Edna Silvera, sessant'anni di misantropia e una carriera da brillante storica dell'arte e restauratrice, è intenzionata a godersi al meglio il suo anno nella sua casa in mezzo al verde delle colline liguri, circondata solo da antichi dipinti, buffe galline dai nomi altisonanti e dal suo gatto Cagliostro. A scombinarle i piani piomba l'invito della sua vecchia amica Antonia che la prega di raggiungerla a Napoli per aiutarla in un seminario all'università. Caso vuole che, non appena mette piede in città, proprio Antonia resti coinvolta in un'indagine di omicidio come principale sospettata quando un uomo noto come paladino della moralità e legato agli ambienti della Curia viene ucciso in circostanze poco chiare. Edna non ha alcun dubbio che la sua amica sia innocente, perciò non le resta che collaborare con l'ispettore incaricato di scoprire chi ha ucciso la vittima per scagionarla. Tra antiche chiese, palazzi decadenti e santini trafitti, Edna dovrà farsi strada oltre scomode verità e ingiustizie sommerse, in una città che non dimentica - ma che sa perdonare.
Forse il più bel libro di Valeria Corciolani, che già adoravo; questo però, con tutta l'infodump su colori e modi di dire, opere d'arte, simbologie di vario genere, ecc. - che però non sembra affatto infodump - ti fa appassionare all'indagine e al mondo di Edna Silvera, che diventa così una sorta di improbabile Robert Langdon, forse più modesta, ma anche più realistica e simpatica. Questa volta Edna è in trasferta a Napoli ospite di una sua amica docente che le vuole fare tenere un seminario alla Scuola di specializzazione in Beni architettonici. La sua amica Antonia, però, viene presto indagata per un omicidio avvenuto nel cantiere di Palazzo Cafiero, di cui è sovrintendente, a causa del suo modo di parlare e delle sue minacce di morte esplicite ma inconsistenti, che purtroppo sono anche intempestive in questo caso. Presa in simpatia dall’ispettore capo Gianfranco Renò - che è un personaggio che mi mancherà tantissimo, a meno che Corciolani non decida altrimenti - che vede delle somiglianze tra la matura Edna e la sedicenne e ribelle (ma razionalissima) figlia Bianca (adoro), Edna indagherà per scagionare la sua amica e poi proseguirà per completezza, facendoci tuffare nella parte più artistica e misteriosa di Napoli. Il giallo alla fine è più che intuibile, ma tutto quello che lo circonda è raccontato in maniera magnifica. E il finale fa intuire che si possa sperare in almeno un altro romanzo della serie, anche se... deve arrivare presto, prima che ci dimentichiamo da dove siamo partiti. Ma poi ci farai punto della situazione, vero, Valeria?
Bello, bello, bello! Ogni romanzo è migliore del precedente. Valeria Corciolani, con i suoi romanzi, non delude mai; andrei avanti a leggerne per ore e, in effetti, faccio le ore piccole sui suoi romanzi che capitolo dopo capitolo e colpo di scena dopo colpo di scena conducono ad una fine che arriva sempre troppo presto. Bellissima questa serie di Edna, ricca di citazioni e curiosità riguardante il mondo dell’arte, della cultura e con un accenno alla mia autrice di gialli preferita, la mitica Agatha Christie! Uno stile di scrittura frizzante e divertente, a tratti molto divertente, come dimenticare le 7 pennute amanti della musica e il mitico gattone sempre tra i piedi!
