Voto 3,5
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Karin -per RFS
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Dio mio, aiutaci tu!
L’inizio di questo romanzo ci porta a uno degli argomenti più in voga degli psicoanalisti convinti: l’isteria di massa.
Il sottotitolo potrebbe essere: lo stress e le sue conseguenze che, mixati con un dito di cattiveria gratuita e addolciti dal fancazzismo al posto dell’oliva, sarebbero un aperitivo vincente.
È un chick lit che rispetta appieno il suo genere, proprio per questo mi piace poter ironizzare un po’… in ogni caso è carino, per quanto il cliché del Diavolo veste Prada non mi abbia fatta impazzire, lo ammetto. I personaggi però sprigionano personalità (talvolta completamente folli, ma cos’ha che non va la follia in effetti!).
I protagonisti non sono due giovanissimi e questo volta a loro favore, hanno superato i trent’anni da un po’ e hanno condotto una vita diversa: lei impegnatissima sul lavoro con due matrimoni da dimenticare e lui, con le spalle coperte dall’eredità, che non ha voglia nemmeno di respirare. Paige stressata dalle imminenti nozze con Nicolas sprizza acidità meglio del reflusso gastrico, mentre Miles trova la forza di occuparsi di Villa Margaret a nome della famiglia, utilizzando la laurea tra una lamentela e l’altra. Dai su non solo a me hanno fatto venire voglia di una randellata nei denti, vero?
Tomas è l’avvocato di Miles, un po’ un grillo parlante, l’angelo custode, una bellissima persona, avrei voluto più spazio per lui, non so perché mi stava particolarmente a cuore e forse è colui che nel romanzo ha attirato la mia attenzione da subito. Non saprei dirvi il motivo, ma l’ho trovato estremamente rassicurante, con i piedi per terra.
E se Tomas è la spalla maschile di Miles, Taylor è l’equivalente per Paige, un’amica, una collaboratrice che soprattutto la sopporta, cosa non da poco, credetemi!
L’incontro tra Miles e Paige è carino, lei da un lato vorrebbe ucciderlo, dall’altro se lo terrebbe bello stretto. Per la serie a volte ritornano, peccato che da vero maschietto lui non abbia alcuna idea di chi sia la fanciulla…
In soldoni, c’è un matrimonio da organizzare e Miles dovrà conquistare la sposa per dare prestigio e ottima pubblicità a Villa Margaret. Si impegnerà il nostro eroe? Paige riuscirà a non farsi venire una crisi isterica senza buttarsi su una stecca di cioccolata?
L’ardua sentenza starà alla vostra lettura.
Del romanzo ho apprezzato la scorrevolezza della scrittura, l’ottimo editing e alcuni dialoghi frizzanti. Non ho amato particolarmente il carattere dei protagonisti, l’autrice è stata bravissima a far comprendere al lettore chi si ritrovava di fronte e le cause implicite agli atteggiamenti, soprattutto di Paige, però purtroppo i due sono troppo distanti da me. Il mio è semplicemente un personalissimo pensiero, quindi trova il tempo che trova.
Pochi i colpi di scena, molta interiorizzazione per far emergere temi come: l’autostima, una sorta di bullismo velato, il voler accontentare gli altri rispetto ad ascoltarsi dentro.
Avrei preferito un maggiore sprint, scena esilaranti dove ironia e simpatia si mescolassero insieme. Romanzo carino, ma manca qualcosa…