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La voce delle donne: Pioniere e ispiratrici del giornalismo italiano

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La storia e le storie delle coraggiose pioniere – giornaliste, fotografe, inviate di guerra – che hanno dato un contributo importantissimo al giornalismo italiano e, con il loro impegno, hanno rivendicato forte il diritto delle donne, nel nostro Paese e non solo, a far sentire la loro voce..



Già prima dell’Unità, per tutto l’Ottocento e sempre di più poi nel Novecento, furono numerose le italiane che vollero essere giornaliste, a tutti gli effetti e correndone tutti i pericoli, affrontando gli ostacoli di una misoginia ostinata e feroce. In questo la monarchia cosiddetta liberale e il fascismo si passarono il testimone e perfino la Repubblica, in barba alla sua Costituzione, fece fatica a cambiare passo. Di questo racconta questo della scalata per appropriarsi di una voce pubblica, ma anche della libertà di movimento, del potere contrattuale, dell’autorevolezza che il giornalismo impone. L’esempio veniva dall’estero, da nomi grandissimi come George Sand e Nellie Bly. Ma, benché in Italia gli ostacoli furono spesso ceppi, molte furono anche da noi le protagoniste di un’epopea che è incredibilmente ricca di figure, alcune delle quali molto da Matilde Serao a Flavia Steno, da Olga Ossani a Oriana Fallaci. Era ora di raccontare questa storia e chiedersi se la parità di genere è stata raggiunta e grazie a quali battaglie.

260 pages, Kindle Edition

Published April 18, 2025

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About the author

Valeria Palumbo

22 books9 followers
Giornalista Rcs e storica delle donne, è stata caporedattore centrale de L’Europeo e di Global Foreign Policy, ha lavorato alla Digital Edition di Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera; collabora con giornali, siti, radio, tv, con l’Ispi e associazioni culturali, tiene corsi e laboratori universitari, scrive testi teatrali e conduce readings, corsi e incontri a festival storici e letterari.

Membro di AtGender, Sis e Sil, ha pubblicato: nel 2003 Prestami il volto (edizioni Selene), vincitore del premio Il Paese delle donne (2006); nel 2004, Lo sguardo di Matidia (edizioni Selene). Per Sonzogno, Le Donne di Alessandro Magno (2005, ebook per l’Enciclopedia delle donne nel 2013), Donne di Piacere (2005) e La perfidia delle donne (2006). Nel 2007 è uscito Svestite da uomo (Bur). Nel 2008, per Odradek, Le figlie di Lilith. Nel 2009, L’ora delle Ragazze Alfa (Fermento, vincitore Premio selezione Anguillara Sabazia città d’arte 2010). Nel 2010, Lo sguardo Di Matidia è stato aggiornato come La Divina suocera, poi ebook per Castello volante. Del 2010 è Dalla Chioma di Athena (Odradek); del 2011, Veronica Franco, cortigiana e poetessa (Edizionianordest, dal 2014 in ebook per l’Enciclopedia delle donne). Nel 2013: Geni di mamma (Odradek) e Quando l’arte è donna. Tetralogia teatrale (ebook, Cendon Libri); 2015: Arte, sostantivo femminile (Gam); 2016: E fummo liberi 1943-1945 (Sandro Teti). Del 2017: Donne in scena (Enciclopedia delle donne). Nel 2018 sono usciti: Piuttosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle (Enciclopedia delle donne) e L’epopea delle lunatiche. Storie di astronome ribelli (Hoepli).

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Profile Image for pccaceres.
167 reviews
February 28, 2026
4✯/ 5
"[...]a tenerle nel precariato, costringendole a mille lavori, e ad escluderle da ruoli più rilevanti nei giornali, perfino quelli destinati alle donne, sono stati ancora una volta gli uomini. Il 'dilettantismo' non è stato un vezzo femminile: è stato un'imposizione."

Cerco di separare il mio personale interesse verso il tema giornalistico con quello che ho effettivamente letto, però viene comunque fuori che questo è un libro che ho trovato tremendamente interessante. L’ho preso d’impulso perché fin da subito mi aveva intrigato e ne sono così contenta. Ho imparato tante cose su personalità influenti e allo stesso tempo sconosciute, donne che hanno affrontato le sfide della loro epoca, tra istruzione, leggi e matrimonio, per fare questo mestiere. Le mie conoscenze pregresse sulla storia delle donne nell'Italia tra '800 e '900 sono sicuramente state utili, ma trovo comunque che Valeria Palumbo abbia integrato bene le informazioni riguardanti le leggi e le limitazioni alle donne nel suo testo, mantenendo una forma informativa e discorsiva senza sacrificare sul versante del contesto storico. Ci sono nomi che conoscevo già e sono stata lieta di approfondire, come anche nomi nuovi che sono stati una scoperta. Ci sono molti riferimenti letterari o persone su cui penso che ritornerò per approfondire in futuro, però per adesso mi trovo a dire, soddisfatta, che questo è un libro che ha saputo intrattenermi e acculturarmi.
"(Forse un giorno ci farà piacere ricordare anche queste cose). Che, in fondo, è il senso stesso del giornalismo: scrivere per testimoniare e, poi, poter ricordare."
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