Dopo la morte improvvisa di re Edward IV, Elizabeth di York, principessa amata e all'apparenza fragile, si ritrova intrappolata in una rete di giochi politici crudeli e decisioni imposte. Costretta a sposare suo zio George, uomo ambizioso e spietato, ossessionato dal potere e incapace di amare, Elizabeth vede svanire ogni possibilità di scegliere per sé. La sua esistenza si colora presto di dolore, umiliazioni e silenzi, mentre la corte si popola di segreti, profezie misteriose e passioni proibite. Ed è in questo labirinto di intrighi, che il legame con Richard, il protettore del nuovo re, potrebbe trasformarsi in una passione pericolosa. Mentre il destino sembra imprigionarla in una spirale eterna di sacrificio e segreti, Elizabeth lotta silenziosamente, cercando una via di fuga da un futuro già scritto. Un romanzo potente, romantico e visionario, che riscrive la storia di una delle figure più enigmatiche della dinastia York, rivelando un segreto nascosto tra le pagine del tempo.
Questo romanzo è un intreccio tra storia e fantasia. La protagonista è l'ultima rosa bianca Elizabeth di York, una figura storica poco approfondita, ma che mi ha sempre incuriosita ed affascinata. In questo romanzo appare una donna fragile, priva della facoltà di scegliere il suo consorte; una vita imposta dalle lotte di potere, segnata dal silenzio, dall'oscurità e dalla prigionia. Una moglie scelta con l'unico obiettivo di dare un erede. Una principessa segnata dal peso del rimorso, peccatrice di un amore proibito, un desiderio che non conosce confini. Una donna che non dimentica le sue origini e che nonostante le imposizioni, non intende scendere a compromessi; consapevole però di non poter fuggire al destino, fino a diventare la sposa di Henry Tudor e futura madre del celebre Enrico VIII. Amore e morte si incontrano tra intrighi di corte e lotte per il potere, omicidi per mano di traditori. Una storia bellissima e appassionante. L' autrice ha creato un romanzo ucronistico partendo da "what if..." (cosa sarebbe successo se) rimescolando passato presente e futuro, ipotizzando un destino che gioca con il tempo e ripercorrendo la vita di Elisabetta di York nel suo essere non solo una pedina di un gioco politico, ma anche una donna fatta di sentimenti, evidenziandone l'aspetto umano. Una scrittura affascinante, ammaliante che mi ha catapultata nel passato con l'ardore di vivere nelle emozioni di Elisabeth di York ⭐⭐⭐⭐⭐
Elizabeth Rasicci ci regala un romanzo storico emozionante e coinvolgente, ambientato nel periodo della Guerra delle Due Rose in Inghilterra. Questo conflitto storico diventa lo sfondo perfetto per una storia d'amore struggente e passionale tra Elizabeth York e Riccardo III, il re più controverso della storia inglese. La storia è un meraviglioso arazzo di passioni proibite, amori nascosti e sofferenza, che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. I personaggi sono descritti con cura meticolosa, non solo nel loro aspetto esteriore ma anche nella loro profondità emotiva e sentimentale. Ogni dettaglio è stato curato con maestria, rendendo i protagonisti e tutti i personaggi storici coinvolti estremamente credibili e umani. La lettura è scorrevole e piacevole, con un ritmo che trascina il lettore in un vortice di emozioni, fluida e coinvolgente, tanto che vorresti non il libro non finisse mai. Elizabeth, come scrittrice emergente, dimostra un talento straordinario e una profonda comprensione della storia e dei personaggi che anima. La sua capacità di intrecciare storia e fiction è davvero notevole, e non vedo l'ora di leggere altri suoi libri. In sintesi, questo romanzo è un must per gli amanti della storia e dei romanzi. Elizabeth si conferma come una scrittrice da tenere d'occhio e da seguire con entusiasmo nelle sue prossime pubblicazioni.
Il segreto della rosa bianca 🌹👑💕 Leggere questo libro è stato un viaggio davvero emozionante. La protagonista è Elizabeth, per i più cari Bess e leggendo questa storia sarà possibile crescere con lei. Bess è una donna destinata a fare da pedina in una scacchiera molto più grande di lei. Si trova in un ambiente tossico dove il potere dà alla testa e la lealtà non è scontata. Ha dovuto affrontare tantissimi lutti e traumi, e onestamente mi chiedo come abbia fatto a reggere. La storia con l’amore della sua vita è travagliata e dolorosa, forse una delle più toste di cui io abbia mai letto.
