A un primo approccio l’esordio romanzesco di Gipi, alias Gianni Pacinotti, uno dei migliori fumettisti contemporanei, sembra essere comico. Si ride persino prima di cominciare il libro, osservando la fotografia in copertina, una spiaggia con un cazzo disegnato sulla riva, parzialmente cancellato dalle onde.
Incipit: Marion, una ragazza di origini francesi da poco assunta come cameriera in un baretto dell’isola, vede Zaky, il protagonista del romanzo. Pertanto, quando la bella Marion fa irruzione nel suo quotidiano, lo sconvolgimento emotivo per il sentimento amoroso è così potente, così inaspettato e totalizzante da procurargli due grosse e ingestibili magagne: l’ossessione della gelosia e un’impotenza quasi totale. A metterli insieme, questi due elementi, non si possono che ottenere risultati angoscianti; così nella mente del giovane protagonista prendono a mescolarsi enormi scenari orgiastici, scene di sesso violente e a dir poco circensi, ammucchiate di perfetti esponenti della migliore (o peggiore) mascolinità pornografica di fronte ai quali la sua immobilità nel basso ventre rasenta non soltanto un handicap ma una vera e propria morte individuale, una scomparsa silenziosa e sofferta.
E' un romanzo molto scorretto, sporco, crudo, ma scritto con estrema schiettezza capace di mettere a nudo la fragilità dei giovani uomini, lasciando la scena ai silenzi che avvolgono i loro lati più vulnerabili. Gipi è sempre stato un grande innovatore e ciò si sente anche in questa prima e forse ultima prova romanzesca, sebbene a tratti la sua prosa sia maldestra.