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Bella e perduta: Canto dell'Italia garibaldina

Cos’è oggi Garibaldi? È un linguaggio forte e liberatorio che rompe col politicamente corretto, stronca ogni rigurgito di fascismo e non teme di chiamare le cose col proprio nome. È una topografia corsara che riaccende memorie ovunque e compone il ritratto di un eroe sconfitto, che non può riconoscersi in un’Italia che ha tradito le premesse del Risorgimento. Un uomo appassionato e irruente, capace di prendere in mano la penna per scrivere una lettera infuocata agli italiani di oggi.

In un Paese che in apparenza non si indigna e nemmeno canta più, Paolo Rumiz attraversa borghi, città e campagne incontrando un popolo inatteso, fatto di uomini e donne retti, coraggiosi e – anche nel dissenso – carichi di passione civile, che spesso guardano a Garibaldi come emblema di libertà, giustizia e riferimento ideale per proporre una narrazione diversa sull’Italia di oggi, le sue divisioni, le sue contraddizioni e una memoria che tende a svaporare. Con indosso una camicia rossa commissionata per la traversata dello Stivale, Rumiz si fa protagonista di questa rievocazione avventurosa anche con azioni spavalde, come quando con un commando di “ribelli” si diverte a scalare di notte una ciminiera di Montecchio Maggiore in Veneto, per appendere a quaranta metri d’altezza un enorme tricolore sotto il naso degli antitaliani.

E ci accompagna in un viaggio patriottico fisico, spirituale e pieno di sorprese, che ha suscitato una valanga inattesa di lettere arrivate dall’Italia e anche dall’estero. Fra riferimenti letterari, storici, simbolici legati a una tradizione risorgimentale di ardore e visione, Bella e perduta è un’opera appassionata e, qualità ormai rarissima, capace di unire.



“Quanto è utile servirsi del linguaggio garibaldino per colpire il vacuo blaterare e il brusio di indifferenza in cui ristagna oggi il mio Paese.”

186 pages, Kindle Edition

Published May 27, 2025

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About the author

Paolo Rumiz

58 books161 followers
Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italiano.
Inviato speciale del "Piccolo di Trieste" e in seguito editorialista di "la Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina.
Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.

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Profile Image for Alfonso D'agostino.
1,001 reviews74 followers
June 14, 2026
Bella e perduta nasce da un viaggio speciale compiuto nel 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Lo scrittore attraversò il Paese indossando una camicia rossa garibaldina, trasformando il suo percorso in una ricerca delle tracce più autentiche dell’identità italiana. Lontano dai riflettori della politica e dalle rappresentazioni stereotipate del Paese, Rumiz incontrò amministratori coraggiosi, volontari, insegnanti, associazioni e semplici cittadini impegnati quotidianamente nel sociale e nella tutela del bene comune. Da queste esperienze, e dalle lettere che Paolo Rumiz ha ricevuto come risposta ad alcuni suoi interventi sul tema, nasce una narrazione che alterna meraviglia e inquietudine, amore per l’Italia e inevitabile preoccupazione per il suo futuro.

Leggendo Bella e perduta viene spontaneo pensare a un anziano che sta lentamente perdendo la memoria. L’Italia descritta da Rumiz appare come una nazione che fatica a ricordare se stessa: le proprie radici, le lotte che l’hanno costruita, il senso di appartenenza a una storia condivisa. Come una persona anziana che conserva frammenti vivissimi del passato ma smarrisce il filo che li unisce, anche il Paese sembra spesso diviso tra identità locali, contraddizioni irrisolte e conflitti che impediscono una visione comune. La figura di Garibaldi, storicizzata e banalizzata nel racconto della sua epopea, ne è sintesi perfetta: statue e vie intitolate in ogni comune d’Italia, ma memoria davvero labile sul suo impatto, la sua modernissima visione sociale, le sue lotte.

Eppure, come spesso accade in chi progressivamente perde ricordi, rimangono lampi di lucidità. Sono gli uomini e donne che custodiscono tradizioni, difendono il territorio, promuovono solidarietà e partecipazione, in cui si riconosce un senso di comunità che fa respirare andando oltre la sola denuncia delle fragilità italiane, ma consentendoci la scoperta di un patrimonio morale forte. Paolo Rumiz diventa il cantore di un Paese fragile e smemorato, ma non rassegnato, che continua a trovare nelle energie civili dei suoi cittadini le ragioni per ritrovare se stesso.
Profile Image for Ettore Patriarca.
305 reviews8 followers
June 25, 2025
In un Paese che in apparenza non si indigna e nemmeno canta più, Paolo Rumiz attraversa borghi, città e campagne incontrando un popolo inatteso, fatto di uomini e donne retti, coraggiosi e – anche nel dissenso – carichi di passione civile, che spesso guardano a Garibaldi come emblema di libertà, giustizia e riferimento ideale per proporre una narrazione diversa sull’Italia di oggi, le sue divisioni, le sue contraddizioni e una memoria che tende a svaporare. Con indosso una camicia rossa commissionata per la traversata dello Stivale, Rumiz si fa protagonista di questa rievocazione avventurosa anche con azioni spavalde, come quando con un commando di “ribelli” si diverte a scalare di notte una ciminiera di Montecchio Maggiore in Veneto, per appendere a quaranta metri d’altezza un enorme tricolore sotto il naso degli antitaliani. Lo scrittore ci accompagna in un viaggio patriottico fisico, spirituale e pieno di sorprese, che ha suscitato una valanga inattesa di lettere arrivate dall’Italia e anche dall’estero. Fra riferimenti letterari, storici, simbolici legati a una tradizione risorgimentale di ardore e visione, Bella e perduta è un’opera appassionata e, qualità ormai rarissima, capace di unire.
“Quanto è utile servirsi del linguaggio garibaldino per colpire il vacuo blaterare e il brusio di indifferenza in cui ristagna oggi il mio Paese.” Buona lettura a tutti.
Profile Image for Lord Casci.
326 reviews2 followers
July 30, 2025
L’autore, riprendendo delle lettere che erano arrivate dopo una sua pubblicazione nel 2010, scrive questo libro per esprimere il fatto che il personaggio di Giuseppe Garibaldi non è stato dimenticato.
Attraverso le lettere, l’autore percorre tutta la penisola poiché non è stato dimenticato da chi si ritiene un “vero italiano”.
Ecco l’introduzione alla prima lettura non l’ho capita subito, ma poi rileggendo ho evidenziato il fatto che l’autore scriveva con le parole di Garibaldi di ribadire di essere un vero patriota e che quello che sta succedendo sono fatti gravi.
L’uso delle lettere per comporre questo libro l’ho trovato un’idea molto interessante.
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