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L'Orchessa e altri racconti

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I suoi lettori ormai lo sanno: oltre che una meravigliosa romanziera, Irène Némirov­sky è stata una eccellente autrice di racconti. Ne scrisse per tutta la vita, fino ai mesi che precedettero l’arresto (quando era costretta a firmarli con uno pseudonimo e a farli pagare alla balia delle sue figlie). D’al­tron­de, fra i suoi modelli letterari c’erano Ñechov, Maupassant e la Mansfield, dei qua­­li Irène amava l’asciuttezza, il cinismo venato di pietà, l’abilità nel delineare in poche pagine un intero mondo. Qualità che ritroviamo nei racconti riuniti in questo volume – nove narrazioni folgoranti dove la Némirovsky ripercorre ancora una volta i temi che le sono cari: il destino di rassegnazione e di attesa che segna la vita di molte donne, la solitudine astiosa in cui invecchiano molte altre, gli oltraggi che il tempo infligge alla bellezza, la nostalgia del passato, il rapporto tra madri e figlie. E ritroviamo anche l’irresistibile malia della sua petite musique, di quello stile incantatorio che unisce l’estrema raffinatezza alla massima naturalezza: come scrisse un critico, «se l’autrice raggiunge questa poesia di cenere e d’oro, ciò avviene quasi di sfuggita, involontariamente, per caso».

260 pages, Paperback

First published October 1, 2014

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About the author

Irène Némirovsky

152 books1,813 followers
Irène Némirovsky was born in Kyiv in 1903 into a successful banking family. Trapped in Moscow by the Russian Revolution, she and her family fled first to a village in Finland, and eventually to France, where she attended the Sorbonne.

Irène Némirovsky achieved early success as a writer: her first novel, David Golder, published when she was twenty-six, was a sensation. By 1937 she had published nine further books and David Golder had been made into a film; she and her husband Michel Epstein, a bank executive, moved in fashionable social circles.

When the Germans occupied France in 1940, she moved with her husband and two small daughters, aged 5 and 13, from Paris to the comparative safety of Issy-L’Evêque. It was there that she secretly began writing Suite Française. Though her family had converted to Catholicism, she was arrested on 13 July, 1942, and interned in the concentration camp at Pithiviers. She died in Auschwitz in August of that year. --Penguin Random House

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Profile Image for Marco Freccero.
Author 16 books71 followers
June 5, 2020
Una straordinaria scrittrice francese, una delle voci migliori di quella letteratura, e della letteratura mondiale. Oggi parliamo di Irène Némirovsky e di un suo libro: “L’orchessa e altri racconti”. L’editore è Adelphi mentre la traduzione è di Simona Mambrini.

Questa volta non è un romanzo, bensì una serie di magnifici racconti, forse il primo è un po’ inferiore agli altri, quello intitolato “La commedia francese”, pensato e realizzato come se fosse la sceneggiatura di un film.
Il resto è di eccellente qualità.

Già perché l’idea che i racconti siano un sottoprodotto, al quale l’autore si dedica tanto per ammazzare il tempo è dura a morire. Ma è completamente falsa.
Qui siamo alla prese con un genio.

Certo: abbiamo come sempre i “soliti” temi, i consueti argomenti che troviamo nei grandi romanzi di questa fuoriclasse francese.

(si nota che la adoro? No? Meno male. Pensavo di essere troppo di parte).

Abbiamo quindi questi interni borghesi dove uomini, o donne, sono alle prese con le ceneri di un vecchio amore che in gioventù ne divorava carni e pensieri. Mentre adesso, sul viale del tramonto, si ha a che fare con la disillusione, i tradimenti, le sconfitte amare. E soprattutto l’invidia per i giovani che ancora credono che l’amore possa durare, che la passione sia un fuoco che non si spegne mai.

Sono 9 racconti che la Némirovsky costruisce con la perizia che le è propria, con la precisione chirurgica che da sempre la rende unica.

Per lei la vita è qualcosa di folle e incomprensibile, di feroce. C’è la gioventù scarmigliata, che si getta a capofitto nella vita, e poi c’è l’età matura, dove quei giovani sono diventati adulti e fanno i conti con le occasioni perse o mancate, magari mantenendo in vita sogni grotteschi, come succede nell’ultimo racconto, che dà il titolo alla raccolta.

Il suo è uno sguardo duro, impietoso.
Ho detto: impietoso? Forse ho sbagliato. Non credo affatto che la sua scrittura sia così. Se fosse davvero impietosa credo che non si riuscirebbe a trovare la sua scrittura così piena di fascino. Le sue opere, al di là di tutto, sono un inno alla vita, e se a volte, anzi spesso, il suo sguardo è così chirurgico da apparire, appunto, privo di pietà, è solo perché le sue aspettative proprio nei confronti della vita erano gigantesche.

Come le delusioni che ne riceveva.

Ricordiamoci che lei era di origine ucraina, ma non riuscì mai a essere accettata dalla Francia, in quanto ebrea. Il governo francese non le riconoscerà la cittadinanza, benché lei l’avesse richiesta. Finirà poi per essere arrestata e inviata ad Auschwitz, dove sarà uccisa nel 1942.

Rammentiamo il rapporto con la madre, che con un eufemismo possiamo definire: disastroso?
Ecco: a questo punto possiamo capire da dove arriva questo sguardo solo in apparenza pessimista, tragico, che lei ha sempre nei confronti della vita e soprattutto delle persone.

Come ho detto all’inizio: sono i soliti temi. In fondo chi scrive non fa che tornare sempre agli argomenti che predilige, non fa che riscrivere sempre la stessa storia.

