succede a Miriam? No, ma solo perché accanto a lui c’è lo zio Umberto. 
Solido, integerrimo, generoso e testardo, l’uomo prende per mano il nipote e lo accompagna in un “viaggio contromano” verso il futuro.

“La sua vita gli sembrava un castello di carte, che lui si ostinava a ricostruire ogni volta: bastava un niente ed era di nuovo tabula rasa”.

Un romanzo assolutamente perfetto, per quanto mi riguarda, per trama e stile. 
I personaggi sono realistici e rappresentati a tutto tondo. Non si può che amarli tutti, siano essi forti e ostinati, o deboli e introversi: zio Umberto, il maresciallo che conta i treni per non impazzire, Lilia che si arrende, Flavia e la sua tenacia, padre Lodoli che brontola e supporta.
Il lettore può trovare in queste pagine tutto ciò che cerca: sensibilità, un ventaglio di emozioni, il retrogusto amaro dell’abbandono, la rinascita, le imperfezioni degli esseri umani.

“Per la prima volta si chiese se da genitore avrebbe fatto le stesse scelte di suo padre, se quella damnatio memoriae, che aveva sfiorato persino lui, fosse l'unica soluzione possibile davanti al crimine orrendo, imprevedibile”.
Profile Image for Valentina.
495 reviews40 followers
October 28, 2025
[2.5]

Il primo problema è stato che il precedente libro di Recchia, di cui questo è di fatto “spin off”, pensavo mi fosse piaciuto parecchio, ma nonostante la lettura risalga a poco più di un anno fa, quando ho iniziato questo romanzo mi sono resa conto che mi era rimasto ben poco, e che i dettagli erano già evaporati dalla mia memoria.

Quindi, dopo aver consultato ChatGPT, mi approccio a “io che ti ho voluto così bene” con le antenne drizzate.
E confermo che per quanto anche questo romanzo sia scorrevole e abbastanza piacevole (anche se lo reputo inferiore al precedente), non riesce a penetrarmi in profondità.

Oltretutto ci sono state molte cose che mi hanno infastidita parecchio: in primis volevo dire a Recchia che non è Hanya Yanagihara e se quindi vuole concatenare nei suoi romanzi una tragedia dietro l’altra lo deve fare con un diverso registro stilistico, una lunghezza assai maggiore e un grado di profondità emotiva che qui manca del tutto.
La quantità di eventi drammatici si susseguono imperterriti senza dare nemmeno il tempo al lettore di assimilare quella precedente: il tutto risulta semplicemente inverosimile.
Inoltre ci sono una quantità di storyline semplicemente ridicola per la mole del romanzo, a nessuna viene data una conclusione appropriata, alcune vengono accantonate del tutto.
Faccio un solo esempio: gli zii del protagonista sono in rotta per tutto il romanzo, nell’epilogo li troviamo addirittura con un ulteriore figlio, cosa per altro alquanto impossibile data anche l’età dei due.

Il finale del libro è imbarazzante, non mi vengono in mente ulteriori aggettivi.

Speriamo solo che con questo ulteriore approfondimento del romanzo precedente si sia deciso di porre fine a una storia che forse non valeva così tanto la pena di raccontare in prima istanza.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,594 reviews178 followers
October 29, 2025
Nel primo, appassionante, romanzo di Roberta Recchia - un autentico page turner - la storia al centro del racconto è quella dello stupro e dell'omicidio di Betta Ansaldi e delle conseguenze sulla sua famiglia, in particolare sulla cugina Miriam.
In questo secondo romanzo si riparte da quell'estate del 1982, anzi, dalla precedente, e dalla cotta che l'appena adolescente Luca Nardulli - il fratello minore dello stupratore/assassino di Betta - aveva per quella ragazza così bella e solare.
Quando, due anni dopo, il fratello viene arrestato (assieme al padre, che è accusato di favoreggiamento, ma viene rilasciato perché estraneo ai fatti), Luca viene spedito - senza neanche avere la possibilità di scelta - a Bergamo in casa del fratello del padre, un professore di liceo classico in un rigido istituto maschile gestito da ecclesiastici. La vita non è facile perché la zia Mara, la moglie dello zio, comincia a temere che Luca sia come Maurizio e possa insidiare le sue tre cugine, tutte femmine, anche se è un assurdo pregiudizio, visto che ha il ragazzino sotto agli occhi tutti i giorni e sa che è un bravissimo ragazzo.
Quindi questo romanzo fa vedere l'altra faccia della medaglia, quello che sono costretti a subire i parenti degli stupratori, che vengono guardati con diffidenza e timore ingiustificato dalle persone più superficiali e che sono costretti a vivere delle vite davvero difficili per errori non loro.
Ancora una volta Recchia mette al centro della storia degli esempi positivi di uomini, quasi a voler ribadire che non tutti gli uomini sono uguali.
Profile Image for Victoria Guerra.
Author 1 book20 followers
September 20, 2026
No contaba yo con esta pena, fíjate tú. No contaba con sentirme parte de una familia destrozada por un hecho atroz irreversible, ni con acompañar al bueno de Luca a lo largo de su complicada existencia y verlo perseguir la felicidad y la belleza a pesar de todo. Qué curiosa forma de contagiar tanta emoción con tan pocas palabras. Roberta Recchia me ha sorprendido, sacudido y enseñado mucho con este libro.
Profile Image for Federica.
12 reviews
December 28, 2025
Degna conclusione del primo libro di Roberta Recchia, impossibile non amarne la scrittura tagliente e calda. Consiglio al 100%, soffri ma ne sei felice.
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