Un thriller tropical et une invitation au voyage dans une Guadeloupe à l'histoire mouvementée, loin des clichés touristiques mais au plus près de sa réalité actuelle et passée Avril 2024. Sous une cascade au cœur de la jungle, dans le paysage secret de la mangrove ou sur une plage paradisiaque, trois touristes sont retrouvés assassinés, un harpon de plongée planté dans la poitrine. Chaque crime est accompagné d'une mise en scène symbolique faisant référence au passé opprimé de l'île. Quel lien unit les victimes, qui séjournaient pour la première fois en Guadeloupe ? Pourquoi ces meurtres sont-ils tous commis à l'aube ? Comment est-il possible que chacun d'eux, jusque dans ses plus imprévisibles détails, soit décrit à l'avance par un mystérieux vieillard créole ? Serait-ce le fameux " œil noir " ou " baiser de la mort " ? Le commandant Valéric Kancel et ses deux adjoints Amiel et Jolène, aussi efficaces que différents, se lancent dans une course contre la montre, alors que l'île risque de sombrer dans le chaos. La signature Bussi, à son meilleur, quand le géographe-conteur, orfèvre des intrigues, nous offre pour la première fois un pur thriller !
Michel Bussi est un auteur et politologue français, professeur de géographie à l'université de Rouen. Il est spécialiste de géographie électorale.
Michel Bussi is one of France's most celebrated crime authors. The winner of more than 15 major literary awards, he is a professor of geography at the University of Rouen and a political commentator. After the Crash, his first book to appear in English, will be translated into over twenty languages.
Je vais éviter de m'apesantir sur le style très lourd et/ou maladroit de l'auteur pour faire comprendre à son lectorat que oui, nous sommes dans les îles. Préparez-vous à des expressions magnifiques telles que "jeter de l'huile de palme sur le feu" ou encore "je me suis pris une noix de coco sur la tête".
Et l'intrigue ? ça fonctionne, mais on est clairement pas sur de la grosse révélation, ne vous déplaise. Passable donc, et si Bussi était peut-être un bon auteur à ses débuts, ce texte-ci est totalement dispensable...
Su un’isola caraibica di straordinaria bellezza, un investigatore si trova coinvolto in una catena di delitti inquietanti, messi in scena con modalità che richiamano un rituale arcaico e indecifrabile: tutto ha inizio con l’omicidio di un uomo, trafitto al cuore da una fiocina subacquea e abbandonato in un luogo altamente simbolico. Non si tratta di un caso isolato: le vittime si susseguono, colpite sempre nello stesso modo e tutte all’alba, come in un macabro rituale scandito dal sorgere del sole. È proprio questa costanza temporale a dare il titolo al romanzo: Gli assassini dell’alba.
L’assassino, invisibile ma presente, sembra giocare con le indagini e con la mente del comandante Valéric Kancel, lasciando dietro di sé solo indizi volutamente enigmatici. In un contesto dove la razionalità si scontra con antiche credenze, il confine tra superstizione e verità si fa sempre più sottile. Per Kancel e i suoi due collaboratori, inizia una corsa contro il tempo.
Dopo alcune letture poco convincenti, questo nuovo romanzo di Michel Bussi mi ha finalmente restituito tutto ciò che amo nei suoi thriller: una storia solida, piena di colpi di scena, immersa in un’ambientazione che non è mai solo sfondo, ma parte viva e pulsante della narrazione. La Guadalupa, in questo libro, è protagonista tanto quanto i personaggi, è un luogo di forti contrasti, segnato da una storia coloniale complessa, da tensioni ancora vive, ma anche da una bellezza capace di incantare. Bussi riesce a cogliere e rendere tutto questo in maniera magistrale: ogni pagina restituisce il fascino ambivalente dell’isola, mescolando il paradisiaco con l’oscuro.
