«Quindi è questo che si ottiene quando ci si fa il culo per la Congrega?» La domanda di Bianca è un proiettile che buca il silenzio della cella buia e sudicia in cui lei, Ebe, Gizem e Ani sono rinchiuse, accusate di tradimento, per volontà di Clarissa. Del resto, cos'altro dovrebbe pensare chi, come lei, sfuggita a un incubo, ha messo a rischio la propria vita per salvarne molte altre, e poi si è ritrovata in un incubo ancora peggiore? Persino Ebe, che ha sempre creduto nella rettitudine morale della sua Suprema, fatica a trovare un senso a ciò che sta accadendo. Quello che le attende è un processo davanti alla loro Congrega e il rischio di essere condannate e vedere annientata la loro lotta. Fuori Dozza, intanto, si preparano tempi bui. Il Regime, ormai è chiaro, non ha intenzione di tollerare alcuna realtà che si opponga alle sue regole e che cerchi di mettere un freno alla sua fame di potere. Per quello sono pronti a morire. A sacrificare tutto. A spargere morte e distruzione. Ancora e ancora. Ma forse c'è una speranza, per Ebe, Gizem, Ani e Bianca. Per tutti. Forse il dolore seminato inizierà a ribollire, a mormorare nelle menti spaventate. E quando la gente comincia a sentire il sussurro delle sofferenze qualcosa si muove, perché tanti sussurri tutti insieme fanno il rumore del mare e diventano un'onda.
“S’infiammano le stelle” è il secondo e ultimo capitolo della duologia scritta a quattro mani da Tiffany Vecchietti e Michela Monti. La narrazione di questa seconda parte è intrisa di solidarietà, sorellanza, lotta e specialmente rivoluzione. Quella rivoluzione che tuttə vorremmo fare per cambiare ciò che ci opprime e reprime. Nonostante non sia un romanzo perfetto dal punto di vista stilistico, è comunque impossibile non affezionarsi alle protagoniste, non piangere o ridere con loro ed essere trascinate nelle loro avventure. Mi fa sorridere come una di esse (non dirò chi) sia la copia sputata di Tiffany e la maggior parte delle volte sembra di sentir parlare lei! Si percepisce chiaramente l’impegno e la fatica impiegati in questi romanzi e ho apprezzato l’originalità di ambientare un fantasy distopico in Emilia Romagna, mescolando anche qualche elemento del folklore regionale. Avrei preferito che avessero approfondito di più la figura di Jole, la piligrena e che non avesse fatto solo da sporadico espediente narrativo, ma, nel complesso, è stata una lettura piacevole, capace anche di far riflettere su temi molto attuali.
S’Infiammano mi è piaciuto più di Brucia. Non è uno stacco netto, però ho trovato la scrittura migliorata (i dialoghi, specialmente, hanno avuto un miglioramento nettissimo) e la gestione degli eventi più lucida. C’era un piano dietro ogni cosa, e a me non può che piacere quando la progettazione si vede.
Detto questo, ho trovato la componente umana sviluppata BENISSIMO. Il lavoro per distinguere i pov è stato fatto con maggior attenzione e le reazioni individuali a certi eventi sono state tra le mie cose preferite.
Brave ragazze, mi mancherà la vostra gang di sgangherate.
3.75 Non amo lo stile in cui è scritto, ma ammiro e sostengo incondizionatamente questo sforzo editoriale. Un libro che ancora di più parla di sorellanza, resistenza, rivoluzione, di alleati e di coscienza.
Se il primo mi era piaciuto , questo l’ho amato FOLLEMENTE!
Se avete letto il primo libro sapete il finale (trauma) con cui ci avevano lasciate. Sarebbero potute accadere mille cose dentro la congrega di Dozza e devo dire che questo inizio mi ha fatto trepidare dall’impazienza! Le risposte non sono tardate ad arrivare. Gli eventi hanno preso una piega (almeno per me) davvero INASPETTATA! Da qui c’è stato un enorme crescendo : la storia ci trascinava via e ci caricava per il finale. E il finale che finale : non poteva essercene uno più azzeccato ! Carico di speranza e con un messaggio fortissimo di resilienza. In alcuni momenti secondo me questo libro ti spezza , ma non lo fa mai senza volerti insegnare una lezione ed è qui che dovremmo focalizzarci. I libri che ti lasciano qualcosa e che si ispirano alla realtà in maniera così vivida e possibile secondo me sono sempre meno e sempre più necessari.
