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Anna della pioggia

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Queste storie perdute e ritrovate sono una festa, un'ubriacatura. Il dono prezioso dell'autrice di Accabadora.

«Di storie ne servono molte, moltissime, per non diventare schiavi di un solo punto di vista».

Michela Murgia ha scritto ogni giorno della sua vita senza mai smettere di chiedersi cosa è possibile cambiare, in sé e nel mondo, inventando storie. Raccontare, forse, era il suo modo preferito di pensare. Per questo i racconti raccolti in Anna della pioggia - scritti negli anni, magari letti una sera in una piazza e poi divenuti introvabili - sono pieni di luce, di vita e di idee. E restituiscono la voce mobile e folgorante di una delle piú importanti scrittrici del nostro tempo.


Anna corre solo quando piove, e correndo ragiona di lavastoviglie, soprammobili, tutto, pur di non affrontare direttamente ciò da cui davvero fugge. Assieme a lei, lo straripante catalogo di personaggi che animano questa raccolta di racconti include pastori laureati e portieri notturni, corridori scalzi e bambini che recitano in sardo mentre gli alleati bombardano Cagliari, terroristi, bracconieri, finanzieri, pescatori di polpi e persino piante, capaci di mettere in crisi le certezze di uomini spavaldi. Ci sono potenti voci di donne che prendono la parola per la prima non solo Morgana, ma anche Elena di Troia, Beatrice Cenci che rifiuta l'autorità di un padre abusante e Odabella che sfida quella di Attila, re degli Unni. E ovviamente c'è Michela, che racconta di quando pestava l'uva nelle vendemmie della sua infanzia rurale, o di come le sue preghiere abbiano resuscitato una delle falene allevate insieme al fratello, o ancora del perché chiunque nasca su un'isola finisca per avere un'identità in frantumi. Queste storie, disseminate come gemme di un tesoro piratesco senza forziere, non sono mai state raccolte in un libro prima d'ora. Perché Michela Murgia le ha lette ad alta voce in scuole e teatri occupati, le ha raccontate a chi andava ad ascoltarla nei festival, le ha pubblicate in diari scolastici, cataloghi di mostre, addirittura nel programma di sala di un'opera lirica. Altre sono comparse nel suo blog, sono state trasmesse in radio o sono uscite su giornali locali. Altre ancora hanno circolato solamente tra le amiche e gli amici di Michela Murgia, come privati incantesimi letterari. Anna della pioggia propone una scelta ragionata di questi racconti ritrovati, insieme ad alcuni piú noti. La cura - in tutti i sensi che si possono dare al termine - è di Alessandro Giammei, che ha lavorato filologicamente sull'archivio digitale lasciatogli da Michela Murgia. Il risultato è un libro nuovissimo, sorprendente, che ruota con una vitalità vertiginosa intorno ai temi cari da sempre all' la Sardegna dei miti e della politica coloniale, il potere delle donne, il lavoro, le identità queer, la malattia, i miracoli e le paure del nostro secolo. Perché Michela Murgia non ha mai smesso di essere tenacemente appassionata del mondo e dei modi che scegliamo per abitarlo, capirlo, contrastarlo e lo testimonia anche la varietà di registri, toni e stili che si muovono carsici racconto dopo racconto. Consentendoci di riscoprire prima di tutto il prodigioso talento letterario dell'autrice di Accabadora.

283 pages, Kindle Edition

Published June 10, 2025

76 people are currently reading
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About the author

Michela Murgia

52 books1,181 followers
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.

