Prissy Montgomery non ha esattamente un matrimonio scoppiettante. Da mesi infatti tutte le sue forze sono concentrate per evitare rapporti sessuali con suo marito. Nessuna ragione precisa, è solo che da un po' di tempo non può fare a meno di vedere Howie attraverso una lente deformante che le rende fastidioso persino il modo in cui mastica. Figuriamoci il resto! Così, tra un raffreddore stagionale e un'infezione particolarmente tenace, finora se l'è cavata più che bene. Ma questa sera sembra proprio inevitabile: Howie l'attende al varco per parlare e... chissà cos'altro. Al rientro dal lavoro, però, pare tutt'altro che intenzionato a passare una serata romantica. E quando pronuncia la parola ''divorzio'', lei rimane letteralmente di stucco. Comincia da qui l'esilarante avventura della giovane Prissy che, nel tentativo di voltare pagina, torna nel paese in cui è cresciuta, dove ritrova le due amiche d’infanzia, entrambe - nemmeno a farlo apposta - vedove da pochissimo. E cosa c'è di meglio che unire le forze in tempi difficili? E magari far fruttare in qualche modo una vera o presunta ''vedovanza''?
Jill Sooley grew up in Mt. Pearl, NL. She attended Memorial University of Newfoundland where she obtained her Bachelor’s degree in English and Political Science. She pursued a Masters in Mass Communications from the University of Southern Mississippi. Jill worked as a communications director with the government of Newfoundland and Labrador until moving to New York, where she became a publicist with a Manhattan public relations firm, working with such clients as PBS and the Empire State Building. She was awarded the Big Apple Award from the Public Relations Society of America for a public relations campaign she conceived on behalf of the New Yorker Hotel. She left the big city behind to raise her children, eventually settling in to write fiction. Currently, she resides on Long Island with her family.
I know what you're going to say why the terrible one star rating. Well to be totally honest the novel i found didn't have a well thought out storyline, it was Ill conceived, poorly planned and terrible execution. The characters also lacked interest and were not developed thoroughly, in all due respect, it just didn't do it for me to give a better rating, nor would I recommend to others to read, sorry.
No. Non ci siamo. Dal mio personalissimo punto di vista, questo libro risulta illeggibile. Quale che sia il motivo (pessima traduzione? Trama inefficace e priva di mordente?) ho deciso di abbandonare la lettura dopo appena dodici pagine.
It does rely on a number of stereotypes, but I always have to struggle to remember that stereotypes exist because there are multiple real-life examples of them; they become prejudice when one assumes that any stereotype is true 100% of the time about 100% of those who might belong to the stereotyped group. So, yes b'y, this has got more 'n a few good ol' Newfie traditions about it, and it is also, ultimately, an optimistic and hopeful story. There is really nothing to feel bad about in the ending, even if some of things that happen on the way are somewhat cringeworthy.
Il mio primo comandamento quando compro un romanzo, è: Eviterai come la peste il risvolto di copertina. Al massimo leggo la quarta di copertina, tanto sono solo frasi ad effetto o brevi citazioni che non rovinano il piacere della lettura. Se è un libro di cui non ho mai sentito parlare e sono in dubbio tra curiosità e scetticismo, apro a caso in due o tre punti, al massimo leggo l'incipit e mi affido all'intuito. Questo metodo mi ha sempre dato affidamento e, soprattutto, mi salva dal rovinarmi le sorprese leggendo quegli autentici bignamini di trama che, spesso, sono i risvolti. Ecco, ogni tanto il metodo fallisce, ma non necessariamente con esiti deludenti, come in questo caso.
(Aggiungo che, quando acquisto a un mercatino libri del costo di 1 o 2 euro, l'investimento è così esiguo da giustificare il correre qualche rischio; se poi si tratta di autori sconosciuti sul cui valore ho qualche dubbio già in partenza, sono preparata alla delusione, per cui neanche l'investimento emotivo sarà poi altissimo.)
"Il circolo delle giovani vedove" aveva, a prima vista, tutte le caratteristiche della chick-lit senza pretese che fa piacere ogni tanto leggere per tirarsi su tra un saggio, un noir e un classico. Titolo, copertina e incipit mi avevano però ingannato. Soprattutto dopo aver iniziato la lettura con uno scoppiettante: "Non ho nessuna voglia di fare sesso con mio marito stasera, ma non credo che riuscirò a evitarlo" e dopo aver notato la frase "Liberatorio" nel bel mezzo della sovracopertina, mi ero chissà perché convinta che le vedove del titolo fossero simpatiche signore che, diciamo così, davano una mano al Tristo Mietitore per accelerare la pratica. Pensavo a una specie di Irvin Welsch, ad arsenico e vecchi merletti canadesi, a qualche strega di Eastwick con meno magia e più lavoro di vanga. Risentivo già il Guzzanti / Funari d'antan: E' ttanto libberatorio, sapesse, signora mia! Nulla di più sbagliato, come si scopre andando avanti.
C'è poi molto realismo, che nella chick-lit vera, quella zuccherosa, non si trova mica. Ci sono malattie gravi, dettagli disgustosi, turpiloquio, depressione e disperazione. Ogni tanto si sorride, ma non è un romanzo comico, al massimo qua e là grottesco. Oserei dire che se lo leggerà un uomo, non farà fatica ad immedesimarsi nei guai delle protagoniste, perché sono guai universali e unisex, come l'invecchiamento e la morte dei genitori, il tedio del matrimonio, l'invalidità, l'alcolismo, la depressione, il lutto che fatica a guarire.
Insomma, non una lettura per farsi due risate spensierate, anzi. E soprattutto: se cercavate qualche bell'uxoricidio, avete sbagliato libro.
