Atmosfere incantate, realtà multidimensionali, una protagonista indimenticabile, coraggiosa e sognatrice, catapultata al confine fra due mondi. Un romanzo abitato dallo spirito di Miyazaki, che rilegge il Giappone moderno in chiave fiabesca.
Abe Azusa è una giovane in cerca di lavoro. Contro ogni previsione, la singolare abilità nel trovare oggetti smarriti, inserita nel curriculum quasi per gioco, le frutta un impiego presso un misterioso ufficio postale in cima a una montagna. Un edificio che la gente della zona ritiene infestato dai fantasmi e i cui dipendenti sembrano usciti da una lo scorbutico signor Aoki, addetto all'emissione di libretti postali dove si può controllare il proprio saldo karmico; il vecchio signor Toˉten, imbattibile nel recapitare la posta ai morti; lo sfuggente e palestrato Onizuka, un giovanotto che pare uscito da un fumetto della Marvel. Coinvolta in una spirale incalzante di eventi, Azusa non solo avrà la conferma che l'ufficio postale di Toˉten si trova in uno spazio surreale, ma scoprirà che la morte ha moltissime sfaccettature, e proprio per questo non è meno complessa della vita.
La cartina parlava chiaro. Le poste Toten erano in un luogo quantomeno bizzarro, vale a dire in cima al monte Inu. Sebbene tale altura non fosse certo il Fuji, restava il fatto che l'ufficio sorgeva veramente sul cocuzzolo di una montagna. - Ma le sembra un posto normale? - Direi di no.
Tra divinità vendicative e luoghi al confine tra il regno dei vivi e quello dei morti, una lettura sull’importanza di trovare la propria strada e stringere legami duraturi. Mi aspettavo qualcosina in più.
« Quel vestibolo infernale, infatti, trattava lettere e libretti di risparmio, anche se bisogna ammettere che le prime non le scrivevano persone vive, mentre i secondi registravano un credito particolare in una valuta oltremondana. Se alle poste Toten si prendevano in consegna i messaggi di saluto che i morti indirizzavano a chi era ancora in vita, non per questo mancavano sporadici visitatori che lasciavano biglietti ai loro cari estinti. In tal caso era gente in carne e ossa. Dal nostro punto di vista, gli spiriti di chi ci ha lasciato, i fantasmi e le anime dei vivi che scorrazzano nel sonno sono un po' la stessa cosa, tenui entità impalpabili; ma agli occhi di uno spettro siamo noi i piú difficili da contattare, costretti in questo corpo angusto. In breve, per comunicare reciprocamente serve a entrambi l'aiuto di un'istituzione idonea.»
3,5 ⭐️ Azusa Abe, finito l’università, cerca lavoro ma non sa, come tante sue coetanee, cosa voler fare nella vita. In una cosa è brava: trovare oggetti smarriti. Un giorno viene chiamata dall’ufficio orientamento con una proposta di lavoro: un posto all’ufficio postale di Tōten. Un luogo bizzarro che sorgeva sul cucuzzolo di una montagna, un edificio che la gente della zona ritiene infestato dai fantasmi e i cui dipendenti sembrano essere appena usciti da una favola: il signor Tōten che brucia banconote false con la faccia di Doraemon, il signor Aoki addetto all’emissione del libretto karmico. Le poste Tōten scelgono solo le persone a cui sono veramente necessarie è per questo che non tutte le conoscono. La gente raggiunge questo posto grazie alla purezza della propria fede. Azusa deve aiutare Mariko, uno spettro innocuo, a cercare chi l’ha uccisa e poi è alle prese anche con un meteorite scomparso dal museo locale che personifica la Dea Inuyamahime che potrebbe far scomparire l’ufficio postale dalla faccia della terra. Un racconto di fantascienza, non dei migliori, e nemmeno uno dei miei preferiti però in tante parti del libro ho sorriso veramente.
