«Ho desiderato raccontare un anno di vita di una quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande, che emergevano dalle voci delle bambine e dei bambini con cui ho lavorato per cinque anni, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose e verso l’origine più remota del nostro pensare il mondo». Nei dialoghi degli scolari su argomenti di un programma svolto ponendo questioni e lasciando elaborare soluzioni, intorno a temi che riguardano matematica, scienze, arte e storia, si ha l’impressione di ripercorrere l’evolversi della cultura umana. Si prova la meraviglia del nascere di un pensiero. Così questo libro, che contiene indicazioni concrete per un insegnamento innovativo, non è un burocratico manuale di didattica che si aggiunga a una fila troppo lunga. All’opposto ogni pagina trabocca di spontanea poesia, pur non indugiando in un’estetica compiaciuta del mondo incantato dell’infanzia. Nel diario di un anno di scuola, in cui ciascun allievo è protagonista di una ricerca comune, si mostra il cuore del dialogo didattico: «provare a dare forma al mondo». E una proposta pedagogica nuova, evidentemente capace di cercare un senso all’esistere e al far esperienza, diventa anche un avvincente racconto antropologico.
Parlando di scuola con la mia cara amica insegnante Anna Maria, mi trovo spesso dalla parte del cattivo criticando l'attuale degrado del sistema già a partire dalla scuola dell'obbligo. Le esperienze di cui ci giungono testimonianze tra amici e giornali parlano di insegnanti stanchi e frustrati, genitori invadenti, bullismo, scarsa preparazione di base e carenze di sistema. Che non ci lasciano ottimisti.
Ci si lascia andare al confronto con i nostri tempi, ove nelle scuole c'era un ordine nei ruoli e nei programmi rispetto ad oggi. Ed ai commenti per lo più negativi rispetto ai cambiamenti. Ma la mia amica, conoscendo la realtà sul campo, vede il bicchiere mezzo pieno. Ci sono insegnanti che lavorano bene e ragazzi con voglia di imparare. E mi ha consigliato di leggere l'esperienza di Franco Lorenzoni.
Franco è insegnante elementare a Giove in Umbria ed ha insegnato anche nel difficile contesto della Magliana a Roma. Appassionato del suo lavoro, cerca di applicare ai suoi ragazzi delle elementari un modo diverso di rapportarsi all'istruzione. Leggendo della sua esperienza, salta subito agli occhi che con lui i ragazzi durante l'apprendimento diventano soggetti attivi e non passivi come eravamo noi.
Non sono lì ad ascoltare quanto devono imparare, ma sono stimolati a porsi essi stessi le domande e tra loro anche a tentare delle risposte. Il ruolo dell'insegnante non è più quello del dispensatore di nozioni, ma diviene colui che stimola la curiosità e l'amore per il ragionamento autonomo. E lo fa coinvolgendoli nelle attività più disparate come musica o teatro, filosofia o la geometria degli antichi greci.
Ho trovato le vicende raccontate da Franco estremamente interessanti. Con i suoi dubbi e limiti personali, la sua passione e competenza costruita in tanti anni di aggiornamento ed esperienza, nel principio di insegnare a ragionare prima di tutto. Franco fa sperare che il sistema scolastico oggi in crisi possa essere riformato con efficacia. Per preparare i giovani ad un mondo che cambia di continuo.
Quanto ho amato questo racconto di un anno di scuola primaria. La passione, l'entusiasmo e l'amore di Lorenzoni per il suo lavoro ma soprattutto per il suo ruolo di maestro ed educatore mi ha a tratti ricordato gli scritti di Mario Lodi. Qui Lorenzoni ci porta per mano attraverso l'ultimo anno di scuola primaria di una sua classe tra riflessioni, lavori, approfondimenti e riflessioni adulte. La dimostrazione che una buona (ma dico un'ottima) scuola è davvero possibile! Da regalare a Natale a chiunque lavori con i bambini, ottima idea anche per i famosi "regali alle maestre".
Libro molto interessante e soprattutto istruttivo. Un'avventura pedagogica che offre un sacco di spunti. L'unica pecca (mio personalissimo parere) è lo stile di scrittura. Per il tipo di contenuto avrei preferito uno stile diverso, più incisivo, più profondo. La compresenza di riflessioni di tipo saggistico e quelle di tipo più narrativo sono interessanti, ma forse sarebbe stato più efficace dividerle in maniera più netta. Comunque, lettura consigliata.
Un'esperienza pedagogica raccontata con generosità, passione e amore. Mi ha affascinato molto, ho trovato preziose le parole di un maestro che non smette mai di riflettere sul proprio operato mettendosi in discussione se necessario. Sono arrivato a F. Lorenzoni leggendo di Emma Castelnuovo, mi auguro che la scuola (e anche le famiglie) trovino sempre più il modo di calcare le loro orme.
Un'"opera collettiva" splendida. Chiunque maeatro/maestra dovrebbe leggere questo libro e lasciarsi ispirare dell'approccio del maestro Franco Lorenzoni!