Ho comprato il libro in fiera, parlando con Amedeo ho voluto dargli una possibilità, convinto dal suo entusiasmo e dagli sforzi dedicati.
Purtroppo sono stato deluso, non tanto per lo stile acerbo, è il primo libro, ho messo in conto di poter trovare uno stile e un'idea considerabile da principiante.
Il punto di forza è il sistema magico, semplice ma variegato, e il mondo che, nonostante non venga molto descritto, ha una base ben pensata.
Purtroppo ha anche molti punti di debolezza.
Partiamo dai personaggi. Hanno una caratterizzazione semplice, che non è un problema in sé per sé, contando che è il primo libro appunto, il problema arriva nel momento in cui le interazioni tra personaggi e i loro cambiamenti sembrano ridotti all'osso e i passi fondamentali non vengono mostrati.
La relazione amorosa tra Keira e Davy, ad esempio, avviene dando per scontato che durante i salti temporali loro si siano conosciuti abbastanza da giustificare questo sentimento.
Parliamo invece della trama: una rivolta contro un potere più grande, dove gli unici ribelli sono dei ragazzini sgangherati, che da un secondo all'altro ottengono la benevolenza del popolo. Comprendo la stanchezza e che la notizia di qualcuno che possa abbattere il dittatore può agitare gli animi, ma nessuno l'ha mai vista, per un po' è stata solo una voce e nonostante tutto gli seguono. Sono riusciti a spaventare le guardie, e poi? Salto temporale e la rivolta va bene. Ok che un passo avanti è stato fatto, ma come è possibile che in poco tempo si sono potenziati così tanto? (Keira non era con loro). Non dico che non ci stia, ma viene reso irrealistico così. Anche la risoluzione della storia è un po' meh.
In generale è un libro scorrevole e piacevole da leggere, il problema è il contrasto tra dei dialoghi e dei temi pensati per un pubblico adulto e il tono della narrazione generale, che si adatterebbe di più a uno YA, finendo così per creare un contrasto che non lo fa rientrare in nessuna categoria specifica.
Ora passiamo al personaggio che meno mi è piaciuto.
Il Maestro Airo, archetipo del maestro che ha appeso l'arma alla rastrelliera per una colpa. Peccato che qui la colpa è di non aver fatto niente.
È un Obiwan che ci ha creduto poco, che dopo aver scoperto che il suo allievo (Blackburn) è cattivo e ha organizzato lui tutte le congiure del caso, decide di andarsene perché il mondo è corrotto e lui vuole stare fuori dal drama.
Non tenta nemmeno di fermarlo come Obiwan, lui se ne va e basta, e il motivo per il quale non dovremmo fidarci di lui è che ha allenato Blackburn.
Morale, spero in un miglioramento dell'autore, perché le idee e la capacità di tenere il lettore incollato ci sono, ma manca il resto.