Clara studia Storia della psicanalisi. La sera, seduta in cucina, rimane sveglia fino a tardi ad analizzare i casi delle «grandi isteriche» e le cronache del rapporto con i medici che le ebbero in cura: Freud, Jung, Charcot... In quei momenti sospesi, il piccolo appartamento in cui vive con il padre, il fratello e la nonna sembra spalancarsi in un abisso notturno, capace di riportarla indietro nel tempo e trascinarla nelle profondità di queste grandi narrazioni. Perché questo sono, prima di tutto: storie di vita, di corpi e di amori; ossessioni e incomprensioni, guarigioni e scacchi. Storie di donne. Ma poi, per curiosità più che per bisogno, Clara comincia a lavorare nel bar del fratello. E sarà allora che, tutt'a un tratto, la vita vera spazzerà via, con la sua forza e i suoi spigoli, gli anni di isolamento e di studio solitario. Abituata a confrontarsi con la teoria di un inconscio remoto, già catalogato e raffreddato, Clara si troverà alle prese con una vicenda misteriosa e ambigua, un omicidio che affonda le radici in un vortice di sentimenti incandescenti, di violenza e di colpa. Nel territorio violato delle periferie di oggi l'attende l'incontro con Wanda, una di quelle donne sopraffatte che per lei sono sempre state soltanto personaggi da studiare sui libri: scoprirà per la prima volta l'emozione e la paura di ascoltare un cuore che si schiude, e che esige da lei una risposta. Corrado Augias, al suo esordio nei Supercoralli, scandaglia l'abisso di una tentazione funesta e ingovernabile: quella del dominio sul corpo delle donne - e sulla loro anima.
Corrado Augias (Roma, 1935) è un giornalista, scrittore, conduttore televisivo, autore televisivo, drammaturgo ed ex politico italiano.
Corrado Augias is an Italian journalist, writer and TV host. He was also a member of the European Parliament in 1994–1999 for the Democratic Party of the Left. Augias issued a series of crime novels set in the early 20th century and others. His other works include several essays about peculiar features of the world's most important cities: I segreti di Rome, Paris, New York and London. In 2006, in collaboration with scholar Mauro Pesce, he published a work dealing with the gospel's description of the life of Jesus, Inchiesta su Gesù, which became a bestseller in Italy. He is an atheist.
It saddens me to give a harsh review to this novel, considering the respect I hold towards its author, but I truly struggled to connect to the characters and the plot. Augias tried to write both a noir and an essay, but I think the experiment didn't give the best fruits and the combination was unbalanced. Too often the elements of the essay overshadow the fiction, giving us pages and pages of information. Information that breaks the flow of the narration and comes off as pedantic instead of supporting the unraveling of the story. It shows thought and research, but does a disservice to the novel in the way it's used, even though the themes addressed have much potential - women and psychoanalysis, psychoanalysis and fiction. In a similar way, the wording is elegant yet fails to engage the reader. This is the first work of fiction I read by Augias, and I truly hope he has done, and will offer, more in the others.
Augias è un intellettuale con molti campi di interesse: uno, evidentemente, è la psicanalisi. Poteva scriverne un saggio, essendo lui un buon saggista, e invece ha scelto la forma romanzo: peccato, perché lui non è un buon romanziere.
Una storia amara di disillusioni che attraversa tre generazioni. Una visione della nostra società molto negativa, con un neanche tanto velato riferimento al fatto che se siamo così adesso è soprattutto colpa nostra, delle nostre incapacità, della troppa diffusa mediocrità, di vite fatte passare senza aver fatto nulla, se non sopravvivere. Non sufficiente per farsi strada; meglio addirittura chi si fa strada con la cattiveria e chi per farlo se ne va via dal paese. Condivisibile? Per me non tanto.
Libro colto, come l'autore, che però pecca di virtuosismi, inserendo (troppi) pezzi di saggio sulla psicologia. La storia non è particolarmente avvincente, ma ci sono un paio di personaggi ben caratterizzati. La scrittara mi è piaciuta, ma Direi che dal saggio al romanzo il salto e' breve, ma non facile.
