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La sposa

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Due sconosciuti in attesa di sparare durante un safari umano. Un’artista vestita da sposa che attraversa l’Europa in autostop. Un giovane sacerdote, ignaro del suo futuro di papa, in un drammatico corpo a corpo con il desiderio. Gli attentati compiuti nei supermercati da un tranquillo padre di famiglia con la passione per gli esplosivi. Le peripezie di un cuore espiantato, in corsa verso la seconda vita. Un uomo deciso a condividere la casa con un branco di lupi. Fatti realmente accaduti che si fondono a invenzioni folgoranti e brevi digressioni autobiografiche, come la lezione di frisbee al nipotino, nella quale affiora la dolente sterilità di un’intera generazione che ha rinunciato ai figli per le proprie ambizioni personali. La sposa è un unico flusso di pensieri sul presente, lo stesso che da molti anni caratterizza la scrittura di Mauro Covacich e che trova in Anomalie (1998) la sua iniziale scaturigine. Diciassette storie colme di bruciante amore per la vita, scaturite dai recessi di una normalità spesso, a ben vedere, fenomenale.

192 pages, Paperback

First published September 17, 2014

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About the author

Mauro Covacich

33 books30 followers
Mauro Covacich è uno scrittore italiano contemporaneo nato a Trieste nel 1965. Il suo esordio avviene nel 1993 con “Storie di pazzi e di normali” (Theoria 1993, Laterza 2007). Romanzo incentrato su uno dei profili più misteriosi dell’essere umano poichè racconta storie di persone apparentemente normali che improvvisamente diventano efferati omicidi. Tematica molto attuale e che riempie le pagine della cronaca nera dei nostri quotidiani.
La sua attività
Attento alle varie sfaccettature dell’individuo nel contesto sociale contemporaneo, il suo stile caratterizza tutta la sua produzione narrativa. Nello specifico, le successive pubblicazioni sono “Colpo di lama” (edito da Neri Pozza 1995), “Mal d’autobus” (edito da Tropea 1997), “Anomalie” (edito da Mondadori 1998/2001), “La poetica dell’Unabomber” (casa editrice Theoria 1999), “L’Amore contro” e “A perdifiato” editi da Mondadori, “Trieste sottosopra, quindici passeggiate nella città del vento” (edizioni Laterza 2006). E poi ncora “Prima di sparire” e “A nome tuo” e „Fiona“ editi da Einaudi Edizioni. I suoi racconti si trovano in varie antologie della moderna narrativa italiana. Questo ha attirato l’attenzione del comitato scientifico della fondazione americana all’Università di Vienna che nel 1999 gli ha conferito il premio internazionale Abraham Woursell Prize. Premio che gli ha dato la possibilità di dedicarsi completamente ai soui scritti abbandonando definitivamente il ruolo di insegnante di filosofia che sino ad allora svolgeva nei licei.
Ha scritto vari reportage per famose riviste tra le quali “Panorama” e ” Diario della settimana”. Ha realizzato il radiodramma “Safari” ed alcuni radio documentari per la RAI. E ‘ un collaboratore costante del Corriere della Sera del quale è stato corrispondente della prima edizione del “Grande Fratello” la cui esperienza caratterizza l’elaborazione del romanzo “Fiona” , continuazione del romanzo “A perdifiato”.
Il carattere
E’ uno scrittore particolare, innovativo che ha tutte le potenzialità per attrarre l’attenzione dei giovani che intravedono nelle sue opere il riflesso della società in cui vivono con una ricercatezza viva, geniale e velatamente personalizzata. Egli stesso dichiara in alcune interviste di scrivere per capire qualcosa di sè che ancora non sa. Questo carattere abolisce le distanze con l’autore che spesso i giovani avvertono nella lettura di molti testi. Sperimenta progetti innnovativi che vanno oltre la scrittura come il romanzo visivo “L’Umiliazione delle stelle” dove il protagonista è Mauro Covavich nella veste di Dario Rensich il cui filo conduttore è la corsa.

