Tra i buoni propositi per il 2016 c'è anche quello di non accumulare milioni di recensioni, perciò mi sembra il momento di iniziare a recuperare qualcosa e recensire questo libro che mi ha fatto compagnia un po' di tempo fa nei giorni passati a letto con l'influenza.
Manuale della perfetta adultera è un romanzo che mi ha sorpreso sotto vari punti di vista, in cui del manuale, come dice il titolo, non c'è nulla perché Ryan le risposte non le ha e non vuole insegnare niente a nessuno, ma almeno può iniziare a farsi le domande giuste, quelle che possono mettere in discussione la sua vita. "Galeotto fu il libro" perché è proprio questo manuale a dare una possibilità alla storia di Trevor e Loreline che, forse, sarebbe rimasta semplicemente un bell'incontro con uno sconosciuto al supermercato, chi lo sa.
Il tradimento è un tema scomodo e quando lo trovo nei romanzi non sempre rimango soddisfatta. Questo mi capita spesso nei young adult, dove tradire il/la fidanzatino/a dell'adolescenza sembra quasi all'ordine del giorno, dove i protagonisti all'improvviso dimenticano di essere impegnati e chiudono celermente ogni rapporto col cosiddetto fidanzato perché hanno trovato l'amore vero. In Manuale della perfetta adultera non può essere così, perché c'è una famiglia, perché c'è Andy, la ragione di vita di Ryan, un bambino che adora la madre ma adora anche il padre, assente, scontroso e insopportabile, ma pur sempre un padre per Andy. Leggi di Elliot, il marito di Ryan, e ti chiedi come sia possibile che non l'abbia tradito prima. Non scherzo. Un marito che la dà per scontata, che non riconosce il suo valore se non per il compito di accudire suo figlio o i classici compiti che si pensa spettino prettamente alle donne. Tutti i sacrifici che Ryan ha fatto, sono stati fatti per Andy, fino a che non incontra Trevor, in grado di dare una scossa alla sua vita. Ma non è Trevor che le cambia la vita, è lei che inizia a prendere coscienza di sé, della direzione che sta prendendo la sua vita. Tanti piccoli atti "rivoluzionari" che culminano poi in quello più grande, il tradimento. "Finalmente" direbbe la me stessa poco professionale, perché il martirio di Ryan è stata la cosa più difficile da sopportare. Una situazione che alla fine si è creata lei stessa, sia accondiscendendo a un marito che non la merita più, sia rinunciando a varie cose e sminuendosi, l'errore più grande che un essere umano possa fare. E Trevor la aiuta a ritrovare quella fiducia, che poteva trovare solo nella sua migliore amica Bess o in suo figlio, mentre ora c'è anche questo uomo interessato a lei, interessato veramente. Con interesse voglio intendere tutto, non solo un'attrazione fisica, che innegabilmente c'è ed è proprio quella a far accendere la miccia tra loro, ma anche un'attrazione dal punto di vista intellettuale. Trevor resterebbe ore a sentire parlare Ryan, vorrebbe sapere tutto di lei, del suo lavoro, di come passa una semplice giornata a casa sua. Sono queste cose a farla innamorare di lui, perché sì, Trevor è certamente affascinante, carismatico e altre mille aggettivi che adesso non trovo, ma è il momento in cui Ryan immagina come potrebbe essere facile una vita con lui a farla capitolare. Tutte le donne si meritano un Trevor che le metta al centro del proprio mondo, come facevano un tempo i vari eroi della letteratura classica. Perciò se a volte sbaglia, e sì, lo fa anche lui, posso giustificarlo perché alla fine si fa da parte, sempre, seppur brontolando.
Non sono riuscita a dare il voto massimo perché il mio rapporto con Ryan all'inizio è stato contrastato. Innegabilmente la ammiri, perché sopporta quello che sopporta, ma a un certo punto pensi che sia troppo. Il contrasto poi è diminuito andando avanti, per poi sparire completamente nel finale perché, se anche il mio animo romantico stava reclamando, alla fine il buon senso di Ryan ha avuto la meglio, come il suo amore per il figlio, che tra l'altro non è mai stato messo in discussione.
Ho praticamente divorato questo romanzo, tenendo conto del fatto che non stavo per niente bene. Uno stile impeccabile, un self publishing ben curato e che meriterebbe molte attenzioni. Mi sono sentita avvolta da queste pagine, dal paesaggio del New England che fa da sfondo a queste vicende, dall'immenso amore di Ryan per suo figlio, dall'amore di Trevor per Ryan e da quello di Ryan per lui. Infine, dalla forza che Ryan ha trovato in se stessa, che forse è il miglior happy ending che si possa avere.