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13 (5%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for metempsicoso.
457 reviews500 followers
October 11, 2025
Murgia ha lasciato già il suo ultimo punto d'inchiostro: per me ha finito di scrivere con Dare la vita ; quello che è venuto dopo, Ricordatemi come vi pare , è stato solo un brutto necrologio.
Trovo ancora doloroso constatarlo, dirla "finita". Eppure è così, la morte è così. Si è chiusa la conversazione.
Ciò non significa che non ne resti niente, né che il suo lascito oggi sia muto, ma solo che non ci saranno più nuove risposte alle nuove domande. Continueremo tutti, ancora, a interrogarla, ma lei non sarà lì con la soluzione pronta sul filo acuminato della sua lingua. Dovremo frugare da noi, nei suoi scritti e nelle interviste rilasciate, la soluzione.
Non ci saranno più parole nuove, ma solo eco e riscoperte.
È ovvio che, appena si è presentata la possibilità, mi sono gettato su questo libro. Murgia mi manca come mi fosse stata davvero una persona carissima, anche se in realtà non l'ho mai incontrata fuori dalle sue parole. Forse per questo faccio così fatica a farla sbiadire, io che nelle parole mi rifugio: ha ridipinto i muri della mia stanza, qua e là ha rattoppato la calce.
Se quindi è stato splendido ritrovarla, con quella malleabilità che sapeva dare alle parole, con i suoi guizzi semantici e l'uso sapiente delle figure di suono, con i capovolgimenti improvvisi e le prospettive inaspettate, quella che di lei mi resta è una sete che non si può più dissetare. Devo solo accettare che Murgia resta, ma non torna.
Questo è l'ultimo volume, se la forza mi assiste, che mi infierirò della curatela di Giammei. Che rispetto, perché ci vedo come mera colpa il troppo amore, ma che fatico ad accettare.
So che a questo volume, che raccoglie racconti già "licenziati" dall'autrice in vario modo e a vari livelli (si va da quelli pubblicati in raccolte a quelli postati sul suo sito personale ora non consultabile, da quelli letti durante eventi a quelli condivisi in una chat facebook privata), ne seguirà uno ancora più ampio, di chicche conservate dall'autrice per un futuro che non conoscerà, di bozze quasi definitive e di scampoli sfilacciati. Così come probabilmente ci sarà una raccolta dei suoi interventi politici, delle riflessioni d'attivista, delle interviste più significative. Tra qualche anno, trascorso l'indispensabile della decenza, uscirà una raccolta di poesie che lei magari aveva pensato solo per sé; poi, con il favore del tempo e della morte (degli altri), sarà il tempo delle corrispondenze e dei diari. Poi ancora, come è inevitabile, un Meridiano. Lo accetto, perché so che, lasciando in eredità il suo computer a un filologo, Murgia si è scelta consapevolmente questo destino, ma non apprezzo come questa attività sta venendo condotta. Tutto questo riproporre, questo stratificare riciclando, mi sembra un modo per fare cassa, da parte dell'editore, e di restare a tempo indefinito nel calore delle pagine di Murgia, per il curatore.
Mi spiace richiamarmi e autoeleggermi a Cassandra, ma mi ricollego al commento che lasciai di Ricordatemi come mi pare per confermare che senza Murgia si è perso completamente il potere principale dei suoi testi: la coerenza - tagliente, immediata, compita. Qui, tutto è accorpato a sproposito, appunto solo per la medesima qualità d'esser stato approvato dall'autrice in una fase della sua vita: testi brevissimi affiancano altri molto più estesi, saltando avanti e indietro nella sua cronologia, riportando vicini racconti oggi introvabili e a diffusione ridotta con altri che sono consultabili in libri ancora in commercio. Ironia beffarda, pure quelli accorpati alla sua ultima intervista, quel mostro di Frankenstein uscito per Strade blu di Mondadori, sono riproposti qui a distanza di solo qualche mese. Perché?

Valuto la raccolta con 3 stelle perché all'interno si trovano alcune delle mie pagine preferite di Murgia e perché ho scoperto alcuni testi che mi sono piaciuti molto. Mi fermo a 3 perché, alla mia antipatia personale per le raccolte dei racconti - dove per me è impossibile non confrontare i testi facendone una classifica, soprattutto quando è così marcato il dislivello, ed è complesso rimanere coinvolto -, si aggiunge anche il fastidio di ritrovarmi spesso a districarmi tra cose già note e altre sconosciute, tra testi lunghi poco più di un paragrafo e altri molto più sostanziosi.
In verità cerco ancora la solita consolazione per questo ratto precoce che abbiamo subito. Come al solito accetto che è ancora troppo presto.