Il thriller funziona su più livelli: c’è il mistero da risolvere, certo, ma anche un sottotesto più profondo che parla di identità, memoria e potere, la componente mistica poi, non scivola mai nel grottesco, ma anzi rafforza la tensione narrativa, creando un’atmosfera sospesa tra realtà e leggenda. I personaggi sono numerosi e ben costruiti, ognuno con un ruolo preciso nell’intreccio, e il ritmo non conosce cedimenti.
Ho ritrovato finalmente quel Bussi che mi aveva conquistata in passato, con un romanzo che unisce abilmente trama, ambientazione e suggestione. Una lettura che mi ha coinvolta sin dalle prime pagine e che consiglio senza esitazione a chi ama i thriller ricchi di sfumature e ambientati in scenari intensi, complessi, vivi. Il finale sicuramente spiazza, non so dire se tutte le tessere del puzzle collimano perfettamente e risultano credibili ma mi sento di premiare tutto ciò che questa lettura ha fatto emergere dalle pagine: coinvolgimento, originalità e un’ambientazione unica!
I would give it 10 stars if it were possible. I read it with one of my French students. She did an all-nighter to finish it. And first thing first on Saturday when I woke up was to finish it! We just couldn't stand the suspense! Once again, Bussi totally got us. We had so many people from this book on our suspect list, and the one I had thought of from very early on seemed to be the one for many pages, until it was no longer the case. And of course the culprit was never on our radar! A series of killings with a harpoon are found in Guadeloupe, always happening at dawn. The victims seem to have never been before on the island, and really they have nothing in common. So are these random crimes? The police has to figure out everything. Maybe they can be helped by a local seer, who describes the crime scenes right before they happen! The way Bussi connects everything is absolutely masterful. And he does it in close relationship with major events in the disturbing past and history of the place (slavery, sugar cane plantations, rich settlers, demonstrations for independence, political disturbances, etc). As usual with Bussi the geography teacher, it's no just a thriller about an island, but also a great page of history and geography. I hope it will soon be translated into English for you all to enjoy it.
Bussi è sempre una garanzia. La caccia all’assassino anche questa volta si fa sempre più serrata, fino al ribaltone finale. Il tutto immerso nelle dorate spiagge caraibiche, fra paesaggi da sogno e vecchie storie di schiavisti e di schiavi. Una lettura perfetta per l’estate.
Valeric Kancel è un comandante di polizia originario dell'isola di Guadalupa, a cui ritorna dopo parecchi anni per la morte della madre. Qui gli viene affidato il caso di un enigmatico assassino, che uccide le proprie vittime con una fiocina, all'alba ed in luoghi legati al colonialismo ed allo schiavismo. Il mistero si infittisce quando Evariste Pigeon, un vecchio creolo noto per le sue profezie, ha delle visioni che anticipano i delitti....
È un avvincente thriller dall'ambientazione esotica, che mi ha colpita soprattutto per il focus sulla cultura locale e per le descrizioni dettagliate del paesaggio. Queste ultime riescono a trasportare il lettore sull'isola di Guadalupa, immergendolo in un ambiente selvaggio ed incontaminato, in una natura verdeggiante e lussureggiante, delineando in modo molto piacevole questo angolo di paradiso delle Piccole Antille. La trama si dipana subito con numerosi e vari scenari che si susseguono con un ritmo serrato, creando immagini molto scenografiche, quasi come si trattasse di un film. La struttura stessa del libro, con capitoli brevi e continui cambi di punti di vista, riesce a mantenere alta la suspense, rendendo la narrazione estremamente visiva e cinematografica. Ho gradito davvero tanto tutti i riferimenti storici reali legati al colonialismo e allo schiavismo, e le leggende locali, che lasciano emergere forti pregiudizi razziali, mostrando come l'eredità coloniale influenzi ancora oggi i rapporti di potere. L'autore Michel Bussi , con grande bravura, non si limita a presentare Guadalupa come una cartolina per turisti, ma scava nelle ferite ancora aperte della sua storia. Ho apprezzato molto anche l'introduzione, non immediata, del punto di vista del carnefice. Il libro è molto scorrevole e cattura l'attenzione del lettore: l'aspetto del mistero rimane costante, alimentato da continui colpi di scena, soprattutto nel finale, dove Bussi si diverte a depistare il lettore, cambiando continuamente le carte in tavola. Altro aspetto positivo e strategico è l'uso sapiente dei nomi dei personaggi, in giochi di parole che nascondono piccoli indizi. Un romanzo che riesce ad intrattenere con un bel ritmo, lasciando però anche lo spazio per riflettere sul peso di un'eredità storica fatta di dolore e resilienza.