Da fan dello Studio Ghibli e della letteratura giapponese, avevo aspettative altissime per questo romanzo. E in effetti, l’inizio prometteva bene: una ragazza in cerca del suo posto nel mondo viene assegnata a un misterioso ufficio postale arroccato su una montagna. Peccato che non si tratti di un ufficio qualunque... ma di un passaggio verso l’altro mondo.
Atmosfere calde, tono pacato, messaggi gentili: c’erano tutti gli ingredienti della feel-good lit giapponese. Ma accanto a questi, si insinuano anche temi più malinconici, come la perdita, il lutto e l’accettazione (tipici di Banana Yoshimoto)
Eppure, qualcosa non ha funzionato. I personaggi mi sono sembrati poco caratterizzati, quasi abbozzati. E il finale? Una brusca accelerazione che taglia corto proprio quando avrebbe potuto emozionare di più.
Lo definiscono "Un romanzo abitato dallo spirito di Miyazaki" e io non ce l'ho sentito poi tantissimo, ma magari sono io che faccio fatica ad associare due media diversi. Sicuramente le poste Toten di per sé hanno quella atmosfera anche se la storia in se ha un kik piú "violento". Comunque un libro che mi é piaciuto tantissimo.
Perfetta lettura estiva, ho amato la bicicletta rossa, le risaie, il monte Inu, le libellule, il meraviglioso ufficio postale di Tōten e il suo rigoglioso giardino. Non mi aspettavo il risvolto di trama ma mi è piaciuto. Vorrei sapere di più riguardo alla fine… Non ci sono spiegazioni ma si intuisce quel che è accaduto.
Un romanzo giapponese che partendo dal fantasy vuole parlare di diversi aspetti. Si capisce come l’autore si sia ispirato dal mondo di Miyazaki per costruire i vari personaggi e luoghi. Uno dei temi principali è la visione della morte in un diverso aspetto. Ecco questa è stata una tematica che mi ha colpito e che spiega che Essa ha molte sfaccettature.
“Chi raggiunge i propri sogni è più felice e agli occhi degli altri fa pure una bella impressione”
Mi mancava il mondo un po’ onirico e fantastico degli autori giapponesi. Questo libro è stato come fare un salto nel mondo di Miyazaki con i racconti di Murakami.
onirico e fantastico, mondo reale che si interseca con quello divino e con il mondo dei morti, la ricerca dell'autore di un crimine ma anche del proprio posto nel mondo, l'amicizia e la giustizia... tante cose, anche ben scritte ma non mi ha convinta totalmente. tuttavia, potrebbe essere una sceneggiatura per un anime.
Azusa inizia a vivere la vita adulta. Ha un potere molto importante per chi si accinge al suo primo lavoro, riesce a trovare tutto ciò che gli altri cercano. Un racconto con elementi fantastici che in alcuni momenti tocca il cupo e il grottesco, per diventare poi un giallo. La realtà viene compresa più facilmente se vista dal punto di vista di un fantasma, che ti salva la vita.
Una lettura lenta e piacevole. La narrazione, a tratti un po’ frettolosa nella descrizione degli eventi, riesce comunque a trasportarti in un mondo incantato, dalle sfumature che ricordano l’immaginario di Miyazaki. È proprio lo stile che cercavo in questo momento: leggero, senza troppe pretese, ma capace di far sognare.
La storia ha grande potenziale, ma purtroppo ho trovato lo stile di scrittura confusionario, le situazioni frettolose(per non dire approssimative) e la protagonista poco caratterizzata. Il finale mi ha lasciata molto perplessa, è spiegato poco e male.
Preso seguendo l’istinto in Biblioteca perché era nel reparto novità e convinta dal riassunto della quarta di copertina, è stata una piacevolissima sorpresa.
Super consigliato a chi ama le atmosfere di Miyazaki. Ammetto di averlo letto tutto immaginandolo come un film dello studio Ghibli!
Libro dal sapore onirico, tipico del realismo magico giapponese. Scorrevole ma al contempo evocativo, ricorda le atmosfere di Miyazaki, perfetto da leggere in un pomeriggio!