[A distanza di quasi due mesi da questo commento, in occasione del secondo anniversario della morte di Murgia, esce un'intervista di Valerio a Giammei su La Repubblica, in cui viene toccato il tema della curatela - che riporto:
"Sto curando proprio in queste settimane un inedito stranissimo e geniale: una serie di lezioni che Michela tenne in Sardegna nel 2012, per un’università immaginaria in cui si tengono corsi reali, e di cui ho recuperato tutti gli appunti e le registrazioni complete. Poi vorrei raccogliere diversi gruppi di testi in gran parte editi ma dispersi e dimenticati: ciò che Michela ha scritto sulla letteratura, da Deledda a Ishiguro, sulla bioetica (durante un soggiorno ad Heidelberg in particolare), una raccolta ragionata dei suoi articoli giornalistici. E poi i discorsi politici, e i testi per il teatro. Ma mi perdoni: lei mi fa una domanda quantitativa e io parto con una risposta qualitativa. Diciamo che ci sono almeno altri tre o quattro libri nuovi di Michela in cui sperare"

Di nuovo, non per lodare i miei istinti sibillini, ma credo di aver indovinato almeno un paio delle prossime pubblicazioni, nella mia recensione.
Ci sarebbe moltissimo da dire su tutto questo. Murgia sapeva che Giammei avrebbe agito da filologo, quindi dobbiamo supporre che, se non c'è stato persino un accordo formale tra i due, era almeno consapevole che questo sarebbe stato l'approccio di lui alla sua produzione: un escavatore sul suo sito archeologico che riversa all'aria decine di reperti a ruspate insistenti. Ora scheletri scomposti ma ricomponibili, ora frammenti di ossa. Tutto verrà catalogato e studiato, trovando sempre nuovi modi per ricollegare questa materia resa finita dalla morte ma indefinita da una vita passata a scrivere.
Giammei raccoglierà tutto, perché questo fanno i curatori e, soprattutto, questo fanno gli intimi con i rimasugli di chi se ne è andato troppo presto.
Non so se questa operazione, fatta così presto nei confronti di un'autrice molto consapevole della propria produzione, farà bene all'eredità di Murgia. Mi chiedo sempre quanto lei avrebbe stampato - forse tutto, per ego, avendo la possibilità di farlo... Ma quanto avrebbe rivisto, quanto modificato? -, quale principio avrebbe seguito nelle sue selezioni.
Ciò che rimane, l'unica cosa che si può davvero constatare, è che a distanza di due anni dalla sua morte esistono già 4 libri postumi di Murgia e altrettanti sono in cantiere. Forse sono un infame, ma mi è difficile non pensare a chi e a cosa (denaro, fama, riconoscimento, conforto nell'abbandono) guadagnerà da tutto questo.]
Profile Image for sofiaas.
68 reviews14 followers
June 14, 2025
La scrittura di Michela Murgia mi fa pensare a una persona che spalma la marmellata su una fetta di pane
Profile Image for 100 Errori .
53 reviews10 followers
September 29, 2025
Siamo già al terzo libro postumo di Michela Murgia (in realtà il primo al quale non abbia lavorato in qualche modo lei stessa), e tra qualche settimana ne uscirà un altro. Si tratta di una raccolta di racconti, che ho letto molto lentamente, alternandola ad altre letture. L’operazione in sé non mi ha entusiasmato, devo dire. Murgia manca a tutti, ma non sono sicuro che queste raccolte le rendano giustizia. Trovo che alcuni testi, estrapolati dal contesto per il quale erano stati creati, perdano di efficacia; altri, molto belli, è già capitato di leggerli sia negli altri due titoli usciti dopo la sua morte, che qua e là in altre raccolte. Ho scoperto e apprezzato, invece, tre racconti in cui ho ritrovato la Murgia che mi piace: Beatrice Cenci, L’eredità, La direttrice d’orchestra.
Profile Image for Ida.
61 reviews4 followers
August 4, 2025
3,5

Murgia è stata, come per tantə, le orme su cui si sono mossi i primissimi passi del mio femminismo. Per questo, avrà sempre un posticino nel mio cuore.

Tanti piccoli racconti variegati. Alcuni molto belli, pieni del sarcasmo che la caratterizzava unito a quel suo modo quasi onirico di scrivere.
Profile Image for LauraT.
1,402 reviews94 followers
December 22, 2025
Un libro bellissimo, probabilmente uno dei più belli che abbia letto quest'anno.
Come quasi tutto quello che ha scritto Michela, non è facilmente etichettabile; una raccolta - non sua - di sui scritti comparsi in piattaforme eterogenee, e come tali eterogenei tra loro. Ma tutti, sempre, che parlano di noi; di noi donne. Che dobbiamo smettere di piangere, dobbiamo prendere in mano la nostra vita e farla nostra; finalmente nostra. Grazie al solito alla biblioteca di San Matteo e alla MERAVIGLIOSA bibliotecaria Sandra, per questo regalo

"...e l’autobus che non passava. Non sarebbe piú passato, era probabile. Gli autobus quando piove passano solo se non li stai aspettando."