Io Edna la amo. Questa donna spigolosa, che non ha peli sulla lingua, che odia i sentimentalismi, che ha una madre difficile, o difficile è il loro rapporto, e un amico musicologo e brucaliffo, un vicino di casa nerd, galline dai nomi celebri e gusti musicali di tutto rispetto, un ex allieva che sta diventando grande… ecco io questa ex restauratrice, ex docente di storia dell’arte io la adoro. Anche quando è in preda all’angoscia o al dolore di essere stata tradita. O quando si emoziona di fronte ad un’opera d’arte e ai lettori regala la stessa emozione. Edna Silvera, la ligure che in questo terzo romanzo si trova ospite a Napoli su invito di Antonia, un’amica con cui ha condiviso gli studi e parte della carriera, tanto del “prima”, di quando era ingenua allieva di Pietro Calligaris e gli prestava occhi e mani per il proprio lavoro, torna con un nuovo mistero da risolvere suo malgrado. la sua amica la invita, ritrovandola nel “dopo”, dopo la lezione data al suo maestro, dopo il ritiro dal mondo accademico per concentrarsi sulla vita e le opere di Bosch e dare alle stampe un lavoro nuovo. Antonia la invita a Napoli per passare un po’ di tempo con lei e per farle tenere una conferenza a beneficio dei suoi studenti. Ed Edna accetta, soprattutto perché ha voglia di rivedere Antonia e anche perché può mettere un po’ di distanza tra sé e sua madre Zara e anche tra sé e le ultime vicende vissute che aprono finestre sul passato. Un passato, nei precedenti romanzi, è tornato a bussare alla sua porta, e con quello molti ricordi sepolti e domande a cui non ha mai voluto rispondere e che neanche a Napoli la lascerà in pace. In questa meravigliosa città, così caotica, vivace, contraddittoria, affascinante e misteriosa Edna poi dovrà aiutare l’amica a scagionarsi dall’accusa dell’omicidio di Melardo Fusco, trovato morto sul cantiere dove Antonia stava lavorando e dove, davanti a parecchi testimoni, l’ha minacciato di morte. È ovvio pensare che Antonia sia l’assassina di Fusco, ma è davvero così? Edna non ci crede ed è sicura che ci sia un’altra persona dietro la fine della vita di un uomo che non è lo stinco di santo che voleva sembrare. Ad indagare sull’omicidio c’è l’ispettore Gianfranco Renò, che oltre al nome ha anche una certa somiglianza all’attore francese, e tra i due c’è subito una bella intesa, forse anche un pochino di soggezione da parte dell’ispettore nei confronti della Silvera per quel suo essere diretta e tranchant come sua figlia Bianca. Renò si fa aiutare in via ufficiosa da Edna, che rivela un’utilissima fonte di informazioni sul mondo dell’arte, aiutando a chiarire un po’ un quadro apparentemente molto confuso e che punta sul mercato nero. C’è un grande però: c’entra qualcosa il santino di San Michele, bucato sette volte e lasciato accanto al corpo? Napoli è una città piena di fervore religioso, di credenze, di riti e simboli e quel rettangolo di carta potrebbe voler dire tutto e niente. Solo leggendo “Delitto in Bianco” scoprirete se è un depistaggio o se è un pezzo chiave per la risoluzione del caso… e oltre al caso principale, c’è un mistero che segue Edna da prima della partenza per il capoluogo campano: chi le ha spedito una monografia su Bosh, mittente svizzero, ma volume acquistato guarda caso in una libreria di Napoli? Ed è una coincidenza che l’ex magistrato Lanza, amico del padre e di Pietro, si trovi lì proprio nello stesso momento in cui lo è anche Edna? se volete fare un viaggio virtuale nel capoluogo partenopeo e nella storia dell’arte non potete perdervi questo romanzo di Valeria Corciolani dove il giallo e il mistero la fanno da padrone, ma non mancano anche momenti ricchi di emozione e commozione che si concentrano su Adolfo, ma che passano anche attraverso Pietro e Leonardo. Mi ha colpito una frase: “perché alla fine si cade sempre lì: nel vedere solo quello che si cerca, perdendo di vista tutto il resto” dice ad un certo punto Edna a Renò, ed è una frase che vale per tante cose, anche per lei e quello che crede di sapere sul padre e sull’uomo che l’ha tradita. E se avesse ragione Zara? Se davvero Edna avesse visto la colpevolezza perché era quella che stava cercando e ha voluto vederla? Il finale lascia tanto su cui riflettere, in un colpo di scena che mi è piaciuto parecchio e in cui speravo, anche se resta da vedere se le mie intuizioni sono corrette (non vedo l’ora di leggere il seguito: quante piste lasciate aperte!) Ho, poi, trovato poetica e forte la contrapposizione tra Edna che riesce a vedere anche i più piccoli dettagli e Adolfo, che non vede. Il loro legame in questo terzo capitolo della serie si rafforza e la cosa mi ha gasato tantissimo, anche per il modo che ha lui di mostrare ad Edna il mondo e per il modo che ha di vederla davvero. Quello che per molti è una maledizione, in lui diventa dono e grazia per chi ha la fortuna di conoscerlo. È stata una lettura divertente, appassionante e arricchente: la Corciolani è una garanzia!
