Negli Stati Uniti mancano pochi mesi all'elezione del nuovo presidente e la campagna elettorale è in bilico come non mai. Da una parte c'è George Billington, l'attempato e affidabile candidato democratico, dall'altra Benjamin Murray, eroe di guerra figlio di un senatore del Texas ed enfant prodige del partito repubblicano. La consulente d'immagine Camila Martinez lavora per il primo, ma intreccia una travolgente relazione segreta col secondo. Mentre il fatidico giorno delle elezioni si fa sempre più vicino, Mila è costretta a scegliere tra il lavoro e la passione, tra i suoi ideali e il suo cuore. Un dilemma che si acuisce quando Benjamin le confida il suo segreto più grande, un segreto che potrebbe mettere fine alla sua corsa alla Casa Bianca.
Caro Diario, "My Mister President" di Joanne Bonny si è rivelato un romanzo sorprendente e ben orchestrato, capace di andare oltre la superficie della politica per esplorarne le dinamiche intricate e le strategie sottili, grazie a una notevole capacità narrativa e una prosa fluida e coinvolgente. L'esplorazione delle complesse trame politiche ha reso la lettura stimolante, ma non meno coinvolgente è stata la storia d'amore tra la spigliata ma vulnerabile Mila e Ben un ex militare che porta con sé il peso del disturbo da stress post-traumatico. Ho apprezzato come l'autrice ha esplora con sensibilità un aspetto così delicato e importante. Un altro aspetto di grande rilevanza è l'attenzione che l'autrice dedica a temi sociali importanti, come la condizione delle minoranze etniche e il complesso rapporto con le forze armate negli Stati Uniti. Attraverso la narrazione della candidatura di due uomini profondamente diversi alla presidenza, il libro offre spunti di riflessione significativi su queste dinamiche cruciali. Inoltre, la narrazione non si ferma alla superficie dei candidati, ma ne esplora le complessità umane, mostrando sia i loro aspetti positivi che le loro ombre, come si evince anche dall'evoluzione di una dei due (candidati) nel corso del libro. Questa attenzione al "dietro le quinte" rende la lettura particolarmente avvincente, intrigante e coinvolgente. Nonostante le qualità della trama e della scrittura, la lettura è stata in parte disturbata dalla presenza di numerosi refusi. Sebbene non compromettano la comprensione generale del testo, questi errori rappresentano un limite non ignorabile. Pur non essendo un elemento critico per me (data la mia preferenza per scene intime più contenute), credo che una maggiore audacia nel descrivere l'intimità tra i protagonisti avrebbe potuto arricchire l'aspetto fisico ed emotivo della loro relazione, risultando particolarmente allettante per le lettrici del genere romance. Particolarmente degno di nota è il finale, che si rivela inaspettato e, devo ammetterlo, non corrispondeva alle mie aspettative – anzi, avrei “quasi” preferito un altro esito. Tuttavia, alla luce dei ringraziamenti dell'autrice, dove spiega che questo primo volume è nato dall'accorpamento di due libri precedentemente distinti e che questo finale rappresenta una precisa scelta narrativa, la prospettiva cambia leggermente e mi lascia con la curiosità di leggere il prima possibile le vicende di Ben e Mila.
In conclusione, "My Mister President" è un libro che merita attenzione. Superati i problemi di editing e con una maggiore apertura nell'esplorazione dell'intimità dei personaggi, potrebbe diventare un vero gioiello nel suo genere. Lo consiglio vivamente a chi cerca una lettura che sappia stimolare la mente e toccare il cuore, offrendo al contempo uno sguardo sulle complesse dinamiche politiche e sociali americane, e sulle sfide interiori di chi ne è coinvolto. Alla prossima, Luciana Aurora