J’ai eu du mal à rentrer dans le livre, dans l’histoire, il a fallu aller presque jusqu’à la moitié pour me convaincre de continuer. La deuxième moitié du livre passe beaucoup plus vite lais ce n’est pas le meilleur Bussi.
Commencer l’année 2025 par un coup de ❤️ ! Mon auteur français préféré nous offre un aller-simple pour la Guadeloupe ce qui fait rêver en cet hiver gris et pluvieux en métropole... J’ai été complètement prise dans cette histoire que j'ai adorée. Je me suis facilement attaché à l'équipe du commandant Valéric Kancel et j'ai beaucoup apprécié en apprendre plus sur l'Histoire de cette île "paradisiaque" au lourd passé colonial. J'ai également pris beaucoup de plaisir à découvrir les traditions et la gastronomie locales et à m'interroger sur la véracité du don du quimboiseur. Michel Bussi m'a offert un très bon moment de lecture et un dépaysement total qui donne envie de découvrir la Guadeloupe et son Histoire avant que l'aube ne se lève...
L’isola di Guadalupa, nel mar dei Caraibi, all’alba di domenica 7 aprile 2024, è sconvolta dal ritrovamento del cadavere del ricco uomo d’affari Jacob Santamaria, rinvenuto sulla Scala degli Schiavi colpito al cuore da una fiocina. Il ritrovamento fa clamore non solo perché avvenuto in un luogo simbolo per l’isola, ma anche perché avvenuto grazie alle “visioni” di Evariste Pigeon, un vecchio creolo che ha la fama di essere un quimboiseur, una sorta di veggente delle Antille. Le indagini vengono seguite dal comandante di polizia Valéric Kancel e dai suoi vice, Amiel Ouassou e Jolène Dos Santos, due giovani svegli e volenterosi. Nei giorni seguenti altri omicidi sconvolgeranno l’isola, ogni volta predetti da Evariste che sembra conoscere particolari significativi; omicidi compiuti sempre all’alba e secondo un rituale prestabilito. Inizialmente le indagini procedono a rilento perché non sembra esserci un legame tra le vittime, molto diverse tra di loro e, pare, giunte per la prima volta a Guadalupa. Valéric è da poco tornato dal suo esilio volontario in Normandia per essere vicino alla madre morente. Vent’anni prima aveva lasciato l’isola per un grave episodio che aveva sconvolto la sua famiglia e non era mai più tornato. Valéric è uno chabin: ha occhi azzurri e capelli chiari e crespi, pelle chiara e lineamenti negroidi, mentre i suoi genitori erano meticci con occhi e capelli scuri. Il titolo prende spunto da una nota poesia di Aimé Césaire, poeta francese originario della Martinica e strenuo oppositore dell’ideologia colonialista. D’altra parte, il passato coloniale e la schiavitù dei primi coloni influenza profondamente il presente dei guadalupensi e si riflette nelle lotte politiche e sindacali per un affrancamento dalla madrepatria, che nella realtà non è mai pienamente avvenuto. Per quanto riguarda la mia personale opinione, devo dire che Gli assassini dell’alba è un libro che ho apprezzato poco a poco, con il procedere della lettura. Inizia, infatti, in modo lento e descrittivo per assumere poi un ritmo incalzante e travolgente con il procedere della narrazione. Non nascondo, però, di essermi anche dovuta documentare sulla storia di Guadalupa e sulla politica coloniale francese, per capire meglio alcuni passaggi.