Per una persona che studia, il desiderio più grande è quello di poter applicare la teoria che incontra nei libri alla pratica nella vita di tutti i giorni, ma nel momento in cui succede, non sempre non si ha la reazione sperata. Questo è quello che è successo a Clara, una studiosa di psicoanalisi che deve affrontare la vita di Wanda, una donna con una storia intensa di emozioni e vicissitudini. Si trova a suo modo ad indagare cosa della sua vita potrebbe collegarsi o meno con l'uccisione del marito, fino ad arrivare ad un punto in cui nemmeno Clara ha una risposta giusta da dare. Inoltre, deve destreggiarsi con il lavoro al bar del fratello Luigi, con clienti piacevoli e non, con il padre e con l'attesa di una risposta per un'occasione agli Stati Uniti.
La narrazione esterna si alterna con il punto di vista di Clara, Luigi e il primo capitolo di Wanda, offrendo così un quadro abbastanza ampio della vicenda. Gli avvenimenti sono numerosi e pian piano si mettono assieme quasi tutti i tasselli del puzzle, soprattutto per quanto riguarda il passato di Wanda. La trama di per sé è ben costruita e molte parti coinvolgono il lettore, ma quello che pecca è un po' lo sviluppo su alcune questioni. Del rapporto tra Clara e Corrado si rimane molto in superficie, non si percepisce quella scintilla d'amore che fa fare il tifo per loro, tanto che alcune scene le ho trovate addirittura scialbe. Solo verso la fine Corrado dimostra di tenerci davvero a Clara, ma non si ha la corrispettiva contro risposta e qualche dubbio sul loro rapporto è lecito avere. Tutte le spiegazioni psicologiche storiche sono interessanti, però sono tante e succede che qualche volta si perde il filo del discorso. Roberto – amico e socio di Luigi – appare e scompare un po' senza una giusta linea guida e anche il personaggio di Deborah sarebbe stato meglio trattarlo come personaggio secondario degni di nota e non solo come comparsa. Il finale aperto lascia a bocca asciutta il lettore che chiude il libro senza la risposta alla domanda più importante.
A suo modo Il lato oscuro del cuore coinvolge, anche con qualche lacuna. La concentrazione è focalizzata per la maggiore sulla vita di Wanda e cosa potrebbe essere utile nelle indagini per morte del marito, ma nessun trattamento uguale per gli altri personaggi lasciati con poche informazioni. Lo consiglio principalmente a chi è interessato ad un noir con una forte presenza di psicologia.
Non mi è piaciuto. Un racconto senza senso. Il lato oscuro dell'insensato potrebbe essere un nome più azzeccato per questa pila di pagine boriose. Corrado Augias si impegna e cerca di darsi un tono nascondendo in malo modo banalità su banalità. La storia sulla sfondo, quella che dovrebbe essere il "noir", non ha logica. E nella prefazione è dipinta come il fulcro del libro (e dire che la storia di Wanda poteva anche essere un buon punto di partenza). Invece, si rincorrono per pagine e pagine le vacue elucubrazioni di un personaggio a mio avviso odiosissimo, tale Clara, in maniera spesso improvvisa e inadeguata. E dire che io sono per le divagazioni e per i dotti riferimenti... Ma in questo racconto ben pochi ce ne sono. Psicologia spicciola che pur la sottoscritta, che di psicologia non ci capisce (né vuole capirci) niente, già conosceva. Per non parlare dell'assurdità dei dialoghi (spinti ai limiti dell'inverosimile... ma quando mai due persone, pur dotte, parlano in questo modo barbaro tra loro?) e di alcuni scorci di vita forzatamente tristi (il povero padre di Clara). No, mi sono tolta il dente, ho letto il libro anche velocemente visto il resoconto che ne sto dando, ed ho concluso per adesso con Augias narrativo.
1.8 Per essere buoni. Per il riferimento a Nabokov a pagina 220, che mi ha fatto per un attimo riprendere (parlando della psicoanalisi): "Una terapia che consiste nello spalmarsi dei miti greci sui genitali".
Ogni tanto abbiamo bisogno di un libro così: scritto molto bene e che profonde cultura a ogni pagina. Nella parte centrale, con il pretesto della tesi per un dottorato di ricerca elaborata dalla protagonista, diventa un vero e proprio saggio su psicologia, psicanalisi e psichiatria (delle quali io a malapena, forse, conosco le diversità). Ma sono la crudeltà e il maschilismo a farla da padroni nello svolgersi della trama, la “fuga dei cervelli”, la vecchiaia e la morte (molto bella la spiegazione della differenza fra vecchiaia e vetustà) e, forse, anche l’amore. Ma non ne sono molto sicura perché, io personalmente, di amore fra queste pagine non ho trovato traccia.
