"Avvolta in un mantello di broccato rosso. Bordi in pelliccia di foca. Fortuny, giusto per. E per chi non sa di cosa sto parlando, mi spiace ma non sempre sono comprensibile alle classi subalterne. In testa un cappello di pelliccia nera e al collo una collana d'oro, ma d'oro così spesso che ho pensato potesse venirmi la gobba. Per il resto, niente. A parte due ghepardi al guinzaglio. Sempre eleganti, e con quegli occhi bagnati di umiltà, che non rubano mai la scena, li abbini con tutto." Piazza San Marco, Venezia, è il 1913 e questa donna è la "Divina Marchesa" Luisa Casati Stampa. La sua missione è una trasformare la propria vita in un'opera d'arte. Tra ricevimenti folli a palazzo Venier dei Leoni, sedute spiritiche nelle rovine dell'Appia Antica, frequentazioni sopra le righe a Capri, e amanti come D'Annunzio, la Marchesa, eccentrica, libera e inarrivabile, in ogni notte di eccessi sfida le convenzioni dell'epoca bruciando fortune e pregiudizi. Ma fino a che punto si può giocare con l'eternità prima di essere travolti dal proprio mito? Tommaso, invece, si muove tra le feste patinate di una Milano frenetica e superficiale con un gin tonic sempre stretto in mano e l'ironia come corazza per mascherare quel senso di vuoto che si porta con sé. La storia della Divina Marchesa lo cattura, lo perseguita; in quella vita irregolare Tommaso intravede se stesso. Divina! racconta con ironia e leggerezza, attraverso due irresistibili voci narranti, quella della Marchesa e quella di Tommaso, l'eterna danza esistenziale tra immagine e realtà, tra ciò che mostriamo agli altri e ciò che custodiamo di più prezioso dentro di noi. Un turbinio divertente di paillettes, piume di pavone e feste in costume che ci conduce in un mondo fatto di lusso e di illusioni, dove la verità si annida nei dettagli più impensabili, apparentemente frivoli, ma che in realtà sono quelli che ci rendono davvero liberi di essere ciò che vogliamo.
Mi sono sempre chiesto perché la Marchesa Luisa Casati Stampa, protagonista di questo romanzo, non godesse della fama che merita e perché nessuno ne parlasse mai. Così, quando ho saputo che Tommaso Zorzi avrebbe pubblicato questo libro sono rimasto piacevolmente colpito e me ne sono rallegrato.
Tuttavia, già dalla prima pagina il libro manifesta ciò che reputo essere il suo più grande difetto, vale a dire, l’eccessiva presenza dell’autore che si insinua all’inizio di ogni capitolo - dove ci viene raccontato in pillole un aneddoto vissuto da Zorzi stesso ad una festa e che servirebbe a dimostrare la sua devozione per Luisa Casati - e nella narrazione delle vicende biografiche della marchesa, condotte dalla stessa in prima persona e caratterizzata da innumerevoli forestierismi e riferimenti alla cultura pop degli anni 2000 (vedi la citazione del Diavolo veste Prada).
Per quanto la mia esperienza di lettura sia stata tutto sommato piacevole e, considerando che si tratta di un romanzo e non di una biografia, devo ammettere che avrei gradito l’assenza di personaggi di finzione (lo si dichiara alla fine del libro) e una maggiore attinenza alle fonti (che sono solo due). Sembra quasi la marchesa parli e si esprima come parlerebbe e si esprimerebbe Zorzi (o un qualsiasi ragazzo omosessuale nel decennio corrente) e, alla fine, l’immagine che rimane della protagonista è quella di una donna maleducata, capricciosa e soprattutto superficiale. Mi dispiace non aver capito se fosse davvero così o se così è come l’autore se l’era immaginata.
Ero molto curiosa e affascinata dal leggere un libro sulla Marchesa Luisa Casati Stampa, gran delusione. Un racconto in prima persona in cui mi sembrava di percepire l'accento milanese di Tommaso Zorzi. La presenza quindi, molto marcata, dell'autore pagina dopo pagina, quasi una trasposizione dello stesso nei panni della Marchesa. Anche l'idea che all'inizio di ogni capitolo ci siano pillole di un aneddoto successo durante una festa all'autore stesso, in paragone/contrapposizione al racconto della Marchesa.
Libro che tutto sommato si legge volentieri e molto velocemente, ideale per il periodo estivo da sotto l'ombrellone ma lascia un po' l'amaro in bocca. Per conoscere Luisa Casati Stampa non credo sia il libro adatto.
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Con buona pace del buon Tommaso Zorzi, molto sensibile al giudizio altrui, questo libro interrompe la serie dei suoi romanzi leggeri ma godibili. Questo è una porcheria sotto ogni punto di vista. La storia non desta alcun interesse, è scritta male (compresi diversi refusi andati in stampa… ma non c’è un revisore delle bozze in Mondadori?), e gli intermezzi fra un capitolo e l’altro che raccontano un episodio della vita dell’autore sono così scontati da risultare fastidiosi.