Dickon è un uomo che ha dovuto fare delle scelte complesse per proteggere le persone a cui teneva, e purtroppo ne ha risentito parecchio. Ha un carattere che all’inizio potrebbe sembrare freddo e distaccato, ma se conosciuto bene si notano i lievi e sottili cambiamenti nel suo modo di fare (la scrittrice ha narrato questi passaggi in maniera eccellente). Ho apprezzato moltissimo il modo in cui questo libro riesca a sensibilizzare delle tematiche che sono ancora attuali. Infatti è ambientato in un tempo passato ma molte cose che avvenivano allora succedono ancora oggi. Alcuni personaggi secondari come le sorelle di Bess sono state un’aggiunta molto gradita.
Il segreto della rosa bianca è un libro che vi farà riflettere parecchio, e probabilmente vi farà anche domandare perché il pacchetto di fazzoletti sia già finito, ma è una lettura che consiglio altamente.
✅Questo libro è perfetto per chi cerca una storia di un amore difficile che va oltre il tempo e lo spazio, e che rimarrà nel cuore. ⭐️⭐️⭐️⭐️.5/5 💧💧💧.5/5 🌶️/5
Premessa doverosa: l’ho iniziato due giorni fa e appena finito. E, sia chiaro, come zeppo per tavoli traballanti continuerò a tenerci Gramellini.
Chiusa premessa.
Non conoscevo la storia di Elizabeth di York e Richard III. Per indole, principesse, re e regine mi attraggono poco, sono uno del popolo, e a quello spesso mi dedico. Eppure questo libro mi ha intrigato, e adesso che sono arrivato alla fine ho capito bene perché. È un febbrile romanzo storico, o meglio, lo è, ma solo in superficie, come la pelle lo è rispetto alle viscere. Sotto c’è qualcosa di più antico e universale, una storia d’amore impossibile, una condanna a esistere dentro un destino già scritto, e in mezzo a quel fato che stringe, una sola eresia possibile: AMARE. Amare ciò che il sangue proibisce, ciò che il mondo chiama scandalo e che invece (lo scoprirete solo leggendo) è l’unica luce possibile. Qui l’eros, perché c’è anche quello, è una sorta d’insurrezione, mai d’ornamento. Ogni carezza è una dichiarazione d’indipendenza, ogni abbandono un atto di guerra contro chi ha deciso che quel corpo appartiene ad altri. Ci son capitoli che bruciano con la stessa fatalità del desiderio nella Duras dell’Amante: il corpo come territorio politico e sacro insieme, la pelle come ultima patria libera. E poi quella verità, per me, la più alta dell’opera:
“Ma ditemi, si può mai scegliere davvero da che parte stare? Si può amare solo la quiete o soltanto il fuoco? Ho imparato sulla mia pelle che il cuore umano non è fatto per scegliere. Un giorno desidera il paradiso, il giorno dopo anela le fiamme dell’inferno.”
Luce e ombra. Paradiso e inferno. Eros e Thanatos che ballano abbracciati fino all’ultima riga. Perché tutto, in questa sontuosa ricostruzione quattrocentesca, in cui non manca un pizzico di stregoneria, era già stato detto da una voce in trance, che è insieme sentenza e poesia:
“Né maschio, né femmina, ma sangue di re. La corona grondante non porterà pace. Sul trono di morte il destino si tesse, e la rosa bianca di rosso si veste.”
La rosa bianca che si tinge di rosso: non serve altro per raccontare cosa fa il potere all’amore, e cosa fa il tempo a chi ama. E il tempo, qui, gira. Gira come l’anello… o come quel “cerchio” d’inchiostro stampato sulla trecentocinquantacinquesima pagina: IL TEMPO È CAMBIATO, e tutto ciò che è stato tornerà, perché certe storie non hanno un inizio né una fine, hanno solo un’eternità in cui ripetersi. Un componimento narrativo che ancora una volta ci ricorda quanto effimera sia la felicità e quanti invece siamo i tormenti che ci accompagnano ogni maledetto giorno della nostra vita, fedeli come cani, fino alla morte, e forse anche oltre. E poi, detto da un plebeo, questo più che un racconto storico rivisitato con finezza, è il copione già pronto del prossimo film in uscita. Non portarlo dalla carta al grande schermo sarebbe un’occasione persa, uno spreco di qualità eccelsa. C’è una storia grottesca e sublime, dialoghi già pronti per le bocche degli attori, mancano solo location scozzesi/irlandesi alla Braveheart, un buon produttore, e il lungometraggio è bell’e servito.
