In un mondo dove ogni gesto quotidiano – prendere un aereo, accendere l’auto, mangiare carne – può trasformarsi in una scelta densa di conseguenze imprevedibili, agire diventa un’impresa carica di contraddizioni. Il modello occidentale, fondato sul controllo e sul mito del progresso, mostra la sua crisi l’azione razionale che si propone di risolvere problemi finisce per accrescerli, generando disordine, precarietà, distruzione.
Miguel Benasayag e Bastien Cany propongono una riflessione radicale sull’agire in epoca di complessità e crisi sistemica, decostruendo le logiche lineari e deterministiche che hanno guidato per secoli la modernità occidentale. Non offrono soluzioni pronte né un’ideologia sostitutiva, ma tracciano un percorso teorico e politico verso nuove forme di impegno che non si affidano più a grandi narrazioni salvifiche. Al centro, l’idea di una controffensiva che non si articola nella lotta binaria e verticale contro il nemico, ma si costruisce dal basso, nelle pieghe del quotidiano, come apertura a nuovi possibili.
Dalla crisi dell’Antropocene alla colonizzazione digitale, dal pensiero decoloniale all’ecologia politica, Controffensiva chiama alla resistenza, senza nostalgia né illusioni, e propone una via d’uscita non attraverso l’utopia, ma attraverso la pratica situata dell’esserci, qui e ora.
Un invito a ripensare il senso dell’agire nell’epoca della complessità.
Perché resistere non è tornare indietro, ma aprire spazi di possibilità nel cuore del presente.
Pensare locale, agire locale. E possibilmente oggi.
Questo libro mi ha, giustamente, dato molto da pensare; condivido pienamente le tante critiche al sistema fatte degli autori, condivido il concetto di epoca della complessità e della fine della risoluzione lineare dei problemi, condivido anche le critiche al modello Occidentale ed ai guru delle IA, così come le critiche ai "Compagni" ed all'inseguire le ideologie a tutti i costi, però...però sottostimare così tanto l'efficacia del Potere in quanto motore del cambiamento reale, oppure al lato opposto sottostimare l'operato dei singoli esseri umani al punto di definirli inutili narcisisti, ebbene tutto questo mi sembra abbastanza cieco e presuntuoso da affermare. D'altro lato, capisco (abbastanza) quanto auspicano i due autori ma non è che poi questi si sprechino nel dare qualche esempio pratico in più, di azioni concrete per venire a capo di questo orrido periodo storico non c'è quasi traccia, parole parole ma poi? Consiglio comunque la lettura del libro, sperando che qualche lettore sia poi più ispirato degli autori stessi.