È strana Milano. Ammala, e mentre ammala guarisce.

Si tenne il segreto del notaio per sé e non glielo rivelò mai, continuando a vestirsi con quegli abiti finché lui glielo chiese, che non tutte le verità esistono per essere dette. Questo, Tania lo aveva imparato quel giorno, era molto cagliaritano.

So che gli altri ridono e pensano: hai visto il figlio di Bissenti, laureato per finire appresso alle bestie! Non sanno che chi ha imparato a riconoscere il confine silenzioso tra la giustizia e la legge conosce anche la distanza che c’è tra gli uomini e quello che li determina. Non hanno scienza né coscienza e la loro vita è già condanna sufficiente per il reato di essere nati.
I figli dei tuoi amici fanno l’unica cosa che gli hanno insegnato i loro padri ed è per questo che stanno appresso alle pecore. Io invece faccio l’unica che volevo fare ed è questo, non le pecore, che fa di me un pastore.

Sandra diceva che è tutto virtuale, e che se è virtuale non è reale, non importa se succede in testa, mica tutto quello che succede in testa è reale, sennò sai che fior di scopate, che bei pugni in faccia sui musi giusti, che dèi del cielo scesi a sceglierci per figli e spose. In testa succede il possibile e l’impossibile, l’importante è distinguerli, diceva Sandra con il caffè in mano appoggiata alla mia scrivania, ed era il 1999 [...] Ne avrei da dire di cose a Sandra sul senso del virtuale, su quanto somigli alla parola intimo, alla parola interiore, alla parola noi. Potrei raccontarle di Paola [...] Se proprio Sandra volesse capire, magari potrei raccontarle di Nakkio [...]
Vaglielo a spiegare a Sandra che il mio virtuale è cosí, nomi e volti e luoghi che esistono proprio perché non sarebbero mai esistiti altrimenti, e che non è come dice lei quando dice che la rete è un non-luogo tipo il supermercato, che mentre stai ragionando sul perché è un non-luogo, intanto la gente il sabato pomeriggio ci esce con i bambini nei passeggini anche se non deve fare la spesa. Un non-luogo è uno di quei posti che non sono mai destinazione, eterno transito per un altrove, patria di scarto per chi non ne ha una vera. Io l’ho capito da poco che quelli come me è solo in posti cosí che possono mettere su casa, dove il rischio sismico per le certezze è piú alto che in ogni altro posto del mondo, virtuale o meno.

Nel mondo in frantumi dei miei vent’anni, io credevo di essere nata con una sola cosa intera per le mani: l’istinto materno, la vocazione all’essere ventre [...] Ma quando i vent’anni passano un figlio smette di essere materiale da sogno e diventa un atto sovversivo. Dopo i trent’anni siamo tutti dei sopravvissuti, e i figli dei sopravvissuti sono gravidanze a rischio anche quando non li fai, anche quando li pensi e basta, perché non c’è pensiero che possa ancora dirsi innocente. Quando si comprende che orizzonte è solo un altro nome per chiamare il limite, ogni possibilità diventa una rischiosa tensione all’utopia.
A quello stadio, se ancora figlio deve essere, non può piú essere maschio.
Sarà femmina, e non avrà occhi facili [...]
Non si addormenterà con i cartoni animati, no. Io le canterò una ninna nanna per stare sveglia, una ninna nanna per non chiudere gli occhi, perché abbiamo già dormito tanto e troppo, mentre altri plasmavano i nostri sogni in incubi di realtà.
[...]
Eravamo noi le figlie femmine che ereditavano le spiagge, terreni senza valore, né pascolo né campo, sterile frontiera con il niente. E per niente le demmo via, immemori che il confine è una ferita, e le ferite si curano, non si vendono.
Ma in quel mondo, ogni cosa era puttana.
Profile Image for Gabriella P.
290 reviews11 followers
August 13, 2025
Raramente un’autrice lascia dietro di sé un’eredità così viva e poliedrica come quella di Michela Murgia. In "Anna della pioggia" ho trovato una raccolta di racconti che attraversano le molteplici sfumature della sua scrittura e della sua sensibilità, restituendo uno spaccato ricco di riflessioni, emozioni e immaginari.

Questa antologia è più di una semplice raccolta postuma: è un viaggio attraverso le molte voci e i molteplici mondi di Murgia, che invita il lettore a lasciarsi sorprendere ancora una volta dalla sua profondità.