Ma Némirovsky riesce sempre ad affascinare, ad ammaliare con la sua scrittura sempre puntuale, la sua passione per la vita, per la gioventù soprattutto, che va verso un destino di rassegnazione e disincanto, ma lei ancora adesso, e per sempre, sembra sussurrarci: Non importa, non importa. Cerca solo di vivere.

Di vivere.
C’è qualcosa di smodatamente vitale e allegramente sfrontato nelle sue storie, che in questi tempi di stanchezza e omologazione è salutare leggere e rileggere.
Profile Image for Gwynplaine26th .
687 reviews75 followers
April 16, 2023
"Alta, robusta, aveva una sagoma quadrata, ginocchia grosse e lineamenti tozzi, nella sua bruttezza c’era qualcosa di forte e di aspro che mi affascinava”. L'orchessa, che dà titolo alla raccolta, è un racconto breve di ricatto, anaffettività e senso di colpa. In poche pagine un intero mondo, poetica tenue ma incisiva, di Nemirovsky.
Profile Image for sara.
49 reviews2 followers
October 31, 2025
praticamente 5 stelle

Senza parole, ogni racconto è una pugnalata. Se dovessi scegliere i migliori 3 direi
Ida
L’Orchessa
Legami di Sangue

In realtà l’avevo iniziato a inizio anno e poi l’avevo lasciato a metà per non finirlo subito, ma mi ricordo che anche i primi racconti mi erano piaciuti davvero davvero tanto (Ida mi è rimasto particolarmente impresso).

ASSURDO che l’abbiano letto cosi poche persone??? Penso che i racconti siano già conosciuti di per sé, anche perché secondo me ce ne sono almeno un paio ancora più belli de Il Ballo.

Profile Image for Gian.
Author 35 books4 followers
Read
September 12, 2017
I racconti, proposti da Adelphi, in questo volume sono tratti da quelli pubblicati dalla autrice su diverse riviste tra il 1924 e 1941. Niente di eccezionale, che mostrano una Nemirovsky con i soliti pregi e difetti con un crescendo di maturità stilistica col passare degli anni.
I temi sono sempre gli stessi. La Francia medio-borghese con i suoi pregi e difetti, amori e tradimenti, con le sue lunghe riflessioni sull'animo umano e il ritmo lento che già conosciamo.
Il primo racconto, La commedia borghese è un timido tentativo di una sceneggiautura, una bozza informe che è come una minestra insipida. Poi gli altri racconti rientrano nel solco abituale.
Comunque si sta eseguendo un'operazione di marketing editoriale per sfruttare gli effetti della popolarità di questa sfortunata scrittrice.
Profile Image for Rita .
4,025 reviews92 followers
August 23, 2020
CUORI INCOMPRESI

"Cerchiamo invano, chiamiamo invano. E non c'è un cuore che comprenda il nostro. Non una mano che si tenda verso di noi."

★★★★✰: "Domenica", "La confidenza", "La confidente", "L'Orchessa"
★★★✰✰: "La commedia borghese", "Ida", "La partenza per la festa"
★★✰✰✰: "L'inizio e la fine", "Legami di sangue"
Profile Image for Pollapollina Books.
736 reviews68 followers
November 24, 2017
La Némirovsky è come sempre una maestra nel descrivere le emozioni, le debolezze soprattutto dell’animo umano. Ma i racconti mi lasciano sempre un senso di incompiutezza e le tematiche trattate in questa raccolta sono davvero troppo tristi.
Profile Image for Patrizia Caruzzo.
21 reviews1 follower
November 12, 2024
Solitamente non amo molto i racconti, preferisco di gran lunga i romanzi.Ma Irène Némirovsky è fenomenale nell'entrare immediatamente nella psicologia dei personaggi e soprattutto nello svelarne le falsità e le ipocrisie,ed è capace di farlo magistralmente anche nel breve spazio di un racconto.
Profile Image for Maria Luisa.
322 reviews8 followers
June 21, 2022
Un affresco della borghesia di tempi andati, ma che tutto sommato è abbastanza attuale. Solitudine, rapporti familiari conditi da invidia, da incomprensioni, da acidità, da amarezza e da pessimismo (Legami di sangue e La confidenza).
Donne e uomini che non accettano il passare del tempo (Ida), la loro realtà e allora vivono di fantasia, di storie passate (La confidenza), di paure fondate o meno (L'inizio e la fine), di vivere anche per interposta persona che sia figlia o amica (La confidente e L'Orchessa)
C'è poco spazio per positività, ottimismo o speranza nel futuro.
Un filo rosso che percorre tutti i racconti è il perbenismo che ammanta i comportamenti, i pensieri e gli atteggiamenti. Nessun sentimento di bassezza, di meschinità deve apparire.
Appare anche come sia facile credere in una realtà che invece è completamente diversa: forse perché per sopravvivere è necessario convincersi che la situazione sia diversa da quella che è. Potrebbe essere una difesa o semplicemente un autoinganno (La confidente e il personaggio della madre in Legami di sangue).
Lo stile è magnifico, preciso e coinvolgente. A tratti quasi sperimentale come nel primo (La commedia borghese) perché sembra una sceneggiatura cinematografica.
Profile Image for Xenja.
697 reviews98 followers
January 18, 2021
Racconti abbastanza belli. Mi ha colpito soprattutto il primo, che racconta fra le altre cose come si combinavano i matrimoni nella Francia cattolica e bigotta del primo Novecento, proprio come li ha raccontati anche Simone de Beauvoir: sono cose da non dimenticare, quando ci scandalizziamo per certe usanze e certi maschilismi che ci paiono inauditi, nei paesi orientali. Non sono passati nemmeno cent'anni da quando noi facevamo lo stesso.
Profile Image for Cristina.
101 reviews
July 29, 2015
Dopo la brutta esperienza avuta con Saunders, ho riportato all'equilibrio la bellezza dei racconti.
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