Et musikalsk undergrunnsmiljø, et himmelrom av sang. Det er himmelsk sang plateprodusenten Jim Gystad en bakrusmorgen får høre i Vinger kirke. Stemmene fra benkeraden bak ham formelig løfter ham inn i evigheten, bort fra den trauste liksombluesen som han til daglig prøver å puste liv i. Og for første gang på lenge slipper meningsløsheten taket. Det er De Syngende Søsknene Thorsen som befinner seg i forsamlingen. I forgangne år har de turnert USA og solgt hundretusenvis av plater, singler med titler som "Det er mitt kors å bære" og "Tretti sølvpenger oppå vår Faders bibel". De fant alle tre kjærligheten. De mistet den. Og de opptrer ikke mer. Etter dette er Jims liv egentlig bare fylt av én ting: Han vil vekke sangen til live hos De Syngende Søsknene Thorsen. Han blir satt på de vanskeligste prøver. Og det vanskeligste av alt: å bringe kjærligheten tilbake i livet deres igjen.
Io esattamente non so dirvi cos’abbia di speciale questo romanzo, ma è un romanzo molto speciale. Per l’atmosfera pervasa da un certo senso, come dire, di tenerezza e di empatia. Jim Gystad è un discografico di successo che vorrebbe trovare un nuovo artista da produrre che gli faccia ritornare la scintilla della passione per il lavoro che fa. Gli artisti che lo fulminano sono un trio di ottantenni che si sono ritirati a vita privata dopo una discreta carriera nel settore della musica religiosa. Voi capite che con queste premesse il libro, essendo scritto da uno scrittore scandinavo, potrebbe prendere una piega ultra sarcastica o ultra esistenziale/moralista. Invece non succede nulla di ciò. Le vicende hanno un lato ironico, come no. E un lato drammatico. Un finale bellissimo e triste, ma non troppo. C’è della musica (hey, chi leggendolo non si chiede: chissà che voce avevano i Thorsen? La voglio sentire). Credo che tutto si basi sull’equilibrio nel chiedersi quante sorprese può riservare la vita, sia in positivo che in negativo. Ed è anche un grande romanzo sull’accettazione, del sé, degli altri, di diversi punti di vista, dell’avere una fede, dell’avere qualcosa in cui credere, della sconfitta e del fatto che le beffe esistono e nostro malgrado a volte ci tocca sorridere anche quando ne rimaniamo vittime. È un romanzo straordinariamente lieve che riesce anche a essere profondo. È proprio bello. Ma non vi racconterò altro perché non sono capace. Dovete leggerlo da voi.
Bellissimo. Non ho altre parole per descrivere un libro cosi. Sicuramente gli aggettivi intimo e delicato, si accorderebbero bene alla particolare storia che lega il povero Jim, produttore in piena crisi d'identità, ed i tre fratelli Thorsen, capitanati dal burbero Timoteus. Un libro che lega la musica alla propria storia personale, ed il tutto viene fatto in maniera allo stesso tempo sottile e intensa. Assolutamente da leggere.
Sex, drugs and rock´n roll.. wait no. Sex, Jesus and Rock´n roll. That is more like it in Henriksen´s world. But most of all he writes so beautiful you want to cry. He can write about anything beautifully. You will be touched. And this book about the rediscovery of three 80 year old musicians that went on tour in the US in the 60s is magnificent. Pure love.
Il protagonista di questo romanzo mi ha per certi versi ricordato uno dei personaggi di Nick Hornby (che, per chi non lo sapesse, è tra i miei scrittori preferiti) ma con un twist tutto scandinavo ad arricchirne il carattere. Jim Gystad è un quarantenne che per tutta la vita ha fatto il discografico avendo a che fare con quello che lui stesso riconosce essere il lato peggiore della musica: quello della produzione commerciale. Una mattina qualunque si trova ad assistere al battesimo del figlio di un suo vecchio amico e viene folgorato da tre voci che intonano inni sacri: sono i tre fratelli Thorsten. Timoteus, Maria e Tamar Thorsten sono tre personaggi estremamente ben delineati: ultraottentenni norvegesi con un passato da rockstar degli anni '70. Ma non delle rockstar normali, no, i Thorsten sono diventati famosi per aver portato in tour negli USA dei '70 gli inni sacri pentecostali. Cosa potrebbe mai uscire da questo incontro fortuito (o forse già scritto nelle stelle)? Un romanzo incredibilmente profondo ma di godibilissima lettura che ci porta nella quotidianità di un piccolo centro della Norvegia e, al tempo stesso, ci racconta La Vita in senso assoluto. Un testo davvero interessante che sono entusiasta di aver recuperato. Questo è il primo romanzo di Henriksen tradotto in italiano, speriamo non rimanga l'unico!