5 stelle è il mio voto per questo libro che è uno dei migliori letti a luglio. Ogni tanto una gran bella gioia! buone letture e alla prossima!
Nel terzo capitolo delle indagini di Edna Silvera, Valeria Corciolani ci regala ancora una volta un giallo colto, raffinato e avvolto da un’ironia pungente come la sua protagonista. Edna, sessant’anni di ruvida misantropia e un fiuto invidiabile per l’arte e per i delitti, viene strappata alla sua quiete ligure e trasportata in una Napoli viva, antica, piena di ferite e di luce, per difendere l’amica Antonia da un’accusa infamante: omicidio. L’autrice dimostra una sapienza narrativa che non è mai sfoggio, ma equilibrio. La costruzione della trama è precisa, avvolgente: ogni elemento trova il suo posto con naturalezza, come in un mosaico bizantino. Nessun colpo di scena gratuito, ma una tensione costruita con eleganza, attraverso dialoghi brillanti e descrizioni vivide che restituiscono una città autentica, sensuale e ferita, mai oleografica. Il linguaggio è il vero gioiello del romanzo: ricco, musicale, intessuto di riferimenti colti che non appesantiscono mai, ma anzi elevano la narrazione. Corciolani riesce nel raro equilibrio tra godibilità e profondità: le sue frasi, a tratti barocche come certe architetture partenopee, non indulgono mai nel compiacimento, ma servono la voce ironica, lucidissima e irresistibilmente umana di Edna. Straordinaria anche la cura per la cornice storico-artistica, che non è mero fondale, bensì ossatura del racconto: ogni riferimento, ogni dettaglio legato all’arte è frutto di una ricerca rigorosa, certosina, che arricchisce senza didascalismi, rendendo l’intreccio ancora più avvincente. La passione per la storia dell’arte non viene spiegata, ma trasmessa. E poi c’è Napoli, protagonista tra i protagonisti. Ritratta con amore e rispetto, nella sua complessità stratificata: città che conserva e custodisce, che punisce e perdona, che confonde e svela. Il romanzo restituisce questa ambivalenza con uno sguardo limpido, affettuoso ma non ingenuo, e proprio per questo credibile. Nota personale Ho letto questo romanzo come si gusta un piatto ben cucinato: con attenzione, piacere e una punta di sorpresa. Ogni pagina è un invito a rallentare, ad assaporare parole scelte con cura, a lasciarsi incuriosire da un dettaglio artistico o da un’osservazione mordace di Edna. E alla fine, si resta con la sensazione di aver viaggiato: nella mente di una donna fuori dal comune, in una città dalle mille anime e nel tempo profondo della bellezza. Valeria Corciolani riesce nell’impresa rara di farci desiderare che il delitto non venga mai davvero risolto, pur di restare ancora un po’ in sua compagnia.
Per me il migliore della serie, con un giallo carino ma non irresistibile da risolvere (avevo capito abbastanza presto come andava a finire) e una parziale risoluzione del mistero relativo alla tavola rinvenuta in Con l'arte e con l'inganno. Come sempre la mia parte preferita sono i "pipponi" su arte, esoterismo ecc. della prof. Silvera, e gli intermezzi con Ottavio e Zara, che mi rallegrano assai, e le sette galline divine. Un po' di malinconia per alcuni personaggi che si perdono, anche se spero ritornino nei prossimi volumi, compensati da alcuni nuovi personaggi che trovo molto ben riusciti. Speriamo il seguito non si faccia attendere troppo.
mi piacciono i libri di Valeria Corciolani perché racconta sempre con leggerezza e profondità l'animo femminile in tutte le sue sfumature, con Edna il personaggio di questa serie (questo è il terzo libro, il mio preferito è il secondo "Di rosso e di luce") ci racconta tanto di arte e di dipinti, tema che la Corciolani conosce bene essendo laureata all'Accademia di belle arti di Genova. In questo libro ambientato a Napoli si è persa un po' la poesia con cui descrive il paesaggio del Tigullio, ma questo è solo un mio parere.