Trentasei racconti scritti da Michela Murgia nel corso della sua vita; storie molto diverse tra loro per tema, lunghezza e stile, che trovano un filo comune nell’acume e nella sensibilità dell’autrice, di cui continuo a sentire profondamente la mancanza. Murgia ha lasciato a chi la leggeva e la seguiva un segno indelebile, e il lutto collettivo che ne è seguito simboleggia la rilevanza del suo contributo sociale e culturale, riuscendo a unire tante persone sconosciute.

Alessandro Giammei, curatore e custode del prezioso "scrigno" rappresentato dal computer di Murgia, conduce in questo viaggio attraverso la crescita narrativa dell’autrice. Il suo lavoro filologico ha permesso di selezionare e ordinare racconti sparsi in contesti molto diversi (da festival e teatri occupati, a blog e interviste) restituendo la voce autentica e poliedrica dell'autrice e preservandone il valore culturale e letterario.

La pubblicazione postuma di testi è sempre una sfida: il lettore cerca in queste parole una magia e un rifugio, pur consapevole che non sono nuove. La sete d’astinenza e il dubbio su cosa la scrittrice avrebbe scelto aggiungono un velo di malinconia e alzano quello critico. Chi decide di pubblicarle, dal canto suo, è costretto a confrontarsi con le accuse di voler lucrare su un'artista scomparso, ma non va dimenticato che la pubblicazione è sempre un’operazione commerciale, non un atto di pura beneficenza.

Vista la natura variegata della raccolta, l’incoerenza tra i testi — tra ironia e riflessione, leggerezza e profondità — è comprensibile e contribuisce a delineare la complessità dell’autrice. È però rimarchevole, e per me deludente, la ripubblicazione di alcuni racconti già editi nei precedenti libri postumi, una scelta che avrei evitato.

Particolarmente intenso è il simbolismo del racconto che dà il titolo al libro: Anna rappresenta l’esistenza in fuga da sé, mentre la pioggia diventa purificazione, un lavare via paure e fragilità.

Emblematica è anche la presenza ricorrente delle immagini della Sardegna, terra dell’infanzia di Murgia, che convivono con un ampio ventaglio tematico, con racconti che vanno dal fantastico al documentario, dal mito alla narrazione storica. La scrittura fluida, profonda e immaginifica dell’autrice resta impronta indelebile.

Nel complesso, questa raccolta è un invito a moltiplicare le storie per non restare prigionieri di un’unica visione, sostenendo con forza il valore della pluralità, dell’immaginazione e della cura, che mi ha fatto sentire ancora una volta la profondità di Murgia.
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
Read
December 26, 2025
Come si può “aggiungere” realmente a ciò che è stato, ciò che è stato scritto, curato e seguito da Michela Murgia quando era ancora in vita?
Non si può.

Ho iniziato questo libro con la consapevolezza che sarebbe stato un ulteriore, nostalgico tentativo di scoprire ancora qualcosa di nuovo. Ma di nuovo c’è poco.

Non sono quindi deluso, sono sinceramente ancora in lutto. E ho deciso di tornare indietro e rileggere ciò che già esisteva quando c’era ancora lei. Perché quella densità non tornerà. E perché in questo modo, la sento ancora vicina, tangibile.

