«A notte, per quanto desolata sia la mia anima, non chiuderò le imposte, per lasciar passar le stelle dietro i vetri della mia stanza... Che posso fare per vincere questo incanto?»
Fonte d’ispirazione per generazioni di teatranti e registe, Eleonora Duse (1858- 1924) è stata la più grande attrice italiana della sua epoca. Soprannominata «la Divina», inaugurò una nuova maniera di recitare e contribuì a far nascere il teatro moderno. Nel suo appassionato epistolario – in cui s’incontrano figure come Sibilla Aleramo, Arrigo Boito e Luigi Pirandello –, si rivela sempre pronta a lottare per difendere la sua indipendenza di artista.
A differenza di altri libri nella stessa collana "i Pacchetti", questo non mi ha entusiasmato.
La scrittura della Duse è ampollosa, poetica al limite del comprensibile. Probabilmente è una mia limitazione, ma non ho apprezzato le sue parole.
Altri libri di questo tipo mi hanno trasmesso il mondo sui loro autori, questo no.
Altra nota stonata, non ho apprezzato molto i commenti della curatrice, non perché siano scadenti, ma perché non danno quel "di più" alle lettere, contestualizzandole e arricchendone la comprensione.
Non nego che sia inutile e poco sensato mettere a confronto lettere di autori diversi e edizioni di curatori altrettanto disparati, ma resta il fatto che non ho ricevuto granché da questo volumetto.