Immagina un mondo in cui le fiabe non sono racconti innocui, ma strumenti per tenerti a bada e obbediente.
“Wild. L’eco della Foresta Nera” segue Dot, una protagonista forte e curiosa che vive in un tempo in cui sognare è pericoloso e sentire troppo è un rischio.
Sul fondo incombe la Foresta Nera, la Reinhardswald, oscura e leggendaria, legata alla sparizione dei gemelli Hänsel e Gretel nel 1810. Dietro la fiaba per bambini, Dot intuisce una verità più cupa.
Accanto a Wilhelm Grimm, studioso sensibile, Dot scopre desiderio, libertà e una nuova connessione umana. Il loro legame, delicato e tormentato, resta sullo sfondo mentre il mistero dei bambini scomparsi diventa sempre più centrale, fino a coinvolgere anche Wilhelm.
Indagare su Hänsel e Gretel significa, per Dot, mettere in discussione tutto ciò che le è stato insegnato: la paura, il ruolo che le è stato assegnato, il confine tra verità e racconto. Più si addentra nel mistero, più capisce che alcune storie vengono addomesticate per essere accettabili, e che riscriverle può diventare un atto di ribellione. La sua ricerca non è solo esterna, ma profondamente interiore: Dot non sta cercando soltanto due bambini, sta cercando una voce, una libertà, un modo diverso di esistere.
Lo stile di Elisabetta Barberio è evocativo e sensoriale, molto attento alle atmosfere. La Foresta Nera non è mai un semplice sfondo: si sente l’umidità, il buio, il silenzio carico di presagi. La scrittura è fluida ma ricercata, con momenti quasi poetici alternati a passaggi più tesi e inquietanti. Non è una prosa fredda o distaccata, anzi: accompagna il lettore dentro le emozioni di Dot, senza renderle mai artificiose.
Se amate i romanzi storici, con atmosfere gotiche e un bel pizzico di mistery, questo libro vi farà innamorare. Super consigliato! ✨