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1 star
8 (6%)
Displaying 1 - 23 of 23 reviews
Profile Image for Nood-Lesse.
429 reviews328 followers
April 13, 2018
Anche se abbiamo quarant’anni (o cinquanta, ma diremo sempre quaranta)

Avevo letto il Covacich di “A perdifiato”, ho preferito quest’opera che lui definisce un filone autonomo rispetto al suo lavoro abituale. Si tratta di racconti in cui alcuni spunti di cronaca sono stati innestati con esperienze chiaramente autobiografiche e dove alcune esperienze autobiografiche sono state ingigantite fino alla soglia dell’horror. Io consiglierei a Covacich di sfruttare questo filone autonomo, non escludo però che vi abbia cavato tutto ciò che poteva. Metto un paio dei suoi spunti:
http://www.corriere.it/cronache/08_ap...
http://www.corriere.it/cronache/14_no...
Qualcuno di voi non li ricorda?
Io non ricordavo questo, o meglio, ne ero completamente all’oscuro:
https://www.youtube.com/watch?v=A1lh9...
Covacich vi ha scritto sopra il miglior racconto della raccolta, chi ha aperto il link nutrirà dei fondati dubbi, vi assicuro invece che è così. È stato molto abile nel preparare il finale, mi ha spiazzato. L’innesto dei ricordi personali in questo racconto è stato fatto con particolare bravura. Mi sono piaciute le voci del trentenne che era stato e del quarantenne che era, nel momento in cui ricordava l’esibizione di Alessandro Bono a Sanremo. In un racconto successivo, Covacich scriverà:
Va detto che, rispetto agli anni di ingenua spacconeria a cui risale la gita veneziana – gli stessi, per intenderci, dell’episodio di Sanremo – mi sono drasticamente ridimensionato, sicché l’autodenigrazione è diventata anche per me il modo più semplice per espiare e insieme proteggere le ambizioni residue.
A giudicare da come il tema della paternità torni sovente nei suoi racconti (era già presente anche in “A perdifiato”) viene da azzardare che lo coinvolga direttamente. C’è una riflessione che ho sottolineato
La sterilità di quelli come me sta tutta nella paura di invecchiare. È una specie di scelta autoconservativa. Fare figli significa smettere di essere figli, significa sottrarre energia preziosa al proprio sostentamento per riversarla nel sostentamento di un altro, significa violentare il proprio egoismo, fare un passo indietro. Si dice che un figlio prosegua il cammino di chi lo ha generato, che continui da dove lui o lei si fermano. Il fatto è che noi sterili vorremmo proseguire con le nostre gambe, continuare senza fermarci mai…
La riflessione continua, ma è giusto che gli interessati la cerchino nel libro.
Il racconto “Un cuore in viaggio” l’ho letto di sbieco con la testa piegata di 30°, come se invece di leggere stessi assistendo a qualcosa di disturbante in tv. “La casa dei lupi” e “Safari” sono sorprendenti
Profile Image for Alfonso D'agostino.
937 reviews73 followers
January 25, 2015
Odio non avere la controprova, ma sono convinto che sarei follemente innamorato della scrittura di Mauro Covacich anche se non fosse nato a Trieste. Ho seguito il suo percorso narrativo esultando per l’uscita dei suoi romanzi e cedendo all’acquisto del Corriere della Sera (che non è il mio quotidiano di riferimento) ogni volta che le sue frasi ne vergavano le pagine.

Chi mi conosce bene mi ha fatto trovare “La sposa” sul comodino pochi giorni dopo la sua uscita. E’ rimasto lì per troppo tempo, perché sono un lettore ansiogeno e protettivo verso i suoi scrittori preferiti, e ogni volta che lo prendevo in mano tremavo al pensiero che potesse non piacermi.
Oggi, completata pagina 185, posso sospirare di sollievo e anche di piacere, perché questi strani oggetti narrativi, a metà tra l’autobiografico e la cronaca, fra il racconto e la poesia in prosa, non ha deluso le mie aspettative.

Covacich è interessante, non riesco a trovare un aggettivo che calzi meglio di questo certamente povero e banale se non inteso nella sua interezza. Che racconti di Cogne o del bagnino punzonatore della piscina che frequenta, che ti fulmini con un pensiero su Alessandro Bono o sul disagio delle periferie romane, i suoi scritti hanno l’invidiabile capacità di costringere al pensiero. E non è più questione di essere d’accordo o meno, di avere idee (mai ideologie) o esperienze contigue alle sue: avverti i neuroni che si mettono in moto, il cervello che riprende a respirare (mi perdonino i medici), la mente tornare a esercitare. Per un lettore è una sensazione stupenda.

