Mostruosa leggerezza
Questo racconto lungo di Doyle era sfuggito ai miei radar, da sempre in massima allerta quando si tratta del genio irlandese, finché non l'ho visto transitare qui su Anobii. Peccato veniale il mio, perché davvero non se ne trova traccia in rete, persino la pagina di Wikipedia su Doyle non ne fa cenno. Un silenzio che trovo inspiegabile dopo averne ultimato la lettura, con quel misto di divertimento e pura angoscia che solo la scrittura distillata da Doyle riesce a farmi provare.
L'amico Di Una Vita esce nel 2016, ed è chiaramente la prova generale per Smile - uno dei romanzi più straordinari e terrificanti che abbia mai letto - che uscirà due anni dopo. Non faccio spoiler ma la dinamica, per quanto diversa, ha una radice comune molto forte e uno sviluppo quasi parallelo, oltre che un finale, in entrambi i casi, di enorme impatto.
Non si può parlare troppo del contenuto senza cadere nella sinossi (non sopporto le recensioni-riassunto) o peggio nello spoiler, ma il tratto surreale del racconto è dichiarato nella prima riga: "Ho rivisto Joe la sera prima del suo funerale." Tutto il resto è un progressivo disvelarsi di questo incontro, durante veglia funebre per Joe.
Le recensioni parlano di humour e divertimento. Sarà. Per l'amor del cielo, l'ironia non manca, anzi, soprattutto all'inizio ce n'è a secchiate. Ma pensavo di trovarmi di fronte a qualcosa di simile a "Un anno alla grande", e invece. Sotto uno strato di scanzonata irriverenza, dietro i dialoghi scheletrici "alla Doyle", si cela un nucleo di puro orrore.
Non è vero che si parla di amicizia, non credeteci. Qui si parla di colpa, paura, tormento. Qui si parla di inferno. Ma lo si fa con la leggerezza mostruosa di uno scrittore inarrivabile.