Caro Augias, che donne le sue! Isteriche, succubi, manipolate, violentate, banalizzate, usate, anaffettive, vittime e carnefici. Soprattutto, mai riscattate. Donne che perdono e si perdono anche con la psicoanalisi. Mentre gli uomini agiscono nella loro cruda razionalità: assassini, spacciatori, ladri che ostentano sicurezze o che muoiono da eroi. A nulla servono le tante citazioni letterarie e psicologiche se non a lasciare la sensazione che l’unico che si possa salvare è “colui che conosce la verità”. Un libro a cui manca proprio l’essenza: il cuore.
Saggio e romanzo si mescolano in questo libro di Augias. Dove storie di donne, tra personaggi reali documentari dalla storia della psicanalisi e quelle del romanzo, sconfitte dalla vita e dalla brutalità dell’ambiente in cui sono cresciute, si intrecciano.
I personaggi principali di questo romanzo sono due: Clara, studiosa di storia della psicoanalisi, e Wanda, a cui hanno ucciso il marito e che è indagata per complicità nell’assassinio. Le due protagoniste iniziano un rapporto terapeuta-paziente, ma il loro incontro è dovuto a un insieme di concause che rendono l'intreccio piuttosto artificioso, come si può evincere anche dalla trama di seguito riassunta.
Clara è una laureata in psicologia che, nell’attesa che venga (forse) accolta la sua domanda di una borsa di studio per gli USA, cerca lavoro in Italia. Vive con il padre vedovo, pensionato, tendente alla demenza senile, e con la nonna che, nonostante l’età avanzata, ancora è in grado di darsi da fare in cucina. Poi c’è il fratello minore, Luigi, che ha un'amante ricca, sposata, più vecchia di lui, e che abita in casa saltuariamente. Luigi non ha voluto saperne di studiare ma, con un socio architetto dalle molteplici attività, ha aperto un bar. Il lavoro del locale va bene, tanto che Luigi può permettersi non solo di contribuire alle spese familiari, ma è in grado di offrire un lavoro di cassiera alla sorella che non riesce a sfruttare il proprio titolo di studio.
Augias conosce la Storia, è un uomo curioso, colto, affidabile e, forse, pedante come Corrado il compagno di Clara, protagonista del romanzo. Il lato oscuro del cuore racconta la storia di tante donne (e dei loro uomini) prendendo come pretesto lo studio dell’inconscio da parte di Clara, studiosa di Storia della psicanalisi. In poche righe riesce a dipingere un quartiere, le sue difficoltà, oppure la devastante sensazione di vuoto che un’esistenza priva di Conoscenza ci porta, prima o poi, a sperimentare. Leggendo fra le righe c’è più di quanto non possa sembrare, per chi è in grado di capire ma, purtroppo, ho sentito troppo Augias fra una pagina e l’altra; è come se avesse studiato tutto a tavolino ma gli mancasse la vera “smania” di raccontare una storia che porterebbe il testo ad un livello più puro, sincero ed emozionante.
Non è per niente facile il compito che si è preso Augias con questo romanzo. L'ho iniziato da poco ma mi pare che voglia mettere insieme un po' troppe cose rischiando di farne uscire una "zuppa" non ben riuscita. Non mi è ben chiaro dove vuole andare a parare. Clara studia storia della psicoanalisi e spesso vengono affrontate digressioni psicologiche su diversi temi ma insieme a questo, si aggiunge la storia romanzata. Come prima impressione non mi è sembrato niente di così degno di nota ma più avanti ne riparlerò.
Ok I admit I am a Corrado Augias fan, so my judgment is perhaps not exactly objective. The book has an international flavoure that few other Italian writers are able to put on paper. References to philosophy, psychology and psychoanalysis inserted in a fictional context without losing the logical thread of the romance. The reality reported without underlining it, small mafia delinquency, machism, "brains on the run" - as weare used to say in Italian - depression. What a beautiful reading!
Un libro colto, come ci ha abituato Augias, nel quale molte cose sembrano soltanto accennate, ma invece a leggere con attenzione si coglie come siano profondamente studiate. Sembra aleggiare e invece all'improvviso in poche righe l'affondo