“È sempre stato il mio nome, Ornella. Ma ora mi sembra finalmente di averlo scritto di mio pugno.” Più un diario sentimentale che una autobiografia. Pacifico incontra Ornella Vanoni, e nasce questo libro-confessione, in prima persona, intimo coinvolgente. In ogni pagina il pensiero, le emozioni raccolte e raccontate da una donna e artista incomparabile. Tutta la fragilità e tutta la determinazione che l’hanno resa un’icona per generazioni diverse. La malinconia, che predilige purché non si degradi diventando tristezza. O peggio ancora, depressione. Lo humour, inesorabile. Le mille facce incontrate, che ancora vede intorno a sé chiudendo gli occhi. L’amore, sempre, fino all’ultimo minuto. Il ritratto fedele di una donna che, tra un passo cauto e un salto nel vuoto, ha sempre scelto di saltare in avanti.
Memoir, diario intimo, confessione…”bilancio che non ho quadrato mai”…vincente e perdente, appunto. Ma anche divertissment, aneddoti curiosi, ritratti di amici e di amori…anche divagazioni che appaiono spontaneamente lungo il filo della memoria. Ironico, intelligente, riflessivo, mai banale, scritto bene (in collaborazione con Pacifico), specchio fedele di una donna che fino all’ultimo istante è rimasta curiosa, creativa, palpitante. Insomma: viva.
Mi incuriosiva molto questo libro, sia per come ne avevo sentito parlare in termini strettamente autoriali (scritto con Pacifico), sia perché ero curiosa di conoscere un po' meglio il dietro le quinte di una grande artista che ha contribuito a fare la storia della musica italiana. La Vanoni non si risparmia, non lesina dettagli molto personali e molto dolorosi della sua famiglia di origine, dei suoi amori, della sua solitudine. Si entra nel magico mondo dello spettacolo dalla porta posteriore, si spia il lato B di lustrini e paillettes. Mi è piaciuto molto, l'ho trovato toccante e sincero, anche al netto di quello che si sceglie di raccontare. Un libro gentile e onesto che consiglio caldamente.
Non so cosa mi aspettassi. Sono stata spinta alla lettura dalla recensione di Daria Bignardi. Un po’ la capisco, il personaggio Vanoni fa simpatia e Pacifico sa scrivere, peró, sinceramente, l’ho trovato poco interessante.
Un bellissimo memoir: si sente proprio che sapeva che non sarebbe arrivata a Natale, eppure con così tanta serenità. Ciao Ornella!
Cit del cuore: "La malinconia è un sentimento bellissimo. Dolcezza e amarezza sono in equilibrio perfetto. Sono certa che in molti dei momenti che ricordiamo con attimi di assoluta felicità, più che felici eravamo malinconici. In questi momenti insieme al piacere ti accorgi di una leggera sofferenza (...) da sorvegliare però, se perdura, la malinconia si guasta, si trasforma in tristezza. (...) la malinconia non ti paralizza, anzi, ti ritrovi, ti commuovi e la commozione è uno stato di grazia".
Ornella Vanoni, artista iconica si racconta con l’aiuto di Pacifico e ci trasporta attraverso i decenni della sua vita, dalla nascita nell’alta borghesia milanese, all’incontro con Giorgio Strehler e tutta la sua lunghissima carriera. L’aspetto che colpisce maggiormente in queste memorie e l’onestà ed il grande cuore di questa donna immensa che ha riconosciuto i suoi errori, specialmente nei confronti dell’unico figlio, un rapporto poi recuperato nel corso degli anni. Negli ultimi anni abbiamo conosciuto Ornella, la sua spontaneità, intelligenza e passione per l’arte e la musica in particolare e questo memoir aggiunge altri tasselli che riescono a farci amare Ornella ancora di più
Ornella Vanoni, donna straordinaria, con un bagaglio ricco di emozioni, positive e negative, talvolta contrastanti. Una saggezza che viene solamente da chi la vita l'ha vissuta. Non una semplice biografia, di quelle noiose. Un diario sentimentale per conoscere Ornella e non "la Vanoni", per capire cosa si cela dietro a quegli occhi che, nonostante l'età, ancora chiamano e inneggiano alla vita. Che dire: 5⭐
Scritto davvero molto bene, molto bello. L'unica critica riguardo la parte in cui si sussegue una lista di considerazioni delle conoscenze/amicizie di Ornella, che risulta un po pesante. Inoltre ciò che è stato detto riguardo Mia Martini mi ha davvero un po deluso, rispetto a ciò che pensavo rappresentasse per Ornella
Anche se amo Ornella, questo libro poteva tranquillamente essere un podcast. Non avevo programmato di leggerlo, ma era in offerta su Amazon e mi incuriosiva. Ciononostante ho però apprezzato molto il capitolo “Ragazzina”, una lettera alla sua giovane io, toccante e capace di far riflettere.
Libro incredibile scelto dal nostro book club pochi giorni prima della morte dalla autrice. Un testamento quindi, una testimonianza della bellezza della vita, di quanto tutto sommato valga sempre la pensa di esserci ogni giorno, vincente o perdente, vincente e perdente.
Donna che ha amato molto, molto più di quanto è stata amata... artista immensa, ha interpretato brani che rimarranno nella storia della musica italiana... ciao Ornella ❤️
Lei è una cantante eccezionale, il libro è scorrevole e carino, dove si evince la personalità della Vanoni. PS.morta il 21/12/2025 "Noi siamo ciò che amiamo"