P.S. A chi volesse approcciare quest’opera, e mi rivolgo soprattutto al sesso maschile, un suggerimento: prima di iniziare, aprite il libro direttamente sul risvolto di quarta. È lì che troverete la vera opera d’arte. Ora, e solo dopo aver impresso nella mente l’immagine che avete appena visto, di cui avete appena goduto, immergetevi totalmente nella lettura, con negli occhi la protagonista nelle fascinose fattezze della sua stessa autrice. Io è così che ho fatto. Vi assicuro che il viaggio dentro questa storia d’altri tempi, nonostante lo sia già di suo, sarà molto ma molto più… (ci siam capiti, no?)
appena finito di leggere ed ho sentito di dover condividere l’impressione che mi ha lasciato e lo faccio asciugandomi le mille lacrime che il finale mi ha fatto buttare fuori. Allora ad una prima lettura, può sembrare un romanzo storico ben scritto, un what if scritto con ricchezza di dettagli, ambientazioni curate e una precisione che soddisfa chi ama la storia medievale e soprattutto la guerra delle due rose. Ma una mente più attenta e fine non può non accorgersi degli indizi disseminati dall’autrice qua e là, quasi briciole lasciate lungo il cammino che ti spingono verso la verità assoluta e cioè che questo non è solo una storia d'amore bellissima e straziante ma anche un pensiero sul tempo, sull'amore e su tutte quelle sensazioni che proviamo nella nostra vita quando abbiamo il sentore di conoscere bene qualcuno, o di aver già vissuto una determinata situazione. E allora, succede che quando si arriva alla fine e si decide di tornare indietro, a rileggere, tutto assume una chiarezza nuova: ogni frase, ogni simbolo, ogni silenzio diventa improvvisamente parte di un disegno più grande. Un bellissimo ragionamento sul tempo che ritorna in ogni forma. La struttura stessa del libro è una sorpresa. È perfettamente circolare: comincia e finisce con la stessa immagine, con la stessa frase che ritorna... “il tempo è cambiato”, o forse “è cambiato il tempo” dipende da come lo leggi (arrivate alla fine e vi accorgerete di due pagine in nero che vi lasceranno tipo con la faccia da "ma cosa è successo? cosa sta succedendo?") Non importa come lo leggi, l’ordine delle parole, perché il vero protagonista qui è l’anello, simbolo non solo della vicenda, ma dell’intera architettura narrativa. Come un cerchio, non si sa mai dove inizi e dove finisca. Perché così è la vita e così è la morte: un ciclo continuo, senza inizio e senza conclusione definitivi. Non sai mai da dove inizia e dove finisce. Ma c’è una forza che, in questo cerchio, sa ribaltare ogni certezza: l’amore. ed è l’amore che cambia tutto, che sfida il tempo, che ridà significato anche al destino più crudele. Un libro che lascia il segno, e che credo si apprezzi ancora di più alla seconda lettura.
Non è facile trovare le parole giuste per descrivere questo libro. Libro che tra l'altro ho letto sotto suggerimento di un mio amico (si, amico! Perché, udite udite! Piace anche agli uomini!) Non è il classico romanzo storico ma non è nemmeno solo una storia d’amore. È qualcosa di più profondo. È come se, leggendo, si attraversasse un confine sottile tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che, forse, è ancora. Elizabeth di York e Richard III, due nomi che la storia ufficiale ha trattato in modi molto diversi, qui tornano a parlare. Ma non come simboli o figure storiche: come persone. E il loro legame… è qualcosa che va oltre il tempo, oltre la morte, oltre ogni cosa concepibile.
Una delle cose che più mi ha colpita è il senso di ciclicità che attraversa tutto il libro. Come se certe storie dovessero ripetersi, perché certi amori non finiscono mai davvero. Ci sono oggetti che ritornano, segni che si fanno strada attraverso i secoli, coincidenze che sembrano chiamate del destino. E leggendo, ci si sente parte di quel ciclo. Lo stile è delicato, intimo, pieno di emozione. Sembra quasi di sentire i pensieri di Elizabeth sulla pelle. E Richard… è finalmente mostrato nella sua umanità, lontano dai mostri creati dalla storia dagli storici di parte. Per me è stato come risarcire un’anima dimenticata.
