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162 pages, Paperback
First published September 2, 2014
Di qui la solitudine profonda del corpo insegnante. Se il passaggio dalla Scuola-Edipo alla Scuola-Narciso si caratterizza per la rottura di quella saldatura fantasmatica che collega il corpo familiare al corpo docente (per Freud l'insegnante è il prolungamento fantasmatico del genitore), nella Scuola-Narciso prevale la specularità: è la ragione per cui, come abbiamo detto, il rapporto tra le generazioni si è rotto dando luogo all'attuale confusione immaginaria tra genitori e figli che finisce per isolare il corpo docente, vissuto come corpo estraneo, come corpo nemico soprattutto quando genera frustrazione nei figli-Narcisi". I figli si confondono coi padri. La dissimmetria viene meno e tutto si simmetrizza. Gli insegnanti sono tatuati come i loro allievi, alcuni si danno del tu o diventano loro amici su facebook, nessuno porta piú la cravatta, le ore di lezione sono dedicate a rincorrere un silenzio e un'attenzione che sembrano impossibili da raggiungere.
Ma ancora di piú l'inciampo è essenziale perché, decompletando l'ideale del maestro, rende possibile l'accesso soggettivo al sapere. Un mio professore di storia della filosofia, Mario Dal Pra, commentando con il solito rigore e chiarezza cristallina la Scienza della logica di Hegel, di tanto in tanto alzava gli occhi al cielo e ci diceva: «Qui veramente non possiamo piú seguire Hegel; chissà cosa avrà visto?» Mostrava a noi che non aveva imbarazzo nell'inciampare sul testo che commentava, perché sapeva bene che questo inciampare ci avrebbe aiutato ad autorizzarci a pensare con la nostra testa, cioè a cercare il nostro modo personale di inciampare sul testo.
Il bravo insegnante è colui che sa proteggere il vuoto, il non-tutto, l'inciampo come condizione per la ricerca. Non ha né paura né vergogna del suo non-sapere, della sua ignoranza (che Cusano avrebbe definito «dotta»), perché sa che i limiti del sapere sono ciò che animano la spinta della conoscenza. È il grande peccato che racconta il mito biblico dell'albero della conoscenza. In cosa consiste? Nell'illusione umana di accedere al sapere come dominio, alla conoscenza assoluta del bene e del male, a un sapere che pretende di essere padrone della vita, che pretende di escludere l'inciampo