Mi mancheranno tanto Bianca sboccata e con la sua ironia capace di fronteggiare ogni momento difficile e Ani taciturna ma acuta osservatrice. Gizem forte e sempre pronta a sostenere gli altri anche a costo di darle a qualcuno di santa ragione ed Ebe col suo spirito di sacrificio e il voler fare il bene della congrega a tutti i costi.
A fine di questo libro ci si sente parte della congrega e secondo me questa cosa è davvero la più arricchente di tutte : non è scontato che ci si affezioni ai personaggi ma se capita vuol dire che sono davvero scritti da Dio!
Ottimo lavoro Tiffany e Michela : ora però sarò in lutto per giorni perché mi mancano già tutte !
A volte ho pensato che la cura per il dettaglio sfociasse in ansia protettiva per evitare buchi di trama ed errori. Alcuni elementi spuntano dal nulla come grandi novità che però non trovano forse abbastanza spazio o meglio tempo tra il susseguirsi frenetico degli eventi.
Ma è un libro che ti tiene incollata alle pagine, che vuoi assaporare ma allo stesso tempo divorare. È il secondo capitolo di un racconto che parla di resistenza e rivoluzione, che tratta di violenza, razzismo, queerness, disabilità e molti altri temi senza ricorrere a narrazioni stereotipate.
I personaggi che ritroviamo sono gli stessi di Brucia La Notte ma allo stesso tempo il passaggio di microfono dei capitoli è più chiaro e comprensibile in questo seguito.
Non è un libro perfetto, ma proprio dalle crepe di questa sua imperfezione fuoriescono le fiamme di un grande desiderio di cambiamento, che dal fantasy si lancia come cometa nella realtà di oggi e ci chiede di prendere posizione, di decidere da che parte stare, di immaginare nuovi modi di vivere assieme e di lottare per una società più equa - e credo sia questo il motivo per cui va riconosciuto il suo potenziale.
Quindi grazie alle autrici per aver condiviso questo desiderio ardente.
Ad ogni modo: aspettiamo la trasposizione cinematografica perché una serie dedicata a Brucia La Notte + S’infiammano Le Stelle spaccherebbe tantissimo!
Ascoltato in audiolibro, il seguito di Brucia la notte è interessante tanto quanto il primo volume, forse ancora di più: i dialoghi rendono la narrazione scorrevole, intrecciano la trama tenendola viva e sempre sul punto di esplodere. Le protagoniste sono sempre così reali e l'entusiasmo e il desiderio di portare avanti una lotta è ancora più forte e sentito in questa seconda parte. C'è forse dell'ingenuità in alcune parti della storia, ma la si apprezza e rende questa piccola saga fantasy molto piacevole per luoghi e tematiche.
S’infiammano le stelle è il secondo e ultimo volume della dileggia distopica, ambientata in Italia, scritta da Michela Monti e Tiffany Vecchietti. Specifico quindi che per leggere questo volume è necessario aver letto il precedente – Brucia la notte – altrimenti non si capisce nulla. Questo secondo volume inizia con le protagoniste incarcerate dalla suprema, che si domandano cosa stia realmente succedendo.
Tra omicidi e tradimenti, si scoprirà quanto il potere possa obnubilare la mente delle persone, spingendole ad agire fregandosene delle conseguenze sull’essere umano. Anche in S’infiammano le stelle ci sono i POV che si alternano e permettono di seguire i personaggi in diversi luoghi, oltre a consentire al lettore di avere una panoramica su tutti gli avvenimenti.
Nonostante ci siano quattro POV non si rischia mai di perdere il filo, anzi ti dà la possibilità di comprendere le scelte fatte dalle protagoniste, oltre alla possibilità di sviluppare simpatie e antipatie per alcuni personaggi, giudicare scelte e provare empatia.
