A volte la vita sembra più dura della realtà stessa, e ti chiedi come si possa andare avanti quando non c’è più niente in cui credere. The Sound of Magic è una storia che parte proprio da qui, dal vuoto di speranza che una ragazza come Yun Ai si porta dentro ogni giorno.
La sua è una vita fatta di rinunce. È poco più che un’adolescente, ma si occupa della sorellina da sola, abbandonata dal padre e schiacciata dai debiti. A scuola viene derisa, è invisibile o, peggio, ridicolizzata. Non ha nemmeno un paio di collant integri o abbastanza riso per cena. In mezzo a questa miseria quotidiana, una leggenda prende forma: si dice che in un luna park abbandonato viva un mago. Un uomo in grado di far sparire le persone. Per sempre.
Sembra una voce senza senso. Eppure Yun Ai finisce per incontrarlo davvero, questo eccentrico ahjussi. Un uomo strano, che sembra uscito da un sogno di quando era bambina. Ma è solo matto, o è davvero un mago?
Il disegno è uno degli aspetti più affascinanti del manga: elegante, onirico, spesso quasi teatrale. I pannelli non seguono sempre uno schema tradizionale; a volte si muovono liberi, sfumano i confini tra ciò che è reale e ciò che è immaginato. Ci sono momenti in cui l’arte diventa poesia visiva: i movimenti di Yun Ai mentre insegue una banconota per strada, o le espressioni cariche di emozioni non dette. Anche le piccole stranezze stilistiche (come il collo un po’ lungo di Il Deung) fanno parte di un mondo volutamente imperfetto, che riflette le crepe dell’animo umano.
Yun Ai è una protagonista che entra nel cuore in punta di piedi. Non è l’eroina coraggiosa o ribelle: è fragile, stanca, pratica, ma ha una luce interiore che si riaccende poco alla volta. Nei suoi gesti quotidiani, nei suoi goffi inciampi nelle pozzanghere, in quel maglione troppo grande… c’è tutta la dolcezza e la resilienza di una ragazza che non si è ancora arresa del tutto.
Il Deung, il suo compagno di classe, è il classico studente modello, figlio di una società che misura il valore di una persona in base al voto, al successo, alla carriera. E poi c’è il mago. Un personaggio che sembra folle, ma che in fondo è solo l’unico che ha avuto il coraggio di non cedere. Che ha scelto la magia – o meglio, la libertà – al posto della normalità.
Ecco, The Sound of Magic è proprio questo: un’opera che ti costringe a farti domande. Quante volte, da bambini, abbiamo sognato di diventare astronauti, cantanti, maghi? Quando abbiamo smesso di crederci? Quando abbiamo deciso che la realtà – grigia, faticosa, prevedibile – era tutto ciò a cui potevamo aspirare?
Questo manga non dà risposte, ma semina dubbi. Ti accompagna per mano in un sogno, e poi ti lascia con un’unica, potente domanda: “Stai davvero vivendo la vita che vuoi vivere?”
Una storia che parla di sogni, ma anche di dolore. Di magia, ma anche di responsabilità. Di illusioni, ma anche di verità. Di ciò che perdiamo diventando adulti… e di ciò che possiamo ancora scegliere di recuperare.
Se hai ancora un po’ di magia dentro di te, questo manga ti spezzerà e ti guarirà insieme. E dopo averlo letto, probabilmente sentirai anche tu una strana voglia di cercare quel luna park abbandonato in fondo alla tua città, nella speranza di incontrare qualcuno che ti chieda, semplicemente:
“Tu, ci credi ancora nella magia?”
5/5⭐️