Grace è una ragazza che vive nel mondo delle favole, a metà tra sogno e illusione. È convinta che prima o poi incontrerà il suo principe azzurro. Edward deluso dall'amore, cerca invece solo rapporti superficiali e freddi, fatti solo di atti carnali. L’incontro tra i due capovolgerà tutte le loro convinzioni. La passione li unirà in un patto silenzioso, fatto di stanze di hotel ed emozioni represse; lo stesso patto li allontanerà fomentato da sentimenti sempre più grandi da celare. Fin dove si spingerà Grace in questo gioco di passione? Edward rimarrà fedele al patto stabilito?
Questo romanzo è finito nelle mie mani per volere della dea bendata. Infatti lo vinsi tempo fa e ne ho approfittato per portarlo al mare. Un romanzo breve, che si divora tutto d'un fiato. Primo di una trilogia erotica, inventami vede le vicende di Grace, una donna che, come tante, spera ancora nel principe azzurro, nell'amore che si vede nelle fiabe. Una sera, mentre è in un locale con gli amici, un affascinante uomo le offre da bere, senza però avvicinarsi. Il destino li fa incontrare di nuovo e Grace pensa che sia veramente il suo principe azzurro. Purtroppo Edward non è per nulla un sangue blu in groppa a un cavallo bianco, e lo scoprirà fin troppo presto. Edward ha sofferto troppo per lasciarsi ancora travolgere dall'amore. Quando ci si scotta in modo importante è difficile fidarsi di nuovo, quindi lui tiene le distanze, barricando il suo cuore in una fortezza impenetrabile. Ciò che propone a Grace la sconvolge: tutto il suo essere verrà messo a dura prova. Cosa fare? Si sa, a volte ci si brucia anche senza volerlo. Sarà il caso dei nostri due protagonisti? Cosa spingerà Grace ad andare oltre il suo essere? Ce la farà a tener fede ai suoi propositi? Leggete e lo scoprirete. Io sono ansiosissima di leggere il secondo... devo sapere come prosegue la storia! Il finale lascia letteralmente a bocca aperta! Non aggiungo altro, per non levare troppo spazio al romanzo! Sento che ne succederanno delle belle! Grace ed Edward mi piacciono davvero troppo (anche se il secondo a volte l'avrei preso a morsi!)