La scrittura mi è piaciuta tantissimo perché l’ho trovata coinvolgente ma mai banale o pesante. Mi sono piaciute le scelte fatte per raccontare le tradizioni della congrega e anche le scelte finali, perché necessarie e d’impatto, ma il punto veramente forte e d’eccellenza di questo libro è l’attenzione che si dà a ogni personaggio, mostrando senza remore le loro debolezze, umane e non eroine. C’è molta attenzione alle diverse culture e c’è unicità in ogni personaggio. L’attenzione a ogni sfaccettatura permette al lettore di affezionarsi o meno a qualcuno. E devo dire che tra tutte, quella che mi ha fatto arrabbiare tanto e ho tollerato meno è stata proprio Ebe, che con la sua testardaggine e a volte egoismo, mi ha fatta davvero innervosire. Ho adorato Gizem, Ani e ovviamente Bianca, che piace con pregi e difetti, anche quando dovrebbe stare zitta.
Con questo secondo libro, le autrici riescono a dare una nuova solidità alla dilogia, correggendo alcune criticità del primo volume. Se nel romanzo precedente la gestione dei punti di vista risultava confusa e i dialoghi forzati, qui la narrazione scorre in modo più fluido, rendendo la lettura più coinvolgente.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la caratterizzazione dei personaggi, notevolmente migliorata rispetto al primo libro. Mi riferisco in particolare a Bianca, che mantiene il suo carattere scoppiettante e sopra le righe, senza però sfociare in un eccesso fastidioso. Questo mi ha permesso di provare maggiore affetto nei confronti delle protagoniste e del loro percorso (anche interiore).
La trama, che nel primo volume mi aveva incuriosita al punto da concedere un'altra possibilità alla saga, e che lasciava in sospeso molte domande, trova qui una conclusione convincente. Il finale dolceamaro mi ha soddisfatta: lo trovo una chiusura all’altezza delle premesse iniziali.
In conclusione, S’infiammano le stelle è un seguito ben riuscito, capace di valorizzare un concept che trovo davvero molto originale. Il suo equilibrio tra lotte e emozioni, unito alle suggestive ambientazioni descritte, lo renderebbe perfetto per una trasposizione televisiva — lo vedrei benissimo in veste di una miniserie!
Molto bello anche questo capitolo finale della dilogia Brucia la Notte. Nell' ultimo romanzo sono soprattutto i caratteri delle personaggie Ebe, Gizem, Ani e Bianca ad essere approfonditi con focus sulla relazione tra le prime due. Un approfondimento che non toglie nulla alla potenza ed al ritmo della storia coerentemente al fil rouge che lega a mio avviso entrambi i romanzi: l' importanza che il sapere senza il capire è deleterio. La libertà ha un prezzo alto ogni giorno, qualcuno la può dare per scontata o limitarla alla propria sfera evitandone così di doverne pagare il prezzo giornaliero. Ma così facendo non fa altro che rinviarne il pagamento quando, tolta e messa in discussione, presenta tutto il suo conto senza sconto. Proprio come in questa storia. Leggetela!
Male fa male. Ma in fondo tutte le battaglie lasciano cicatrici e ogni ricostruzione ha bisogno di dolore. Il dolore però può essere condiviso e così fa un pochino meno male. Sorellanza, rivoluzione, battaglie, si ride e si piange ma soprattutto ci si prepara alla lotta.
4.5 ⭐️ onestamente si poteva meritare anche le 5 stelle, soprattutto visto anche quanto mi è piaciuto di più rispetto al primo, ma la scelta di uccidere Ebe non solo mi ha distrutta emotivamente, ma la trovo anche leggermente problematica su un paio di fronti :/
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Un pugno nello stomaco. Avvincente, scorrevole, a tratti divertente ma quando ti distrai SBAM ti colpisce dove fa più male. Se vi è piaciuto il primo, vi piacerà anche questo ma verserete ancora più lacrime. Lotta e resistenza sempre 🔥