Nonostante al momento continui a preferire la serie delle tre amiche, un po' a Edna mi sto affezionando, lo ammetto. Questo episodio in trasferta ci dà modo di scoprire una bellissima città (anche se mi sono mancate le galline ballerine), che ho visitato solo di sfuggita ma in cui spero di tornare presto con più calma. Quello che maggiormente mi piace, di questi libri, sono le digressioni sull'arte ma soprattutto il trovare gli elementi comuni e i collegamenti fra arte, storia, religione, letteratura...è una cosa che mi attira da sempre e che faccio anche io ^_^
A differenza dei due precedenti con protagonista Edna Silvera, molto godibili, questo è pesantissimo, ho fatto fatica a finirlo, pur saltando le troppe descrizioni sull'arte. E fa molti riferimenti ai romanzi precedenti, ma se non si ricordano perfettamente le trame e i rapporti è difficile destreggiarsi tra i protagonisti. Peccato, ho letto molti romanzi di Valeria e mi sono sempre piaciuti ma questo è stato una delusione.
Con questo nuovo libro Valeria Corciolani riconferma l’assoluta stima che ho per lei. Carico di elementi ironici, battute sottili che ti fanno sorridere mentre divori le pagine una ad una, mescolate ad una trama avvincente e mai scontata. Forse da appassionata d’arte questo libro per me ha avuto quella marcia in più, che mi ha fatto prezzare ulteriormente la sua lettura.
Non vedevo l'ora - e devo confessare che con tutto il tempo che è passato ho fatto un po' fatica a recuperare i pezzi dalla memoria. Appuntamento estivo immancabile, anche se non so, tutti questi simboli appesantiscono un po'.
Come sempre I libri della Corciolani ti appassionano,e'un viaggio nell'arte attraverso le indagini di Edna(la storica dell'arte...)e i suoi amici che l"aiuteranno a risolvere un altro misterioso delitto!Lettura piacevole ,scorrevole brava brava.
Un buon giallo nella città di Napoli con un sacco di indiziati: mafia, clericali e altro. SOlo una attenzione ai particolari permette di risolvere il caso
lettura piacevolissima, primo libro che leggo di questa autrice, storia un po' ingarbugliata nel finale. Ben caratterizzati i personaggi, Ottavio il mio preferito
“Delitto in bianco” di Valeria Corciolani pag. 384
Terzo volume della serie che vede protagonista la storica dell’arte Edna Silvera, ex restauratrice e professoressa in anno sabbatico che vorrebbe solo starsene tranquilla nella casa sulle le colline liguri, in compagnia del gatto Cagliostro e delle sue galline appassionate di musica anni ’70 e ’80. Ma tutto sembra congiurare contro il suo desiderio di dedicarsi alla ricerca su Hieronymus Bosch: prima l’arrivo di un pacco anonimo spedito da Berna, ma acquistato a Napoli, che contiene l’edizione rilegata dell’opera completa di Bosch e poi l’invito della sua vecchia amica e compagna di studi Antonia a raggiungerla a Napoli, per tenere una conferenza all’università. Sua madre Zara è partita per il lago Maggiore ospite di un’amica musicista quindi può partire senza stare troppo a pensarci e Ottavio, il musicologo vicino di casa della madre, partirà con lei con la scusa di avere un impegno proprio a Napoli. Ancora sulla strada per l’albergo Edna assiste a un furibondo litigio fra Antonia e Melardo Fusco all’interno di Palazzo Cafiero, dove Antonia si sta occupando della ristrutturazione. La mattina dopo, proprio all’interno di quel palazzo, Fusco viene trovato morto nell’esatto modo che Antoni gli aveva augurato il giorno prima. Edna, che non ha dubbi sulla innocenza dell’amica si troverà coinvolta in un’indagine di omicidio e per scagionarla, non avrà altra scelta che collaborare con l’ispettore Renò, incaricato dalla procura della brutta indagine, e riuscire a scoprire chi ha realmente ucciso Fusco. Trama solo apparentemente leggera, intrigo ben costruito e che cattura il lettore. Il libro è ambientato a Napoli, che in questo romanzo non è una semplice ambientazione che fa da sfondo, ma qui descritta donando volutamente ampio spazio alla sua arte e alla sua storia che fanno parte integrante del mistero che piano piano verrà svelato, insieme ad alcune verità nascoste da tempo. Scrittura frizzante, uno stile leggero e scorrevole che non annoia.