3.5 stelle su 5
"Innamorarsi a Central Park" è una delle tante commediole romantiche natalizie prive di una logica, buone soltanto a intrattenere e a concedere svariati momenti di svago e ironia ad un lettore che non ha alcuna pretesa. In questo caso la storia è un po' atipica perché la protagonista, Zoë, viaggia indietro nel tempo e cerca di non farsi più lasciare dal suo ragazzo, il quale è, ovviamente, un cardiochirurgo di talento, giovane, bello, palestrato, di famiglia benestante e chi ne ha più ne metta. D'altronde, tutto in questo libro è bello, persino i gabinetti. Tutta questa bellezza portata all'estremo dopo un po' viene a noia.
In questo libro tutto accade in maniera inverosimile, e non mi riferisco solamente al viaggio nel tempo: oserei dire che quello, a confronto di tutto il resto, è la cosa più verosimile (e credo di aver reso l'idea). L'autrice, come tutti gli scrittori di romanzi rosa, si prende la vita comoda e fa sì che tutto cada dal cielo. Gli intrecci così banali e scontati sono poco appaganti.
È difficile valutare questi libri perché, comunque, si è consapevoli che saranno pieni di stereotipi, cliché, banalità, visioni del mondo semplicistiche, maschilismo ... e molti lettori li leggono proprio per questo motivo. Sì, qualche lettura così ci sta, però dopo 400 pagine ci si rimbambisce.
Il libro è divertente, ironico, frizzante. La protagonista, nonostante i mille difetti, risulta simpatica (anche se è una cogliona patentata, una egoista di merda e dimostra intellettualmente meno anni della sua età anagrafica - questo era doveroso sottolinearlo).
Non so nemmeno se valga la pena continuare con la ricerca dei difetti, dato che questi romanzi puntano proprio su questi. L'unica cosa che mi è risultata troppo imbarazzante è stata il finale. Il finale ha rovinato tutto. È senza senso, banale, frettoloso, illogico, indegno di tutto quanto è stato raccontato nelle parti precedenti.
Insomma, un romanzetto da quattro soldi che fa ridere e intrattiene se letto nelle sue singole parti. Considerato nella sua visione d'insieme invece è poco soddisfacente perché alla fine i conti non tornano. Un libro di 400 pagine dovrebbe, a mio parere, offrire una storia a cui dare perlomeno un senso. Questo libro, purtroppo, non ne ha nemmeno uno. E questo mi è dispiaciuto.
Lo consiglio? Mah, solamente a chi vuole intrattenersi con una storia fine a se stessa, che nulla dà e nulla toglie.
Non è un libro mieloso e nemmeno così tanto romantico, a dispetto del titolo. Sì, c'é la storia d'amore, ma le pagine più dense sono quelle che riguardano la vita privata di una delle tante "Bridgette Jones" del genere rosa. E quelle pagine sono divertenti per cui, se volete perdere tempo o semplicemente distrarvi, questo libro potrebbe risultare abbastanza adatto allo scopo.