Nella nebbia fitta della notte di Ognissanti, una misteriosa figura si muove nelle tenebre con un solo eliminare definitivamente Libera Cairati, la fioraia-detective del Giambellino. Dopo averla avvelenata con un mazzo di rose all’aconitina, l’aggressore si è dato un soprannome, l’Ombra, ed è pronto a colpire di nuovo. Dal rifugio del casello ferroviario in cui abita, Libera dovrà affrontarlo ad armi spuntate, costretta ad agire in gran segreto da Mimma Arrigoni, una pm che osteggia le sue indagini e insidia la relazione con il fascinoso commissario Gabriele. Ma quando il pericolo si fa più insidioso, Libera sa di poter contare sui complici di sempre – l’eccentrica madre Iole, la giornalista Irene e il burbero capocronista Cagnaccio –, una squadra affiatata a cui si uniscono due imprevedibili Diego Capistrano, ex rapinatore e amante di Iole, e Angelo Riva detto il Piè Veloce, un fotografo capace di rendersi invisibile e sparire nel nulla. Tra depistaggi, tentati omicidi e segreti nascosti, la caccia all’Ombra diventa un gioco letale, dove ogni mossa potrebbe essere l’ultima. In una Milano livida e battuta dalla pioggia, in cui tutti sembrano spiarsi a vicenda, Libera dovrà affrontare il suo nemico senza certezze – nemmeno quelle del cuore.
Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli.
Mi spiace ammettere che gli ultimi libri hanno perso lo smalto iniziale quel mix di suspense e ironia, ora è solo una carrellata di personaggi che un po' stufano, anche Iole che ho sempre adorato inizia a diventare ripetitiva, la parte rosa è noiosa, la parte tinta di giallo oramai è un giallo sbiadito, rimpiango u primi libri che mi tenevano davvero incollata e mi facevano divertire
Questa volta la (tentata) vittima del delitto è proprio Libera, la fioraia/ex libraia/Miss Marple del Giambellino, a cui vengono inviate delle rose avvelenate, per cui è finita all'ospedale. Per questo motivo, le viene assegnata una piccola scorta e le viene dato l'obbligo di restare in casa. Nel frattempo, tutti sorvegliano Libera e controllano chi la pedina. È proprio una giostra delle spie in cui tutti sorvegliano tutti. Nel frattempo la relazione tra lei e Gabriele deve rimanere segreta perché il commissario teme che, se la cosa fosse risaputa, la nuova pm Mimma Arrigoni (che pure sembra avere un debole per lui e lo tiene parecchio impegnato) gli toglierebbe l'indagine. Alla fine niente di che, ma Iole è sempre molto divertente (ma se io fossi sua figlia non so se la sopporterei; Libera è fin troppo tollerante).
Questa abilissima autrice riesce a muovere i suoi personaggi(simpaticissimi) come in un teatro di marionette. Piace.Questo è il decimo round. Non mi stupirebbe si arrivasse al ventesimo.