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Vedove di Camus

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Il 4 gennaio 1960, la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che solo tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo. Mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei più grandi intellettuali del Novecento, quattro donne si ritrovano all'improvviso "vedove" dell'uomo che la moglie Francine Faure, la brillante attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, di origini danesi, e Maria Casarès, immensa interprete del teatro francese, che Camus stesso – fedele ai paradossi del sentimento – definiva «l'Unica». Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all'ine- luttabilità della disgrazia. Si imbastisce così «un discorso sull'amore» che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà – e l'onere – di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani.

160 pages, Kindle Edition

Published May 23, 2025

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Elena Rui

3 books2 followers

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Mighty Aphrodite.
606 reviews58 followers
December 24, 2025
Il quattro gennaio 1960 non si interrompe solo la vita di Camus. Per quello che sembra un attimo, destinato, però, a durare in eterno, la vita di quattro donne si ferma, il respiro si spezza in gola, urla di rabbia e di dolore si spandono nell’aria.

Un viaggio in macchina non programmato per tornare a Parigi pone fine all’esistenza dell’autore francese. Sua moglie lo scoprirà di ritorno da una mattinata di lezioni. I giornalisti assiepati sotto casa sua le avevano fatto pensare ai soliti appostamenti in Rue Madame, alla ricerca di un commento di Camus sulla guerra in Algeria. Presto, invece, scoprirà che suo marito è morto e questa informazione stagnerà in lei come qualcosa di incomprensibile.

Nella sua morte, però, Francine si sentirà finalmente sua moglie, l’unica donna legittimata a seguire la bara, a decidere dove il suo corpo deve essere sepolto, a gestire il suo lascito letterario, le sue carte, i suoi diari, il suo romanzo incompiuto. È lei la donna a cui si fanno le condoglianze, è lei la donna a cui si fa visita ufficialmente, che non ha bisogno di elemosinare ricordi.

Catherine Sellers, invece, è l’amante discreta, di cui nessuno sapeva nulla, o almeno così crede la ragazza con cui Camus aveva in comune la passione per il teatro. È giovane, vibrante, piena di gelosia inespressa. A un uomo che reclama la libertà, sempre in rivolta contro la vita, non si può chiedere nulla, soprattutto la fedeltà; si può solo accettare ciò che egli può darci, senza pretendere di più. Ma è difficile non mordere il freno quando si sente un amore totalizzante, capace di distruggerci con un’assenza e resuscitarci con una parola. E ora che Camus non c’è più, Catherine non saprà mai se l’ha amata veramente.

continua a leggere qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Come Musica.
2,066 reviews630 followers
June 3, 2025
Villeblevin, 4 gennaio 1960: Albert Camus muore in un incidente stradale. Alla guida della Facel Vega fv3b c’era l’editore francese Michel Gallimard: la macchina, dopo aver zigzagato, si scontrò contro un albero:

“Nel tratto fra Champigny-sur-Yonne e Villeneuve-la-Guyard, la dipartimentale 606 è un banale rettilineo che solca campi monotoni, incastrato fra due file di platani che s’interrompono a intervalli irregolari, una volta a destra e una a sinistra; un non luogo che si attraversa senza prestarvi attenzione, per andare da un punto all’altro dell’atlante stradale.”

Chi pianse Albert Camus? Solo la moglie, oppure anche altre?
Elena Rui prova a rispondere a questa domanda, tracciando la vita sentimentale turbolenta del premio Nobel.

Apre questo poker di donne, la moglie Francine:
“Non piange Francine, in testa al corteo la mattina del 6 gennaio. Ha l’aria esausta ma compita e decorosa accanto al cognato Lucien, mentre qualche personalità locale e i calciatori della squadra di Lourmarin portano la bara di Camus dalla villa al cimitero.”


Altra donna in lutto è Catherine Sellers: “Come fa a non sentire che anche lei è in lutto? Che anche lei ha perso il suo uomo? Che sta impazzendo?”

La Sellers rimarrà nell’ombra e riuscirà a sopravvivere a quella perdita, aprendosi nuovamente all’amore.