E poi c’è il finale. Che non è davvero una fine. È una porta spalancata verso qualcos’altro. Un altro tempo, un’altra possibilità. E quando si chiude l’ultima pagina, resta dentro una strana nostalgia… e una voglia immensa di sapere cosa succederà dopo.
Consiglio questo libro a chi ama le storie vere, non nel senso di “storicamente esatte”, ma vere nel cuore. A chi ha amato senza tempo, a chi crede che certe connessioni non si spezzano mai. E a chi ha sentito, almeno una volta, che il passato ci chiama, e lo dico mentre una lacrima mi scivola giù.
Sono nata nel 1982 e di romanzi storici, nel corso degli anni, ne ho letti davvero tanti. Di solito, quando apro un libro ambientato nel passato, so già cosa aspettarmi. Intrecci di corte, battaglie, amori impossibili, intrighi familiari etc etc Eppure questo libro mi ha spiazzata perché riesce a tenere insieme tutto questo in un modo nuovo, personale e profondamente emozionante. La scrittrice ha preso in prestito figure storiche reali, Elisabetta di York e Riccardo III, e le mette al centro di una vicenda che mescola fatti documentati, ipotesi e suggestioni narrative. Non è la solita cronaca romanzata, ma una storia che ti fa sentire vicina a personaggi che troppo spesso la storiografia o la propaganda dei vincitori hanno reso freddi, bidimensionali, o addirittura “mostruosi” come col povero Riccardo. Qui, invece, emergono come esseri umani, fragili e a volte contraddittori, capaci di amare e di soffrire e non riescono a farne a meno della loro struggente umanità. Ho apprezzato soprattutto due aspetti di questo libro: la scrittura, che è scorrevole ma mai banale, con un tocco poetico che rende viva ogni scena... e la capacità di tenere il lettore sospeso tra storia e possibilità, tra ciò che sappiamo e ciò che avremmo potuto sapere se la storia non fosse stata scritta dai vincitori. Chi è abituato ai romanzi storici riconoscerà molti riferimenti accurati, ma troverà anche quella scintilla in più che rende la lettura unica: la sensazione che il passato non sia davvero passato, che continui a parlarci, a interrogarci, a battere dentro di noi come un cuore che non si arrende. Bello bello bello bello e ancora bello!
Il segreto della rosa bianca è un romanzo storico che riesce in un’impresa rara: restituire umanità a figure spesso schiacciate dalla propaganda e dalla semplificazione, intrecciando rigore storico ed emozione narrativa con grande sensibilità.
La storia si muove nel cuore dell’Inghilterra della Guerra delle Due Rose, ma lo fa da un punto di vista intimo, quasi sussurrato. Al centro non ci sono solo il potere, le alleanze o le battaglie, bensì le conseguenze emotive della Storia su chi è costretto a viverla: le donne, i legami familiari, la lealtà, il senso di appartenenza e la memoria.
La scrittura è elegante e immersiva, attenta ai dettagli senza mai risultare didascalica. Ogni scena è costruita con cura, e i personaggi – in particolare quelli femminili – emergono con una profondità psicologica rara nel panorama del romanzo storico. Non sono simboli, ma esseri umani complessi, attraversati da dubbi, scelte difficili e sentimenti trattenuti.
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è il modo in cui utilizza oggetti, motti e gesti silenziosi come veicolo narrativo: ciò che non può essere detto apertamente trova spazio nei segni, nei libri, nelle parole scritte ai margini. È una storia che parla di potere, sì, ma soprattutto di identità e di resistenza interiore.
Il segreto della rosa bianca non è solo un romanzo per appassionati di storia medievale: è una lettura consigliata a chi ama le storie in cui il passato dialoga con il presente, e in cui la Storia non è mai solo cronaca, ma esperienza vissuta, carne, memoria.
Un libro intenso, colto e profondamente umano, che resta addosso anche dopo l’ultima pagina.