Il libro è un pò fuori dalle righe e la storia è carina, peccato però che sia mancata quella marcia in più per farla decollare. Tutta la storia è narrata dal punto di vista di Prissy: ne vediamo la sua frustazione, paura, allegria e anche incoscienza nel non svelare alle amiche il suo vero stato sociale, per il timore di essere esclusa da quel club che la fa stare bene. I dialoghi partono in modo frizzante, ma si perdono quando si cerca di 'calcare' l'allegria, trasformandoli in noiosi e dalle battute scontate. E' un libro corale, che ci racconta di Prissy, di sua madre e delle sue due amiche: ognuna di loro affronta l'essere una vedova in maniera differente e forse per questo è un pò dispersivo. L'unico personaggio che spicca su tutte è la madre di Prissy che, con il suo carattere, riesce sempre a sdrammatizzare ogni situazione. Durante la lettura aspettavo che arrivasse il momento 'clou', la risata aperta o il motivo che mi facesse consigliare a tutti questo libro, purtroppo non è accaduto se non sporadicamente e non è stato sufficiente per farmi affezionare alle vedove di questo sgangherato club.
Ammetto di essere stata ingannata da un titolo accattivante e dalla promessa di “commedia esilarante, che mette istantaneamente di buon umore”; con un inizio del genere mi aspettavo un romanzo leggero ed esilarante, di quelli che ti intrattengono e che a fine capitolo ti fanno sorridere. Se cercate una lettura del genere, questo libro non fa per voi. MA mi è piaciuto molto. Tralasciando le false promesse inziali, il libro si concentra sulla storia di 3 donne, Prissy, Lottie e Georgia, che si ritrovano improvvisamente senza un punto di riferimento. Obbligate a mettere da parte il dolore, chi per un motivo chi per un altro, la storia parla dell’amicizia di queste donne e della loro voglia di cambiare sé stesse. Nonostante qualche capitolo leggermente più simpatico dell’altro, la storia è piena di drammi familiari e di argomenti abbastanza delicati come suicidio, alcolismo e malattie mentali. Ho apprezzato molto il fatto che il libro è narrato dai 3 punti di vista delle donne perché permette al lettore di seguire la storia a 360 gradi. Molto scorrevole lo stile di scrittura dell’autrice, che riesce a tener incollata alle pagine.
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Sembra ironico, mi ricordo di averlo scelto in libreria proprio per questo motivo, ma iniziando a leggerlo, ricordo di aver pensato che di ironico c'è ben poco, ma ben distribuito nella lettura. Il libro, infatti, narra le storie di tre donne, delle loro solitudini e di sogni infranti. Alla loro vita matrimoniale avevano affidato, come sempre accade quando si è innamorati, tutte le loro aspettative: un uomo da amare, il matrimonio, i figli e il lavoro. E poi? E poi una delle tre donne rimane davvero vedova in giovane età, l'altra ha il marito alcolizzato e depresso, e l'ultima è stata lasciata dal marito per un'altra donna e allora finge di essere vedova. "Il poveraccio è morto senza palle" rimarrà per sempre una delle mie citazioni preferite, leggere per credere.
Cosa farebbe vostra madre se vostro marito decidesse un giorno, dopo 15 anni di matrimonio e un figlio, di chiedervi il divorzio e ammettere di avervi tradita? Probabilmente vi starebbe vicina, vi invoglierebbe a fare un viaggio per distrarvi. La madre di Prissy, una delle protagoniste di questo romanzo, invece ne simula la morte dopo una lunga malattia, con tanto di necrologio sul giornale e organizzazione della cerimonia funebre. Cosa succederebbe se altre due donne a cui è morto davvero il marito ti coinvolgessero in un gruppo di sostegno per giovani vedove? E se il tuo Fantomatico marito morto ti venisse a trovare venendo a scoprire cosa ha ideato tua madre? Scrittura molto scorrevole. A tratti esilarante, a tratti intenso. Ideale da leggere sotto l'ombrellone.
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Sarò onesta, ho iniziato questo libro attratta dalla dicitura in copertina "una commedia liberatoria" e perché stavo attraversando una fase di blocco del lettore. La premessa iniziale, se ben sfruttata, poteva contribuire a rendere questo libro esilarante. Non è stato così. Non posso dire che sia un brutto libro, scritto male, al contrario è scorrevole e la storia mi ha riportato alla mente film come "Fiori d'acciaio", ma... Non è il mio genere. E onestamente alcune scelte mi hanno dato profondamente fastidio, tipo il finale di Prissy. Il giudizio globale è da 2,5 stelle.
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Il libro affronta temi intensi come divorzio, tradimento, suicidio, lutto e rinascita. È una storia che fa riflettere, ma il tono è molto più drammatico di quanto il titolo e la descrizione facciano pensare. Ho sentito la mancanza di un avviso sui contenuti sensibili, che sarebbe stato fondamentale. Purtroppo anche la traduzione lascia a desiderare, con diversi errori che tolgono forza alla narrazione.
Come libro direi che non è male, ma avrei preferito fosse più lungo e magari in alcuni punti più introspettivo. Aveva tantissime possibilità ma invece l’autrice è stata quasi sbrigativa.
Carino e con qualche sprazzo di ironia. L’ho trovato un po’ ripetitivo e a tratti lento, soprattutto alla fine. Due stelle e mezzo, non lo consiglierei e non lo rileggerei.
(loaner from Suzanne) In the midst of all the Montgomery PEI Canada books, I happen to read a book set in Newfoundland, Canada. This was a fun and meaningful story told from the perspective of three women. I actually would have enjoyed a little more non-fiction in it about Newfoundland, but I will just have to go to the encyclopedia for that info.
Book Club book - 2020 Chosen by Mary I loved the humor, the characters, all around good read. Totally recommend this one to anyone looking for a light read.