Un libro stupendo! Lo consiglio a chi ha perso la speranza nel potere della musica e a chi pensa che le cose debbano essere fatte entro...altrimenti è troppo tardi! Non abbiamo mai finito di imparare! Grazie Levi Henriksen!
Veldig bra skrevet til tider, men hovedpersonen var litt frustrerende og til dels et blankt ark. Det i seg selv trenger ikke være noe problem, men her tok han noen valg som man egentlig ville trengt en del karakterisering for å kunne forsvare.
Mano a mano che la lettura procede mi sto ricredendo... La parte spirituale e umana del personaggio emerge, e il suo attaccamento all'arte musicale pura, lontana dalle logiche commerciali, fa risuonare in me le corde giuste. Mi piace come riesca a trasmettere la distinzione di quel senso di purezza nei suoni prodotti dalla musicista, al netto di tutte le brutture e le vicende della vita raccontate, e di come questo lo riporta sempre a uno stato di calma e pace. Attendo il finale!
* * * Terminato! È sempre bello ricredersi. Non fermarsi alle prime impressioni, in questo caso, ha ripagato! La ricerca del momento di perfezione, autentico, seppur breve ed effimero, é probabilmente quello che ci fa attraversare la vita, senza sapere quando si manifesterà. Adoro questo concetto e sono stata molto felice e sorpresa di trovarlo in questo libro. Non sarà alta letteratura... ma non sempre serve quella per accedere a letture genuine. Consigliato!
Mi ero appuntato le ispirazioni e i riferimenti rock (palesi o nascosti) di cui l'autore ha parlato nella presentazione del romanzo a Più libri più liberi (Roma, 2017). E ora, dopo averlo letto, spiffero tutto sul MySpiace! 😉 http://www.myspiace.it/norwegian-blue...
Sono inciampato per caso su questo libro, cercavo altro, ma per fortuna quando mi sono accorto che non era utile al mio obiettivo ho pensato comunque di leggerlo prima di restituirlo alla biblioteca. Cosi' sono entrato, piano piano, nel mondo dei fratelli Thorsen, nei loro vezzi, nel loro dono, nei loro dolori. E come Jim anche io sono entrato in confidenza con loro, con i paesaggi, con il fiume.
Anche se qualche passaggio nella storia non e' proprio lineare, il personaggio del nipote di Tamar non mi ha convinto ne' mi e' piaciuto, e ci sono un paio di punti oscuri del passato, uno in particolare, che nel loro mistero risultano un po' forzati. In ogni caso e' stata una bellissima lettura.
Początkowo miałam wrażenie, że czytam kolejną książkę Nick’a Hornby. Samotny facet po czterdziestce, pracujący w branży muzycznej i dla którego muzyka jest życiową pasją, a do tego „męski” humor. Potem niestety było tylko gorzej. Przewidywalna historia, schematyczni bohaterowie bez rysu psychologicznego, wszystko strasznie czarno-białe. Ratuje tę opowieść ładny język, okładka i wątek wypalenia zawodowego bohatera. Ale nic bym nie straciła, gdyby na te książkę nigdy nie trafiła.
Norwegian blues è uno di quei libri che ti conquista piano piano, pagina dopo pagina , alla fine e solo alla fine ti accorgi di quanto fossero diventati importanti il trio Thorsen e Jim Gystad. Jim è un uomo alla deriva, senza l’ombra di dubbio un ex sognatore, uno per cui la musica è molto più di una bella copertina e buoni profitti, ha bisogno di qualcosa, di una scossa, di un segno, e questo segno si incarna in un trio di ottantenni con una storia misteriosa alle spalle e voci capaci di scuotere l’animo di chi li ascolta. Norwegian Blues trasuda Fede, la fede che Jim prova nel sentire il trio Thorsen cantare. La fede per un nuovo domani, un domani migliore e diverso dai precedenti, fede che ben presto si trasforma in certezze e serenità nel trovare finalmente la propria casa anche in una vallata sperduta della fredda Norvegia. “ Beato chi osa camminare sulla propria strada e chi si batte per quello in cui crede. Che sia l’amore , Dio, o il bisogno di andare lontano prima di poter tornare a casa.” Queste pagine sono il ritratto di un paese ricco di storia , con radici profonde quanto il mondo che dimostra quanto il tempo sia irrilevante in confronto al susseguirsi dell’eternità.
Un mediocre produttore musicale incontra i fratelli Thorsen in una chiesa, in occasione del battesimo del figlio del suo migliore amico.
