È quindi barare
considerare i libri dell’università -
quelli che sei costretto a leggere, rileggere,
spolpare, rimpolpare, maledire, pregare -
come libri letti
al pari di quelli
di piacere?
Io questo proprio non so, ma
se considero il gesto
e non il pretesto
allora direi di sì
e non mi vergognerei di ammetterlo al giudice.
Mio signore,
questo testo NON mi ha fatto schifo,
ma non lo consiglio
assolutamente
a nessuno che non si occupi di insegnamento
delle lingue straniere.
Per tutti gli altri:
poco pratico, ma interessante.