Dal prof di "BarbaSophia", un libro illuminante su come la filosofia antica possa essere, per i giovani e non solo, un prezioso baricentro nella complessa epoca in cui viviamo.
Il nostro è un tempo con poche certezze e tante cose che non funzionano più. Una fase storica in cui è difficile orientarsi. Dalla solitudine alla mancanza di dialogo, dall'assenza di verità alla crisi della politica, passando per le inquietudini della tecnologia e il tabú della morte, sono tante le vulnerabilità con cui ci ritroviamo a fare i conti. Per questo, in un mondo in continuo mutamento, la filosofia, a scuola e nella vita, resta uno strumento di comprensione indispensabile e affascinante. E Platone e Aristotele - i due massimi pensatori dell'antichità - possono aiutarci ad affrontare le paure dell'Occidente.
"La filosofia arricchisce e abbellisce l'esistenza umana, rendendola più degna d'essere vissuta"
Saudino ambisce ad un mondo di persone intelligenti e motivate mosse dall' amore per il sapere e la conoscenza con un pensiero critico. Eh, sarebbe bello..
Tra i libri del professor Saudino che ho letto, questo è quello che più mi è piaciuto. Trovo innovativo e allo stesso tempo illuminante il suo tentativo di calare nel concreto insegnamenti tanto antichi, eppure ancora attuali se si riesce a interpretarli con la giusta chiave di lettura. Stimo molto il professor Saudino, poiché è uno dei pochi insegnanti che si sforza di non limitarsi ad una semplice esposizione di nozioni, ripetute uguali a loro stesse negli anni, ma invece di dare agli studenti o, in questo caso, ai lettori, gli strumenti per ragionare con la propria testa e meglio comprendere la realtà. Che poi dovrebbe essere il fine di ogni apprendimento. Complimenti al professor Saudino per il suo lavoro, ma soprattutto per la passione che pone nello svolgimento di esso, che ritengo essere un modo di prendersi cura degli altri, in un mondo sempre più individualista e in cui la divulgazione spesso ha il solo fine di mettersi in mostra (o attrarre guadagni) facendo sfoggio di concetti, magari nemmeno ben compresi. Non è proprio, quest’ultimo, il suo caso, poiché l’amore e la cura traspaiono in ogni parola.🙌❤️
Un saggio che fa riflettere su varie fragilità. Scrivere questo libro con la “partecipazione” di due grandi filosofi come Platone e Aristotele come guide per affrontare le varie vulnerabilità è interessante. In due capitoli mi sono ritrovato e rileggendoli mi sono reso conto di quanto sono cambiato e quanto ancora ho da riflettere su varie questioni.
Il libro propone un viaggio nelle fragilità della nostra epoca, attraverso il pensiero di Platone e Aristotele. Libro piacevole, scorrevole e a tratti anche commovente per le riflessioni che stimola, è sicuramente un testo da avere e da proporre ai ragazzi.
Vorrei aver potuto leggere questo libro quando ancora andavo al liceo e queste cose le studiavo quotidianamente, in modo da poterle capire davvero. Il prof Saudino è una grande risorsa per chi si appassiona alla filosofia ''troppo tardi'' come me.
Credo che io e Saudino non condividiamo la stesso ottimismo antropologico. Lui infatti è un insegnante e io.. boh... chissà? "Sia mai però che io mi perda di combattere per una causa persa"
Diversi passaggi didascalici contribuiscono a caratterizzare i contenuti volutamente divulgativi del testo. L’autore si descrive in modo da risultare l’insegnante che tutti avremmo voluto avere, e probabilmente è anche vero che sia così. Leggere l’attualità attraverso l’interpretazione del pensiero dei due filosofi greci e materia di insegnamento e bene fa a porli in questi termini.
Anime fragili è uno di quei libri che riescono a parlare del presente con una forza rara: una forza che non nasce dalla retorica, ma dalla lucidità dello sguardo. Matteo Saudino osserva il nostro tempo senza sconti, ne mette a nudo le incrinature profonde e ci restituisce un ritratto onesto delle fragilità che lo abitano: dalla solitudine crescente alla perdita del dialogo, dalla crisi della politica a quella della verità, dal dominio invisibile e pervasivo della tecnologia fino alla grande rimozione contemporanea, la fuga dalla morte.
Questo è il primo motivo per cui il libro è potente: perché non distoglie mai lo sguardo e non ci permette di farlo. Saudino mostra che la fragilità non è un incidente del presente, ma il suo tratto costitutivo; e che è proprio lì, nella crepa, che può emergere la possibilità di un pensiero nuovo.
Il secondo motivo è il modo in cui tutto questo viene raccontato. La scrittura è chiara, accessibile, quasi colloquiale, ma senza mai perdere la profondità. A ogni passo, Saudino si affida a due guide d’eccezione: Platone e Aristotele. Sono loro a illuminare il cammino, a offrire categorie e domande che, pur nate secoli fa, parlano con sorprendente precisione ai nostri dilemmi. La filosofia antica non è un cimelio da museo, ma una risorsa viva per capire noi stessi.
E poi c’è il finale, forse il momento più alto del libro: la riflessione sul tempo. Saudino oppone a Kronos, il tempo frantumato, produttivistico e ansiogeno della contemporaneità, Aion, il tempo di qualità, disteso, riconquistato. È così che si chiude il cerchio: la fragilità può diventare forza solo se impariamo di nuovo ad abitare il tempo, invece di esserne travolti.
Ed è anche questo il motivo per cui Anime fragili è, tra tutti, il mio libro preferito del Maestro. Perché è il più filosofico nel senso più bello del termine: non si limita a spiegare la filosofia, ma la pratica. Saudino non fa lezione: esercita un’arte. Accompagna, provoca, interroga, e lo fa con quell’acume e quella chiarezza che sono ormai la cifra inconfondibile del suo stile.
In un panorama saturo di rumore, Anime fragili è un testo che aiuta a sentire. E a capire. E, forse, a ricominciare.