Vivabooks công bố làm quyển này chắc 1 năm rồi, mãi vẫn chưa thấy. Một cuốn trinh thám thuần túy nhưng đúng kiểu hấp dẫn của Bussi, giăng lưới đánh lừa đủ kiểu và đến 10% cuối cùng thì cho độc giả sướng rơn khi lắp ghép các mối nối.
Quyển này bản tiếng Việt chắc phải chú giải mệt nghỉ vì diễn ra ở một hòn đảo hải ngoại thuộc pháp, có người bản địa, quá khứ nô lệ, thuộc địa, thực dân. Tất cả chứng kiến 1 loạt vụ án mạng với cùng một mô thức: nạn nhân bị bắn xuyên tim bằng súng phóng lao, thi thể được đưa đến một nơi mang tính biểu tượng lịch sử giải phóng thực dân đô hộ của đảo, và đều diễn ra trước bình minh. Ngay trước vụ án thì một tay thầy bói bản địa lại lên đồng, thấy trước được ai việc gì ở đâu. Hiện trường cũng luôn để lại một cái tên, liên quan đến những xung đột thực dân - bản địa khi xưa.
Những nạn nhân tưởng ngẫu nhiên nhưng thực ra có liên quan gì với nhau, tất cả gắn với sự kiện gì trong quá khứ? Truyện viết mạch lạc, tuyến tính, số nhân vật chưa tới 10 người, rất dễ đọc. Sáng nay còn 30% mà đọc một vèo hết luôn không cần để dành.
Sách ra năm 2024, Michel Bussi cũng bắt đầu đưa inclusivity và diversity vào tiểu thuyết - những sĩ quan gốc bản địa, một anh cảnh sát yêu đương cùng anh lính cứu hỏa, những người pháp chánh quốc làm việc cùng người có da sẫm màu...
Ce roman de Michel Bussi est une lecture entraînante, simple mais efficace. J'ai beaucoup aimé ! Les chapitres sont courts, le rythme est intense. On commence par un meurtre, puis par une longue série de mises en scène qui va rendre les enquêteurs sur des charbons ardents. Et l'intrigue nous embarque sur l'île de Guadeloupe avec ses vieilles croyances proches de la sorcellerie, ses idées politiques et pleines d'amertume. J'ai finalement trouvé que l'ambiance valait autant que le suspense. C'est un mariage réussi.
L'écoute a également été un bon point. Au départ, je n'étais pas très sensible à la voix du narrateur (Alex Fondja). Cela me semblait inutilement agressif. Mais au fil des chapitres, c'est devenu une évidence. C'était tout bon. Un ensemble tout en nerfs mais bien percutant !
4⭐️ Je commencé la première moitié en audio et j’accroche moins sur les livres audio, alors après presque 1 mois j’ai décidé de le continuer sur ma liseuse et je l’ai terminé en 1 journée. ✌️ La deuxième moitié était vraiment bonne ! Est-ce que c’est à cause que la première moitié était audio ou est-ce que elle est plus lente ? Aucune idée donc 4⭐️ en général.
*Je trouvais la couverture bof, mais après avoir lu le livre je l’aime beaucoup !
DNF @17% Je pouvais pas. On aurait dit que l’auteur faisait tout pour être le parfait cliché de l’homme qui écrit une femme et elle n’était même pas le personne principale. On saute d’un point de vue a un autre. Rien n’est très clair et aucun des nombreux personnages qu’on nous présente n’est ne serait-ce que sympathique… j’ai préféré arrêter les frais
Bussi è sempre una garanzia! Scrive dei gialli intriganti, con una trama abbastanza articolata, ma riesce sempre a tirare perfettamente le fila di tutta la storia. Perfetta come lettura rilassante!
è il primo suo che leggo, preso a caso per assenza di alternative nella piccola libreria di Lipari. mi è piaciuto tantissimo e ho pure pianto alla fine