Un’altra donna porta il suo lutto per Camus nel cuore: Mette Ivers

“Ricorda di aver annotato sulla tela a cui lavorava 04/01/1960. Sa di averla tolta dal cavalletto e adagiata contro la parete, di aver resistito all’impulso di sfondarla a calci. Ma aveva sentito il suo sguardo giudicante, protettore: rispettare il proprio lavoro, credere, contro ogni brutto presentimento, alla propria vocazione.”

E infine L’Unica, Maria Casarès. Anche Francine era a conoscenza della sua esistenza: l’amante ufficiale di Camus.

“Come Francine, Maria vive diverse ore del 4 gennaio del 1960 nell’ignoranza. È un’ossessione comune a chi subisce un lutto: quel tempo assurdo in cui manca la sola informazione che conti. Molti dei gesti del pomeriggio dovrebbero essere ammendati. Si rivelano, infatti, tutti privi di senso appena scopre di averli compiuti mentre Albert era intrappolato nella carcassa della Facel Vega di Michel Gallimard. Quel pomeriggio, Maria ha aspettato a lungo il suo turno per una registrazione alla Maison de la Radio, ed è rientrata un po’ frustrata, forse indispettita per il tempo perso a causa di uno sciopero di cui ignora tuttora le rivendicazioni. Che importanza possono avere, adesso, tre ore vuote nell’universo insensato in cui è stata catapultata? Che peso dare a una manciata di istanti sprecati, nel mondo violento che ha permesso che Albert Camus perdesse la vita a quarantasei anni?”

Elena Rui dà voce anche a un altro interrogativo. Perché quella macchina si è schiantata contro l’albero?

“Nelle prime settimane del 1960, a Villeblevin non si parlava d’altro che della morte di Albert Camus e Michel Gallimard. Circolavano varie teorie sulle cause e la dinamica dell’incidente: l’eccesso di velocità, il difetto di fabbricazione, l’esplosione di uno pneumatico, la stanchezza. Un testimone, che al momento dell’impatto era fermo a un incrocio, ha descritto decine di volte lo strano valzer abbozzato dalla Facel Vega prima di schiantarsi.”

Nel leggere questo romanzo ci sono stati dei pensieri ricorrenti da cui non sono riuscita a liberarmi: come si fa a sopravvivere a un dolore così forte? Come si fa ad accettare la morte di un uomo avvenuta per un tragico incidente?
Albert Camus è morto a quarantasei anni, in seguito a un tragico incidente, come mio padre.
Di lui, però, restano gli scritti che lo hanno reso immortale.

“Proverà un irrazionale senso di vuoto quando si lascerà dietro le spalle le indicazioni stradali per Villeblevin. Da là in poi il suo sguardo non coinciderà più con quello in cui ha cercato d’immedesimarsi per tutti quei chilometri e si sentirà pervadere dalla solitudine di fronte alla tenera indifferenza del mondo.”
Profile Image for L'amicadeilibri♥.
186 reviews5 followers
August 6, 2025
Vedove di Camus di Elena Rui è un romanzo che ci invita a guardare oltre il Premio Nobel, oltre l'autore de Lo Straniero e La Peste, per incontrare l'uomo, Albert Camus, attraverso gli sguardi delle quattro donne che lo amarono e che la sua morte assurda, il 4 gennaio 1960, rese vedove, ciascuna a suo modo. 
Elena Rui, basandosi su una documentazione prodigiosa che include diari, epistolari e biografie, non inventa tanto i fatti, quanto le risonanze interiori, i silenzi, i pensieri inespressi. La sua scrittura si fa medium, restituendoci quattro voci distinte, quattro modi di vivere l'amore, il lutto e l'eredità di un uomo che, come scriveva nei suoi Taccuini, conosceva "un solo dovere, ed è quello di amare", ma la cui capacità di distribuire questo amore lo rendeva al tempo stesso un generatore di vita e una fonte di incommensurabile sofferenza.
Dietro i grandi scritti sull'assurdo, sulla rivolta e sulla felicità di Camus, c'era una fame di vita insaziabile, un "ardore famelico" che alimentava la sua arte ma esigeva un prezzo altissimo da chi gli stava accanto. La sua morte, un "banale fatto meccanico", segna la fine dell'uomo, ma è l'inizio del suo mito e della sua eternità artistica.
Elena Rui ci mostra che l'arte non nasce nel vuoto, ma è intrisa di vita, di corpo, di desiderio, di lacrime e di gioia. La bellezza di questo libro sta nel suo potere di resuscitare non solo un uomo, ma l'intero universo di sentimenti che lo circondava, dimostrando che la scrittura, quando è così onesta e profonda, è l'unica forma di immortalità a cui possiamo davvero aspirare. 
È un invito a leggere i grandi autori non come idoli intoccabili, ma come esseri umani fallibili e magnifici, e a trovare nella loro arte non risposte definitive, ma l'eco eterna delle loro stesse, irrisolte, domande.