Vi segnalo in particolare due dei “racconti” – il termine è limitativo – che compongono l’antologia: il primo la apre, ed è un omaggio sentito, toccante e di una dolcezza inaspettata a Pippa Bacca, l’artista uccisa durante la performance “Il viaggio della sposa” di cui avevo raccontato qui: http://www.masedomani.com/2013/12/09/.... “La sposa” è anche il titolo della raccolta e in copertina primeggia uno scatto della stessa Pippa Bacca che ritrae le sue scarpe a Sarajevo. Nella sua evocativa semplicità, la trovo una delle copertine più belle su cui mi sia stata data grazia di mettere gli occhi.

Vi imploro poi di leggere “Doppia panna”, il racconto della prima gita a Roma della nipotina (triestinissima!) di Covacich insieme allo zio. Una scoperta nella scoperta, l’esempio di come da uno sguardo innocente possano nascere collegamenti, riflessioni, agganci esistenziali. In una parola: pensieri.

http://www.masedomani.com/2015/01/25/...

Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
August 17, 2015
Scritti i un italiano limpido e pulito, questi racconti sono un originale miscuglio di fatti di cronaca, di elementi autobiografici e di inventiva. Spesso più un fluire di pensieri, di associazioni di idee e di spunti di riflessione che una narrazione compiutamente strutturata.

Mi sono piaciuti tutti, ma particolarmente quelli in cui l’affettuoso rapporto con il nipotino Marco fa da sfondo e cornice a considerazioni più ampie.