Maria, Timoteus e Tulla cantano e suonano magnificamente e, anche se ottuagenari, con una forza e un entusiasmo tale da scuotere i cuori e le anime di ascoltatori appartenenti a ogni fascia d'età. Il produttore vede loro grande potenziale di successo e vuole ingaggiarli ma ben presto si rende conto che non è questo quello che più conta in Norwegian Blues di Levi Henriksen e il dietro le quinte della narrazione non è meno intenso, variabile ed emozionante di un album perfetto, il migliore mai prodotto nella storia della musica che va dai mitici anni '60 a oggi.
Dolce e amaro davvero, proprio come racconta la descrizione. È una storia che apre una porta sull'amore, nelle sue forme più care agli esseri umani: l'amore per la natura, l'amore per la musica, l'amore fraterno, l'amore perduto per sempre, l'amore perduto ma poi ritrovato, l'amore amicale. E racconta la vita e le sue infinite e inevitabili declinazioni, e la sua forza che ti traina o che ti sprofonda. Ma soprattutto la potenza della musica; quanto conta avere la canzone giusta nei momenti della vita, nella buona e nella cattiva sorte. La musica è come una medicina che allevia il dolore, le ansie, lo sconforto. È stata una lettura piacevole, e mi ha insegnato che non val la pena correre come detta la società. Meglio una passeggiata tranquilla godendosi il paesaggio.
"Se davvero non tutto il male vien per nuocere, vale anche il contrario e la vita non è mai un aut aut. Saranno anche i realisti a costruire ponti e strade nel mondo, ma non sono certo loro a spingere gli uomini a percorrerli".
Jim Gystad è un discografico disilluso che incontra per caso i fratelli Thornsen (Timoteus, Tamar, Maria) e il loro gospel/gipsy blues religioso. Folgorazione sulla via di Damasco. Si trasferisce da Oslo nella cittadina dove vivono, ed entra nelle loro vite; e i Thornsen, indelebilmente, entrano nella sua. Niente sarà più come prima. Meraviglioso, tenero, crepuscolare.
Ikke denne, men Som vi forlater våre skyldnere. Tre lange fortellinger i kjent Henriksen-stil. . Den første om en gutt som lengter etter en far som kan kjøpe apachesykkel til ham, men som "er i krigen", dvs han er reist fra Ham og moren, men hun fornekter det. Den andre om Enok og storebroren Seth. De er gode venner, fra Skogli, og har delt oppveksten sin med en streng bedehusfar. Da Enok møter brorens kjæreste blir han gald i henne som en kamerat. Men på utdrikningslaget hennes ringer hun ham for at han skal redde henne. Han kjører henne hjem, men kjenner seg tiltrukket av henne, noe han opplever som utroskap mot broren og sin egen kjæreste, Rita. Lest til s 104
Herlig om de syngende og spillende søsknene Tamara, Timoteus og Maria Thorsen, og plateprodusenten Jim Gystad. Her er det hallelujastemning til siste slutt! Det må være den beste pinsevenn-romanen siden Tor Edvin Dahls «Guds tjener» som jeg mottok som velkomstbok i Den norske bokklubben en gang på første halvdel av 80-tallet. igjen - Levi Henriksens univers inntast best formidlet med forfatterens egen røst.
Durante tutta la lettura, ho cercato nella gente che incontravo per strada i volti di Timoteus, Maria e Tamar e ad ogni pagina ho immaginato di sentire la loro musica. È stato un continuo crescendo e quando ho girato l'ultima pagina, ho sentito subito una sensazione di vuoto, come se mi fossi appena svegliata da un sogno. Da leggere ASSOLUTAMENTE.
Quello che mi porto dietro è l'unica frase che ho sentito il bisogno di sottolineare, "a volte il successo più grande sta nel fallire invece che ripetere sempre lo stesso successo", e che ho ritrovato sul retro della copertina. Porto con me la musica dei fratelli Thorsen (peccato non poterla sentire) e le loro storie del passato, di vite intrecciate e indipendenti.
Plateprodusenten Jim Gystad er i bakrus og besøker Vinjer kirke. De tre Syngende Søsken Thorsen sitter på raden bak ham og synger så vakkert. De tre søsknene har tidligere turnert i USA og solgt masse plater, men nå opptrer de ikke lenger. Jim forsøker å få dem til å gjenoppta dette. Sterk sang om bedehusland, falskneri, familiekonflikter og gammel kjærlighet. Overraskende avslutning.
Questa si che è letteratura! La storia serve a sviluppare una scrittura direi perfetta da parte del miglior scrittore dell'østlandet. Definitivt den beste forfatteren fra Konsvinger, etter dette mesterverket vil jeg lese alle bøkene hans, og kanskje vil jeg oversette noen av dem!
“A lottare con il diavolo, che si vinca o meno, ci si ritrova pieni di bruciature. La vita è piena di diavoli, alla fine ne trovi sempre uno abbastanza piccolo da riuscire a vincere senza bruciarti”