Recensione completa sul blog.
Profile Image for Marta Puggina.
54 reviews2 followers
June 25, 2025
La passione per le tematiche delle relazioni intime che caratterizza la scrittura di Elena Rui trova in Vedove di Camus, la sua ultima opera, una nuova dimensione che mi è sembrata congeniale al suo talento espressivo. La pubblicazione con L’orma, editore di Annie Ernaux, altro premio Nobel per la letteratura, è la riprova della risonanza con la visione francese, un aspetto dello stile di Rui che mi ha affascinato subito e mi piace ricercare in ogni sua pagina.
Mi aspettavo un saggio romanzato – già una novità per me che non amo i saggi granché – nel senso della riflessione, forse scontata, sul Camus premio Nobel, scritta alla maniera di un’autrice che ama costruire storie sui dettagli della quotidianità. In realtà è molto di più: è il frutto di un’indagine accurata e profonda, lo studio di documenti e testimonianze che diventa fascinazione. Ho considerato più volte l’impegno che Rui ha profuso nel reinventare la voce delle quattro donne amate da Camus. Individualità forti, ma talenti diversi in situazioni differenti, accomunate dall’aver amato lo stesso uomo e lasciato un segno nella sua opera.
Per quanto l’argomento sia appassionante e l’approccio professionale, ed emozionale al contempo, immagino le difficoltà e le incertezze, dato l’obiettivo così ambizioso.
L’aspetto interessante di questo lavoro è che nel raccontare come ognuna avrebbe elaborato il lutto Rui mostra un Camus inusuale, un uomo dalle profonde insicurezze nonostante il successo letterario e sentimentale. Francine Faure, la moglie, è la sola a poterlo piangere alla luce del sole; Catherine Sellers, attrice di teatro, sua musa e amante non ufficiale, alla ricerca spasmodica e continua di conferme, soffre per il lutto inconfessabile; la favorita è la giovane pittrice Mette Ivers; Maria Casarès è «l’unica» vera amante di Camus.
La documentazione è essenziale per poter scrivere qualcosa di verosimile, ma quest’opera, a mio parere, dimostra che l’empatia può superare la conoscenza. Immedesimandosi in ognuna di queste quattro «vedove», Rui è riuscita a offrire al lettore una finzione più che convincente. E non posso fare a meno di pensare: se solo avesse potuto conoscere Camus di persona…
Profile Image for Lea.
146 reviews6 followers
August 24, 2025
Alla morte improvvisa di Camus, sono quattro le donne che lo amarono ad essere travolte dal lutto e a ritrovarsi vedove. Questo libro, a metà tra la biografia e il romanzo, ricostruisce la loro vicenda umana dopo l'evento traumatico, osando addentrarsi fin dentro i loro pensieri più intimi. "Opera di finzione basata su fatti reali", recita la nota finale. Un'impresa che avrebbe fatto tremare i polsi a chiunque e che l'autrice porta a termine con grande maestria. Non conoscevo la vita privata di Camus prima di aver letto questo libro, non ho alcun titolo né competenza per giudicarne la veridicità. Ma ai miei occhi il racconto risulta pienamente credibile. E si legge come un romanzo. Un grande romanzo.
Profile Image for Juliette Kleemann.
5 reviews
September 9, 2025
Molto bello, un intreccio verosimile costruito su tanta ricerca. Una riflessione profonda e in qualche modo corale in queste quattro voci di , sull'amore, sul dovere, sul ricordo e sul mestiere di artista.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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