Io ve li consiglio, poi fate voi. :-)
Profile Image for Sara Cellerini.
122 reviews8 followers
April 4, 2022
Confesso: ho acquistato il libro alla cieca. Non sapevo di cosa parlasse, non sapevo che fosse una raccolta di racconti (altrimenti non lo avrei comprato), non conoscevo l'autore né altre informazioni preziose. Forse non ho nemmeno letto la trama. Ho solo guardato il prezzo (2 euro negli usatissimi di Libraccio), ho visto le molteplici sottolineature e i commenti a margine e la copertina. Ho pensato che qualcuno doveva averlo amato molto, avendolo annotato pressoché in ogni pagina, ma non abbastanza da tenerlo in libreria e riguardarlo di tanto in tanto.
Azzeccato! Ho provato la stessa sensazione: un libro carino, piacevole, che fa pensare, anche commuovere (disclaimer: io piango per tutto. Basti pensare che reputo una delle scene più tristi del cinema contemporaneo la morte della mamma di Nemo mangiata dal barracuda infame), ma che non sento/sentirò il bisogno di riguardare, di sfogliare o di rileggere. Una volta basta. Ora, è questo un buon motivo per dire che un libro è mediocre? Assolutamente no. Il libro in sé e per se è valido, anche se avrei apprezzato una selezione più stringata dei racconti (17 a mio parere un po' troppi) magari un po' più approfonditi. In alcuni mi sono proprio annoiata, altri li ho adorati (vedi quello dell'uomo che vive con i lupi, vedi il safari umano alla fine, vedi l'uomo che si priva della gioia di essere padre per le molteplici ambizioni che la società sterile ti obbliga ad avere).
In definitiva dal basso della mia esperienza di lettrice e ancora più dal basso della mia esperienza di lettrice di racconti mi sento di dare una sufficienza piena (perché il libro la merita, perché l'autore si è impegnato a cercare fatti realmente accaduti, talvolta bizzarri, talvolta romanzati) ma non di più, perché per me resta un libro aneddoto salva serata, del tipo che sei con gli amici, c'è silenzio e te ne esci con "ma sapete che quando i nostri genitori erano giovani c'era uno che metteva gli esplosivi nei prodotti dei supermercati e quando la gente li apriva a casa saltava in aria?"
Profile Image for Surymae.
204 reviews32 followers
October 17, 2017
Gradevole sorpresa, questo La sposa - per quanto si possa definire gradevole una raccolta che ha tra i suoi temi cardine l'omicidio. Il giudizio positivo rimane comunque invariato, perché nelle storie di Covacich non c'è ombra di quella morbosità che imperversa in egual misura nelle frivole trasmissioni del pomeriggio e nei finto-impegnati programmi della sera. Questo si può vedere in particolare nel racconto Cattive madri , sul processo ad Anna Maria Franzoni, oppure nella storia che dà il titolo alla raccolta, la cui narrazione glissa con molta umanità sulle atrocità subite dalla protagonista.
Se non è la spettacolarizzazione del dolore, il fulcro dei racconti di Covacich non è nemmeno il cinismo. A differenza di altri autori più blasonati - inserite qui il nome che volete: Mazzantini, Lagioia, Siti...L'elenco potrebbe andare avanti a lungo - in La sposa gli eventi drammatici hanno sempre ragione di esistere. Viene raccontato il male, ma non per suscitare dibattiti intellettuali che non interessano a nessuno, non perché se non ci metti un po' di degrado sociale i critici non ti calcolano, non perché altrimenti non acquistano i diritti della tua storia per farne un film. Viene raccontato il male perché il male esiste. Punto. Anche nei racconti più autobiografici - come la serie dedicata ai non-figli Covacich riesce ad evitare la trappola della glorificazione di sè, e a far concentrare il lettore esclusivamente sulla storia narrata.
Segnalo infine che l'opera si è classificata seconda al premio Strega nel 2008. Un ottimo risultato, se non fosse che il romanzo vincitore quell'anno era La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, che in sè racchiude tutto quello ho appena criticato, dal dolore un tanto al chilo al cinismo talmente forzato da suscitare noia alla sola lettura della trama. A quanto pare, scrivere onestamente, per la pura soddisfazione di creare arte, in Italia non paga.
Profile Image for Xenja.
697 reviews98 followers
June 6, 2020
Ho invocato inutilmente qualche trama, qualche accadimento. Mi sono annoiata a morte. Non basta saper scrivere, non basta nemmeno essere intelligenti. Ci vuole una storia da raccontare. In passato avevo apprezzato un paio di romanzi di Covacich, ora temo sia diventato come tutti gli altri italiani: scrive per il gusto di scrivere.
Profile Image for sinepudore.
320 reviews11 followers
March 25, 2022
Una ceremonia di nozze piuttosto silenziosa con cui il mondo si unisce attraverso di loro. Il vestito grida ai quattro venti io credo in te, io credo in voi, ma poi ha bisogno che qualcuno l'aiuti a dimostrarlo.
#quote
Profile Image for GGiorgio.
192 reviews5 followers
May 8, 2025
Mi sono piaciuti molto i racconti: sia singolarmente, sia il modo in cui appaiono legati tra loro alcuni dei personaggi, in maniera anche sottile. Intrigante la struttura narrativa.
Stile scorrevole, accattivante, semplice ma efficace.
Profile Image for Stefano Saini.
85 reviews14 followers
May 17, 2020
Proseguendo nella mia ricerca di racconti recenti di scrittori italiani, avevo letto da qualche parte che questa raccolta era stata finalista per il premio Strega, e che l'autore aveva ideato le storie partendo dal contenuto di articoli di giornale. Le buone premesse c'erano, ma onestamente il contenuto è ben lontano dai miei gusti letterari. Si tratta di un libro intimo, ma per una volta non in senso positivo. La raccolta contiene sostanzialmente dei piccoli pretesti per una serie di riflessioni dell'autore che sono a volte rese troppo esplicitamente, risultando più che altro in un ascolto forzato da parte del lettore, oppure semplicemente inconcludenti. I personaggi non hanno alcuno spessore o personalità proprio perché hanno tutti la stessa voce, che è quella dell'autore stesso, che non ci dice assolutamente niente di interessante e prova a ripetercelo in tutto il libro. Lo stile di scrittura, pur non essendo malvagio in sé, mi è risultato per queste ragioni parecchio pedante. Gli unici due racconti che hanno toccato le corde giuste sono stati "Un cuore in viaggio" (un po' troppo facile forse, visto il soggetto) e "La casa dei lupi" che mi è senza dubbio piaciuto. Non a caso queste due sono proprio le storie dove non si sente la presenza invadente e totale dell'autore. Ho apprezzato se non altro il fatto che i racconti fossero in qualche modo legati tra loro, chi più chi meno.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
July 23, 2015
Mi piace il suo stile e sono contenta che sia nella cinquina dei finalisti del Premio Strega 2015.
Profile Image for Serena.
19 reviews
March 8, 2021
Un libro che è in realtà una raccolta di racconti, apparentemente divisi e sconnessi tra loro, ma ci si accorgerà presto che ad unirli ci sono fili conduttori o particolari che non sfuggono neanche al lettore più distratto. Alcuni di essi sono ispirati a fatti di cronaca realmente accaduti, altri ad eventi autobiografici dell'autore, altri sono frutto unicamente della sua fantasia. L'esperimento di Covacich consiste nell'ispirare nel lettore sentimenti e sensazioni contrastanti, che vanno dalla tenerezza dei racconti di zio e nipotino , alla crudezza dell'uomo che vive con i lupi e che sacrifichera' loro la sua compagna, all'artista vestita da sposa che nel tentativo di attraversare l'Europa in autostop, finirà vittima di uno dei suoi "mariti".
Sono tante le riflessioni che il libro ci invita a fare, ma a tratti, soprattutto alcuni racconti, non prendono piede.
This entire review has been hidden because of spoilers.
49 reviews1 follower
January 30, 2018
Il vero voto sarebbe stato 2.5, ho messo 3 perché la scrittura è pulita e scorrevole è l'idea del libro è originale. Si tratta di una serie di racconti che si fondono in parte l'uno nell'altro con personaggi e situazioni ricorrenti. Il problema sono io, ho provato più volte a leggere queste raccolte di brevi racconti ma, a parte qualche raro esempio tipo Murakami, ne rimango sempre insoddisfatta. La brevità di queste storie non ti permette mai di andare a fondo, di immedesimarti, di comprendere appieno... ma ti lascia sempre con una serie di quesiti irrisolti (nel più positivo dei casi) o addirittura nell'indifferenza più totale. Alcune storie sono interessanti, ma la maggior parte sono passate quasi inosservate senza lasciarmi nulla dentro.
Profile Image for Raffa900.
8 reviews
September 27, 2025
premettendo che non apprezzo molto i libri di racconti brevi... questo lavoro di Covacich rimane lì a mezza via... sembra non decollare mai...ho dato tre stelle x quel paio di racconti che mi sono sembrati migliori degli altri...ma credo che 2 stelle sia una valutazione più corretta!
Profile Image for Giada Brugnera.
84 reviews8 followers
June 27, 2024
Non conoscevo questo scrittore, ma devo dire che è stata una piacevole sorpresa. I racconti di questa raccolta sono interessanti e piacevoli, forse un po’ uggiosi ma non banali.
Profile Image for Paolo.
105 reviews13 followers
July 30, 2024
Storie (apparentemente) separate tra loro... Alcune delle quali particolarmente interessanti. Grande esercizio di scrittura. Lo stile di Covacich mi ha catturato.
Profile Image for Riccardo C..
14 reviews6 followers
April 27, 2015
La sposa è invece una raccolta di diciassette brevi racconti che, come dice l'autore stesso nella sua Nota finale, scaturiscono da episodi singolari accaduti all'autore, incontri particolari, fatti di cronaca più o meno conosciuti; tutti subiscono però una distorsione più o meno importante da parte dell'immaginazione dell'autore, arrivando a esiti imprevisti.Malgrado le ottime premesse, sono rimasto piuttosto deluso da questa lettura.