Diciamo che questo è un libro che si muove sul filo sottile tra ricostruzione storica e tensione emotiva, riportando al centro una figura troppo spesso relegata ai margini della grande narrazione dinastica inglese e cioè Elisabetta di York (nonché mamma del più famoso Enrico VIII). Quindi certamente non è solo un romanzo ambientato nel cuore delle lotte tra York e Tudor (la famosa guerra delle due rose) ma è una ricerca sull’identità, sul silenzio imposto alle donne della storia e sul peso delle scelte che non sono mai davvero libere. La scrittura dell'autrice è intensa, curata, con una particolare attenzione ai dettagli psicologici più che agli effetti spettacolari. La corte non è soltanto uno scenario politico ma soprattutto uno spazio intimo di solitudini, paure e desideri soffocati, troppo troppo troppo soffocati. Il punto di forza di quesdto romanzo è proprio questo, restituisce voce e complessità a chi è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso cronache maschili e orribile propaganda. L’autrice sceglie uno sguardo partecipe ma non ingenuo, capace di muoversi tra documentazione e interpretazione narrativa parlando di politica, sesso e amore nella maniera più viscerale e umana possibile, dove i conflitti interiori hanno lo stesso peso di quelli dinastici. Chi cerca battaglie e intrighi serrati potrebbe trovarlo più introspettivo del previsto, ma chi ama la storia vissuta “da dentro”, attraverso lo sguardo dei protagonisti, troverà una lettura coinvolgente e suggestiva. In tutto qusto ci invita a rileggere la storia non come elenco di eventi, ma come trama di vite umane intrecciate, spesso fragili e silenziose (o silenziate, fate voi).
Parto col dire che ho iniziato questo libro l’animo diviso tra la storica e la sognatrice, e alla fine ho capito che non serve scegliere: Elizabeth Rasicci riesce a parlare a entrambe. A quarant’anni, dopo una vita passata tra libri di storia e romanzi ambientati alla corte dei Tudor e dei Plantageneti (anche perché sono cresciuta in Inghilterra e vivo in inghilterra), non pensavo di poter ancora trovare un punto di vista davvero nuovo su Richard III e Elizabeth of York. E invece...come non detto! Eccomi qua! Questo libro mi ha restituito la loro umanità, spogliandoli delle leggende e delle condanne tramandate dai vincitori...o meglio, rendendomele umane, consapevoli, accettabili... NORMALI. La scrittura è elegantissima e scorrevole, ricca di dettagli che rivelano una profonda conoscenza delle fonti, eppure non diventa mai pedante ma sempre viscerale e dolorosa. Ho chiuso l’ultima pagina con una sensazione rara, quella di aver camminato davvero accanto a Elizabeth, di aver sentito la voce di Richard, e di voler sapere dove il destino li porterà nel seguito.
Un libro scritto con il cuore, ma sostenuto da una mente che conosce la Storia e la rispetta e che addirittura l'ha re immaginata. Bello.
Libro struggente che è un viaggio emozionante tra storia, amore e memoria. In questo romanzo raffinato e appassionato, l'autricd rievoca con sorprendente delicatezza una delle figure più enigmatiche e dimenticate della storia inglese: Elizabeth di York. Attraverso una narrazione che intreccia passato e presente, fatti storici e suggestioni intime, Elizabeth ci conduce nel cuore di una vicenda che parla di destino, coraggio femminile e legami indissolubili.
La scrittura è elegante e visiva, capace di rendere vivi i luoghi e i personaggi come se li stessimo osservando da vicino. Ogni dettaglio è frutto di una ricerca accurata, ma la storia non si appesantisce mai: anzi, avvolge il lettore con il ritmo di un romanzo d’amore e il mistero di un grande segreto custodito nel tempo. La storia d’amore tra Elizabeth e Richard III è tratteggiata con struggente intensità. E poi c’è l’anello, il simbolo del tempo che ritorna sempre. Un libro che consiglio a chi ama la storia, ma anche a chi cerca una lettura che tocchi l’anima. Indimenticabile.
