** 4,5**
Cara Locanda Rosso Lampone,
Grazie di avermi ospitato tra le tue mura senza rivelare a nessuno che ero lì.
Forse- ma non ne sono sicura- potrebbe avermi notata Ortensia, perché ho trovato un biscotto sul davanzale, lasciato lì quasi per caso. Un gesto gentile che mi ha fatto sentire ben accetta da chi, a sua volta, è stata accolta a braccia e cuore aperto, in un quattordici luglio che ha fatto davvero la rivoluzione nella sua vita.
In questa settimana ho potuto osservare Pietro e i suoi figli Filippo e Veronica, Gregorio e Altea, Cesare, i fratelli Kramer e i coloro che ti hanno recuperato, restaurato e resa fruibile per fare quelle magie che solo tra le tue mura avvengono. Si definiscono i tuoi proprietari, Lidia e Michele, ma sono certa che sia più giusto dire che sei tu ad averli “adottati” e a “custodirli”( come direbbero dalle mie parti italianizzando il dialetto).
È stato interessante stare una settimana senza smartphone, tablet, videogiochi o qualsiasi aggeggio elettronico che riempie le nostre vite e ho visto tutti (o quasi) rallentare. All’inizio stizzirsi o trovarsi spaesati senza l’abituale presenza di un telefono al fianco, poi piano piano accorgersi che esiste un “là fuori” pieno di possibilità che sanno ancora , e tanto, sorprendere…. E riportarli un po’ più dentro di loro.
Insieme a Veronica ho riscoperto la bellezza dello stare a respirare, ad osservare un alba senza l’esigenza di fotografarla o filmarla e metterci una canzoncina di sfondo.
Con Greg e Altea mi sono riempita di poesia, con Filippo di quell’entusiasmo che un solo un bambino ha e che forse ha scoperto uno gnomo in incognito e l’unico filtro che usa è quello della meraviglia.
Con Pietro sono stata giudicante, all’inizio. Ma diciamocelo con onestà, senza ipocrisie: quanti “drogati” di lavoro e adrenalina conosciamo? O quanto lo siamo anche noi?
E che dire dei fratelli Kramer, con le loro ricerche, delicati come una carezza e teneri, presenze quasi secondarie, ma che alla fine raccontano di un passato di forza e coraggio?
Cesare è stato uno di quelli che mi ha stupito, un colpo di scena che non immaginavo e che mi ha fatto sorridere di cuore. I suoi scambi con Ortensia sono stati i più belli, per me.
Mi sono commossa ascoltando le parole di Michele e Lidia sull’amore… io e lei siamo simili sotto molti aspetti, e quando parlava di come e quando si è resa conto di aspettare Michele mi è venuta la pelle d’oca. Per me è stato lo stesso con S.
È stata una settimana trasformativa, dove alla fine tutti hanno cambiato un po’ tutti: una parola, uno sguardo, un’assenza, o una citazione, li ha cambiati… ognuno in modo più o meno profondo, ma interagendo si sono modificati un po’, alleggerendosi o appesantendosi, stupendosi, arrabbiandosi, tutti un po’ più onesti su chi sono o sono diventati.
E dopo il tempo trascorso con loro mi sento un po’ cambiata anche io, che non mi sono ancora presentata e ti dico, cara Locanda, che sarò breve perché non c’è molto da dire: mi chiamo Mariateresa, e sono arrivata da te grazie alla Travelbook challenge e anche grazie a una presentazione dell’autrice che , purtroppo, ho seguito on line perché ero già andata via da Aosta quando lei era lì a presentare il suo romanzo. A parlare di te, bellissima casa cantoniera custode di sogni e vita.
Quindi grazie, perché dopo tanti viaggi tra libri un po’ così, finalmente sono capitata da te e il tempo insieme è stato proprio piacevole! Alla prossima (magari ci porto Stefano!)
M.
Lettera a parte, la lettura di “una locanda rosso lampone” è stata una delle più piacevoli fatte negli ultimi tempi. Un romanzo pieno di personaggi tenuti insieme da una cornice molto suggestiva, una vacanza con regole precise e dolci da commuoversi (per chi è goloso come me) e tematiche attuali che vengono trattate senza pesantezza.
Si parla di “drogati di tecnologia”, del bisogno di rallentare e staccarsi dai ruoli dove ci si è fossilizzati per abitudine o necessità, si parla di tornare a vedere le persone e se stessi per quelli che sono e si è, si affronta il tema dell’amore, e al riguardo faccio l’Ortensia di turno e dico “la verità, vi prego, sull’Amore!”, dell’illusione, del sentirsi bloccati, senza ispirazione, dei modi possibili di essere famiglia.
C’è tanta umanità, c’è tanta bellezza alla locanda e vi invito a farci un salto, secondo me non ve ne pentirete.
Con una scrittura semplice, un buon ritmo e personaggi che entrano nel cuore, il mio voto per questo romanzo è 4 stelle e mezzo.
Non conoscevo Amanda Colombo e che peccato! Devo recuperare “meno male che ci siete voi” e tutto quello che continuerà a scrivere! (Amanda se mai leggerai questa recensione un po’ strampalata, continua a seguire il consiglio che ti ha dato Alessia Gazzola perché io non vedo l’ora di scoprire quali nuove storie usciranno dalla tua penna!)
Buone letture e alla prossima!