Il problema fondamentale che ho riscontrato è, a prescindere dall'argomento trattato, il modo in cui è concepito il racconto. Un vero e proprio manuale di cosa, a mio parere, non andrebbe fatto. La maggior parte dei racconti, infatti, si conclude con un colpo di scena finale che di solito rovescia le impressioni che il lettore si costruisce durante lo svolgimento della narrazione. o trovo invece che i racconti debbano respirare di più, Covacich tende invece ad andare sempre in fondo alla narrazione, non lasciando nulla di non esplicitato, rischiando però di creare una favoletta asfittica, pronta per essere dimenticata una volta girata l'ultima pagina.

Più riusciti sono invece i racconti dove è centrale l'esperienza autobiografica. Risultano infatti piuttosto coinvolgenti i vari racconti che sono idealmente collegati dal sottotitolo i miei non-figli, dove Covacich riflette sulle scelte di vita che portano o meno alla paternità, e con amara ironia il burbero autore si scontra con l'ingenua curiosità del nipotino.Quando Covacich lascia le vesti di affabulatore sensazionalista e scava nel suo vissuto è molto più efficace. Particolarmente forti sono le descrizioni della sua terra, delle periferie delle piccole città friulane o della Capitale.

Covacich ha sicuramente talento come narratore, ma in questo caso è forse messo al servizio di una materia mai del tutto convincente.