"Il segreto della rosa bianca" di Elizabeth Rasicci, ci porta nel cuore della corte inglese del Quattrocento. La protagonista, Elizabeth di York, si ritrova coinvolta in un mondo fatto di alleanze politiche, segreti e matrimoni imposti. Costretta a sposare suo zio, un uomo spietato e calcolatore, deve affrontare un destino che sembra già scritto. Tra passioni pericolose, profezie e una lotta silenziosa per conservare la propria libertà, la sua voce diventa simbolo di coraggio e determinazione. Io l’ho divorato e mi ha emozionata tantissimo: i personaggi sono descritti in modo così vivido che sembrano reali, e l’amore… è raccontato con una forza e una delicatezza che ti entrano sotto pelle. Un romanzo che non solo intrattiene, ma che resta dentro, lasciandoti la sensazione di aver vissuto tu stessa quelle pagine
Un libro che ti tiene incollato dalla prima all'ultima parola. La storia di Elisabeth di York e Richard III, scritto in un modo cosi semplice e unico.
Elisabeth Rasicci, scrittrice fantastica e una donna dall'animo dolce. Che è riuscita a portarmi in terre lontane con un modo unico e dolce che per me è difficile da descrivere. Lo letto in due giorni e l'unica cosa che posso dire è grazie. Questo libro e la scrittrice mi hanno fatto trovare una chiave diversa anche per i miei studi. Questo libro mi ha subito colpito e mi ha scelto, e io sono felice di averlo accolto e amato
grazie ancora Libro che consiglio per gli amati della storia come me e dei romanzi. Un unione perfetta
Ho divorato questo libro in pochi giorni, completamente rapita dalla storia e dai personaggi. L’autrice riesce a trasportarti in un’Inghilterra lontana, fatta di intrighi di corte, passioni proibite e destini intrecciati. La protagonista, con le sue fragilità e la sua forza, mi è rimasta nel cuore, così come l’atmosfera intensa e poetica che permea ogni pagina. È un romanzo che sa emozionare e far sognare, ma anche far riflettere sul peso delle scelte e sul filo sottile che lega amore e potere. Alla fine mi sono ritrovata con gli occhi lucidi e il desiderio di continuare a vivere in quel mondo ancora un po’ <3
Questo è un romanzo storico avvolgente e delicatamente sovversivo, capace di intrecciare la verità dei documenti con la potenza delle emozioni taciute. Attraverso la figura di Elizabeth di York, l’autrice scava nei silenzi della storia per restituire voce, amore e dignità a chi è stato dimenticato o tradito dalla propaganda.
È una storia di memoria, di cicli che si ripetono, di destini che si sfiorano oltre la morte. Un viaggio poetico, struggente e coraggioso tra passioni proibite, misteri sepolti e la necessità profonda di dire la verità. Una lettura che resta nel cuore. E nel sangue.
Vita morte e passione. Un passato lontano in "tempo reale". Una carezza all'anima e una pugnalata al cuore. L'autrice riesce a lenire il dramma come una donna divina che ti culla al seno. Ora, qui, per sempre ed oltre. Un'opera coinvolgente, appassionante, profonda, intensa, scritta in maniera scorrevole e limpida. Un tripudio di emozioni. Leggere questo libro è come dissetarsi. Una sensibilità che ti fa vibrare la coscienza. Spero di leggere altre opere dell'autrice, colta, arguta, attenta e appassionata. Il fascino d'altro e oltre il tempo ❤️
Bellissimo!!!! Mi ha rapita, letteralmente. È un romanzo super intenso, pieno di emozione, mistero e passione, una passione sfrenata che intreccia amore e storia con una delicatezza rara. I personaggi sembrano vivi, soprattutto Richard, che ho amato profondamente e che mi ha aperto un mondo! Tanto che ora sro leggendo "la figlia del tempo". Questi è assolutamente uno di quei libri che ti resta dentro. coonsigliatissimo a chi ama perdersi nel passato con il cuore e con l'anima proprio.
Onestamente io sono stata totalmente conquistata da questo romanzo che con la delicatezza delle sue immagini narrative, sembra che la storia si sviluppa davanti ai nostri occhi. La scrittrice dipinge atmosfere chiaroscuro e ogni scena è un frammento d’arte a metà tra luce e ombra. La storia di Elizabeth e Richard scorre con l’intensità di un ritratto d’altri tempi, catturando emozioni che restano impresse. È un romanzo che non si legge soltanto, si osserva e si contempla.
Ma che romanzo è quesot???? Quella presente tra queste pagine non è solo una storia d’amore ma è un viaggio nel tempo, nella memoria e nell’anima. Ho pianto, ho sperato, ho creduto insieme a Elizabeth e Richard. Un libro che lascia il segno e che non si dimentica. Aspetto il seguo con ansia.