Leggendo qualche recensione sul web si ha il forte dubbio che neanche si sia avuto mai il libro tra le mani o che si conosca realmente l'autore.
Nonostante la smania italiana di dover sempre urlare all'apologia appena si parla del ventennio, è davvero difficile ritenere questo libro "pro" fascismo. Innanzitutto perchè l'ottimo Pansa (giornalista e scrittore di assoluto livello) è tutt'altro che vicino a certe ideologie (anzi).
E poi perchè ad esempio della figura di Mussolini e dell'iter della dittatura è scritto tutto sommato poco. Lo scrittore sviluppa, sotto la falsariga di un romanzo, temi storici: il preludio, l'affermazione della dittatura fascista, la sua disfatta. La ricostruzione dimostra come ne sia responsabile, o quanto meno sia stata favorita, inconsapevolmente, da coloro che, altrettanto violenti, l'hanno preceduta. Spiega e, purtroppo, fa capire come la natura umana sia fallace e spesso corruttibile, indipendentemente dall'appartenenza.