[continua qui --> lamacchiaumana.blogspot.it/2015/04/la...]
Profile Image for Alessandra LaSegnalibri.
14 reviews4 followers
January 13, 2019
Una delle più belle copertine viste ultimamente...scarpe bianche da sposa in primo piano, sporche e stanche. E una storia..quella di un'artista..(non una famosa e sic et simpliciter artista.)..una di quelle vere...che vivendo il proprio mestiere nella pelle, non può che portarlo con sè..sempre..costi quel che costi. Pippa Bacca..ne hanno parlato molto le cronache..qualche tempo fa..in giro, in autostop, con il suo vestito di scena..da sposa..in giro per il mondo vero, fuori dal palcoscenico..Lei e il suo Vestito Bianco, simbolo della bontà del genere umano.."cimelio di una missione ecumenica per conto dell'Arte". lei, giovane donna, che si offre in sposa al mondo tutto..conosciuto e non...ogni passaggio in auto, un matrimonio....Lei, l'immagine stessa della purezza contro il cinismo della società contemporanea che si barrica in casa con allarmi e armi fai-da-te.
La cronaca nera e rosso sangue ha sporcato tanto coraggioso candore e cancellato ad un tempo la fiducia con cui si va incontro al prossimo...gli si è parato davanti il muro, implacabile e brutale che chiamiamo "realtà" e inutile si è rivelata l'Arte che tentava di rappresentare la spinta a scavalcare senz'altro ogni ostacolo al nostro bisogno primario di relazionarci al prossimo senza più paure. E' il primo di 17 racconti o escursioni nell'animo umano..in cui mi sono domandata se sia poi vero che "se ti esponi al contatto casuale con un bel sorriso, l'altro ti premierà".
Profile Image for Lorenzo Del Corso.
14 reviews2 followers
January 29, 2021
Ho scelto di leggere questo libro di Covacich senza sapere che si trattasse di una raccolta di racconti; a scatola chiusa, quindi. Devo dire che sono rimasto affascinato. Certo, non tutti i racconti sono ben riusciti: alcuni sembrano un po' buttati lì, altri semplicemente poco interessanti. L'unica pecca di questi racconti è che l'autore spesso usa il colpo di scena finale, una tecnica che dopo un po' stanca (soprattutto in una raccolta). Tuttavia ci sono certi racconti (La ruota degli esposti, Tor Bella Monaca, La casa dei lupi) che sono veramente bellissimi e intelligenti. Al di là della struttura, del fatto che le storie rimandino le une alle altre, che fatti di cronaca e autobiografia siano intessuti fra loro, l'unità nella lettura è mantenuta dallo stile e dalla capacità di affabulazione dell'autore.
Profile Image for Corinna.
678 reviews49 followers
Read
June 25, 2015
Mi trovo in difficoltà a dare un voto in stelline per questo libro di Covacich, come per le altre raccolte di racconti che ho letto (anche se non sono poi così tante..)
Il fatto è che alcuni racconti mi sono piaciuti davvero tanto (direi tutti quelli del filone "i miei non figli") mentre un paio non mi hanno fatto nè caldo nè freddo e li ho quasi trovati "di troppo"..
Lettura comunque più che consigliata! Con la scusa dello #stregathon ho fatto delle belle letture quest'anno :)
Profile Image for Kaosblu.
52 reviews6 followers
June 23, 2015
Diciasette racconti, alcune storie vere da sembrare finte e alcune storie finte da sembrare vere. Personaggi protagonisti in una storia diventano comparse nelle altre. Elementi di cronaca quotidiana o la sua biografia o semplici pensieri, che Covacich mescola rappresentando l’opera umana.

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Profile Image for Erica Panigalli.
7 reviews5 followers
Read
May 27, 2015
é un po' difficile per me dare una valutazione a questa raccolta di racconti, l'ho trovata molto interessante, sicuramente è uno di quei libri che va letto più di una volta perché i personaggi dei vari racconti ritornano in altri o si intrecciano tra di loro quindi per quanto mi riguarda una rilettura è d'obbligo.
La parola che mi viene in mente quando penso al libro è senza dubbio SOLITUDINE e visto che per me la solitudine è una parte fondamentale della vita lo vedo come un complimento....
Profile Image for Nadia.
22 reviews1 follower
October 9, 2015
Mi sono impegnata a capirlo ma non ci sono riuscita, non lo consiglierei e lo definirei un gran minestrone
Displaying 1 - 23 of 23 reviews

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