Si levano voci che chiedono di emarginare gli antichi, per esempio a scuola. Sarebbe una amputazione sciocca. Lo studio degli antichi costituisce invece una potente risorsa per comprendere quel che ci accade intorno: il rapporto libertà-dipendenza, la lotta per la cittadinanza, la competenza come requisito della politica. Problemi oggi cruciali che già percorrevano le società antiche. Esse seppero affrontarli, talvolta scegliendo risposte non consolatorie.
Luciano Canfora (Bari, 1942) è un filologo classico, storico, saggista e accademico italiano. Canfora è figlio dello storico della filosofia Fabrizio Canfora e della latinista e grecista Rosa Cifarelli, entrambi docenti del prestigioso Liceo Ginnasio Quinto Orazio Flacco di Bari nonché antifascisti protagonisti della vita culturale e civile della città nel secondo dopoguerra. È professore emerito di filologia greca e latina presso l'Università di Bari e coordinatore scientifico della Scuola superiore di studi storici di San Marino. È membro dei comitati direttivi di diverse riviste, sia scientifiche sia di alta divulgazione, come il Journal of Classical Tradition di Boston, la spagnola Historia y crítica, la rivista italiana di alta divulgazione geopolitica Limes. È membro della Fondazione Istituto Gramsci e del comitato scientifico dell'Enciclopedia Treccani. Dirige inoltre, sin dal 1975, la rivista Quaderni di Storia (ed. Dedalo, Bari), la collana di testi La città antica presso l'editore Sellerio, la collana Paradosis per le edizioni Dedalo e la collana Historos per la Sandro Teti Editore.
"C'è, nella realtà antica, la totalità dell'esistenza e questo permette di comprendere che i valori presenti in quel che ci resta del mondo antico sono in conflitto tra loro. È un mondo dilaniato dal conflitto, è un mondo dove lo scontro tra visioni opposte alimenta la crescita e lo sviluppo intellettuale. Siamo dunque ben lungi dal poter immaginare o sognare che ci sia lì il tabernacolo dei valori raccolti in bene ordinati cassetti in cui noi ci vogliamo rispecchiare: quello è un mondo che aiuta a capire la difficoltà, a capire che non sempre i problemi hanno una soluzione ".
Forse non posso fare a meno degli antichi. Sicuramente, però, potevo fare a meno di questo saggio.
(Leggi: gli argomenti utilizzati sono deboli, forse destinati a chi già sposa la tesi di partenza; non viene toccato il problema dei presupposti etnocentrici in base ai quali selezioniamo gli argomenti e stabiliamo l'ottica con la quale trasmetterli alle generazioni successive – anche se capisco che questo aspetto del problema possa sfuggire a una persona che Nietzsche lo chiama "Federico").
Troppo breve per andare davvero a fondo della questione. Alcuni spunti di riflessione interessanti ci sono sicuramente, ma nulla di sorprendente o di sconvolgente. Non so quanto mi avrebbe arricchita se non fossi già in partenza d'accordo con la tesi sostenuta. È stato comunque un ascolto piacevole.
Per essere un articolo lungo, argomentativo della ragion d'essere dell'insegnamento della cultura, delle idee e dell'uomo classico e antico, è molto affascinante ma anche di pesante digestione.