Ulisse, dannato Ulisse. Come si fa a capirlo, a inseguirne le trasformazioni, a coglierlo in un atteggiamento usuale? Eva Cantarella, specialista di diritto greco e non soltanto, non ha resistito alla tentazione di incontrarlo e gli si avvicina per parlare della sua anima e del suo corpo. Armando Torno, “Corriere della Sera”
Il cuore di Ulisse in un piccolo libro appassionante. Natalia Aspesi, “la Repubblica”
Leggere il sapido libro di Eva Cantarella apre le porte a una riflessione fondamentale sul passaggio compiuto, attraverso l’Odissea, dall’etica fondata sul dominio degli dei e la soggezione degli uomini alla cultura della responsabilità, da cui derivano principi giuridici ancora attuali. “Il Mondo”
Ulisse sfida l’inconcepibile procedendo verso i confini ultimi della sua stessa cultura e nel libro di Eva Cantarella rimescola le carte dell’azione e della responsabilità, ridisegna le sue mappe. È il protagonista di una cultura in movimento, un punto di dinamica tensione, un eroe atipico. Maurizio Ciampa, “Liberal”
Eva Cantarella (born 1936 in Rome) is an Italian classicist. She is professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, and has served as Dean of the Law School at the University of Camerino.
Cantarella is known for examining ancient law by relating it to modern legal issues through law and society perspective. She has researched subjects involving the legal and social history of sexuality, women's conditions, criminal law and capital punishment.
She has written many books, which have been translated into several languages, including English, French, German and Spanish. Cantarella is also editor of Dike - International Journal of Greek Law and a member of several editorial boards such as Apollo - Bollettino dei Musei provinciali del Salernitano; Dioniso; Crime, Histoire et Societés; Revista des estudios latinos; and CADMO - Revista de História Antiga (University of Lisbon).
Cantarella has been professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, Italy. She has been dean of the Law School of the University of Camerino. She has also taught and given lectures at many universities in Europe and the United States. She has been appointed Global Professor at New York University School of Law.
She was awarded the Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic in 2002 by President Ciampi.
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Roma 28 novembre 1936. Grecista. Laureata in Legge, specializzata a Berkeley (Usa) e Heidelberg (Germania). Figlia del grande grecista Raffaele. «Fin da bambina amavo il mondo greco, perché in casa sentivo parlare di personaggi mitologi, dell’Odissea... Ma all’Università mi rifiutai di iscrivermi alla facoltà dove insegnava mio padre. Mi imbarazzava l’idea di essere la figlia del Professore. Così studiai Legge, laureandomi con una tesi sul diritto romano antico e poi dedicandomi, per conto mio, al diritto greco». Insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco alla Statale di Milano. Ha insegnato anche a Austin e alla New York City University. Nel 2002 fu nominata da Ciampi Grand’Ufficiale della Repubblica. L’anno successivo vinse il premio Bagutta con il libro Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto. Ha dedicato una parte dei suoi studi alle donne dell’antichità (per esempio Tacita muta, la donna nella città antica, Editori Riuniti, e Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia, Feltrinelli) e sull’erotismo nell’antichità (La bisessualità nel mondo antico, Editori riuniti). Bei saggi su Pompei: Pompei. I volti dell’amore (Mondadori), e Un giorno a Pompei (Electa) e il suo ultimo libro Pompei è viva (Feltrinelli 2013). Nel 2008 tra coloro che raccolsero l’appello di Angelo D’Orsi per mostrare solidarietà ai 67 docenti di fisica della Sapienza una cui lettera aveva fatto saltare l’invito a Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico (vedi Marcello Cini). Femminista della prima ora, comunista, in prima linea nelle battaglie per divorzio e aborto. «Non sono contraria a scendere in piazza. In una fase in cui siamo tutti incatenati agli schermi, la parola pubblica sarebbe la vera novità» (a Maria Laura Rodotà nel 2009) [Corriere della Sera, 15/9/2009]
Questo saggio della Cantarella analizza i personaggi, gli eroi dei poemi omerici, per evidenziare il passaggio psicologico dalla indeterminatezza di sè alla volontarietà delle proprie azioni. Trasformazione, questa, che avviene con una valutazione del proprio corpo nella propria interezza ed unitarietà, con il cambiamento da una "cultura della vergogna" ad una "cultura di colpa", con la distinzione tra colpe involontarie e volontarie, cioè se dipendono ancora dalle decisioni degli dei, dalle proprie pulsioni emotive o se sono frutto di azioni coscienti.
Ulisse è appunto l'uomo nuovo che sa trattenersi dall'ira ed agisce con la furbizia, il ragionamento strategico, per salvare sè ed i suoi compagni da Polifemo.
"Sopporta, cuore: più atroce pena subisti il giorno che l'indomabile, pazzo Ciclope mangiava i miei compagni gagliardi, e tu subisti, fin che l'astuzia ti liberò da quell'antro, che già di morire credevi". (Odissea)
Non solo: ritornato ad Itaca e preso da furore si vendicherà brutalmente contro i Proci ma saprà anche fare giustizia ponderata nei confronti dei suoi servi: chi si sarà comportato fedelmente avrà salva la vita.
L'autrice, con precisi riferimenti, descrive minuziosamente, anche con il significato etimologico e dinamico del linguaggio in uso, un passaggio antropologico molto complesso dove anche personaggi come Achille ed Elena, che sono quelli più in balia delle forze divine, riescono a prendere posizioni del tutto autonome.
2.5 menomale che era corto perché non ce la facevo più con le letture per scuola. per niente il mio stile ma alla fine è stato meno faticoso del previsto
Il problema della nascita del libero arbitrio in un libello molto autoreferenziale
Gli eroi greci potevano dirsi totalmente autonomi nelle loro scelte, oppure erano guidati dalla longa manus degli dei, eterni burattinai con uno strano senso dell'umorismo? La Cantarella risponde a questa domanda, avvalendosi di numerosi esempi tratti dai due poemi omerici per sposare la tesi che né l'una né l'altra dichiarazione è del tutto vera. L'Iliade e soprattutto l'Odissea sarebbero i luoghi letterari in cui comincia a formarsi l'idea dello sviluppo di una coscienza individuale responsabile delle proprie azioni, con tutti i dubbi, le incertezze e le inversioni di rotta che ogni rivoluzione umana e letteraria porta con sé. Le note e la bibliografia in genere, fatta eccezione per i rimandi dettagliati ad altre pubblicazioni della medesima autrice, sono piuttosto scarni e rimandano la sensazione (errata) che nient'altro di significativo sia mai stato scritto sull'argomento, tranne, ovviamente, i libri della Cantarella stessa.
Trattazione sulla personalità di Ulisse, re di Itaca della mitologia greca, che sia per raggiungere uno scopo che si prefissava (che sia ascoltare il canto delle sirene, o la voglia costante del ritorno alla sua terra) sia quando si trovava ad affrontare molte difficoltà, constantemente cerca la razionalità e il non lasciare che le emozioni dettate dal cuore, prevalgano e gli facciano perdere di vista l'obiettivo. C'è il paragone con Achille, dove contrariamente ad Ulisse, lascia che la sua ira funesta, prenda il sopravvento. Si parla anche del rapporto di rispetto fra questi due guerrieri, così diversi, ma uniti.
Rilettura interessante, dopo aver studiato l'Odissea a scuola mi rendo conto che le tematiche trattate non siano particolarmente approfondite ma comunque molto interessante l'aspetto su volontarietà e involontarietà