Profile Image for Mangiastorie.
48 reviews15 followers
December 9, 2025
Posto che di Michela Murgia leggerei anche la lista della spesa, ci sono stati picchi e valli (non bassissime, ma comunque).
I miei preferiti, seguendo l'ordine della raccolta:
- Anna della pioggia
- I vestiti del notaio
- Re di Venere
- Beatrice Cenci
- Il calo di pressione
- Il posto è la notte
- Odabella
- Alla pari
- La testimone di nozze
- Elena di Troia
- Morgana
Profile Image for Aurora Ferraro.
139 reviews
September 16, 2025
“Ma non tutte le cose che hanno un limite sono anche finite, a volte sono solo interrotte e restano li come frasi a metà, tese verso una assenza che finisce per contare piú di quel che c'è. In questo il mare somiglia a una fede, e come una fede va temuto e nascosto, e come una fede c'è piú gente che va a guardarlo che a nuotarci dentro. È per questo che a pregare si va al mare, come dicono qui, non in chiesa come va bene da altre parti. C'è una statua vicino a casa mia, con un corpo di donna e dieci volti di pietra tutti rivolti al mare. I turisti allocchi dicono che i volti guardano il tramonto, ma il sole tramonta dall'altra parte, e comunque io lo so che cosa fanno quelle donne di pietra: pregano, che qui si fa cosí, perché il mare è un tempio e chi non ha mai sentito il bisogno di invocare davanti alla sua ferita aperta non è interrotto, o non sa di esserlo.
Io sono una di quelli che lo sanno e credo che il saperlo si chiami identità, che davvero non è un dono che può stare in mano a chi si crede intero.”
Profile Image for Debora.
293 reviews
October 30, 2025
raccolta di racconti, alcuni veramente troppo brevi per poter entrare nella storia.
il primo invece (quello che dà il titolo alla raccolta) mi aveva veramente preso, interessante, mai banale nella sua semplicità sia di scrittura che di narrazione di fatti quotidiani.
Sempre bella la scrittura della Murgia... manchi Michela ... mi fa arrabbiare sapere che non usciranno più libri tuoi, e avevi ancora tanto da dare e da vivere in questo mondo.
Profile Image for SaraC4.
105 reviews5 followers
June 14, 2025
«Di storie ne servono molte, moltissime, per non diventare schiavi di un solo punto di vista».
Grazie, Michela. Per questo libro e per tutto il resto.
Profile Image for Andrea Ramploud.
94 reviews
July 18, 2025
Raccolta di racconti interessante (meno però degli ultimi scritti dell'autrice).

Racconti molto interessanti:
"Cosa mi racconti?"
"Il calo di pressione"
"La testimone di nozze"
"Caldo"
144 reviews1 follower
September 19, 2025
Che vuoto lascia questo libro, quando finalmente finisce. È una manciata di racconti di lunghezza variabile, studiato benissimo da chi l'ha curato: inizia con un racconto che mi verrebbe da chiamare soffuso, di quello con i contorni incerti, che non sai dove vuole portarti, ma non si sa come ci riesce. Finisce con uno incisivo, tagliente, che sottolinei un po' tutto, sai già che ci tornerai su. Il fil rouge è la densità, la profondità immensa della scrittura e della sensibilità di chi scrive. Ci sono tutti i temi più cari alla letteratura di Michela Murgia: la lotta femminista, la politica, l'occhio attento agli ultimi, ai diritti dei lavoratori, le contraddizioni della fede, la Sardegna, l'incompiutezza di ognuno.. Io li ho letti piano, centellinandoli e lasciandomi il tempo di capirli davvero, prima di passare al successivo. Li ricordo tutti. È un libro che è allo stesso tempo lascito e testimone, qualcosa che sembra l'autrice abbia seminato qua e là durante anni di lavoro, e sia stato raccolto per svelarla, permetterci di ricordarla ancora meglio, ancora più a fuoco. Imperdibile.
Profile Image for Silvia Pevato.
142 reviews2 followers
July 27, 2025
«Anna della pioggia» è un libro che risuona di tutta la cura Alessandro Giammei, oltre che delle parole di Michela Murgia, sempre precise, sempre incisive, sempre necessarie.

È una raccolta di racconti, o forse è più preciso dire scritti perché alcuni non sembrano racconti di narrativa, ma più riflessioni, gusti, ricordi, profumi di Sardegna e suoni e intelligenti parole messe una dopo l’altra.

C’è tutta Murgia e molto altro ancora. Anna che corre sotto la pioggia vorrei incontrarla un giorno d’autunno e mettermi a correre con lei. Morgana è sempre la stessa strega che ci ha incantate tutte. Chiara di «A mosca cieca» sembra di riconoscerla in mezzo a una folla, dai suoi colori.

Ci sono tanti pensieri intensi, da sottolineare e da portarsi addosso per ricucire quei pezzi in cui siamo tutti tagliati e ritrovarli magari in un grande teatro vuoto che risuona solo per noi, che voglia leggerla - Michela - ancora e poi ancora.
Profile Image for eurydice .
27 reviews1 follower
January 9, 2026
— io sono sarda perché sono nata in un posto interamente rotto e sono in frantumi anche io. ovunque nascere è una frattura [...] ma sono in pochi quelli che nascono anche in un posto spezzato. [...] forse ero io troppo rotta dentro. avevo pezzi di cose che non confinavano con niente che avessi intorno. pezzi di storie, pezzi di pensieri, pezzi di sogni, tutto a frantumi. e soprattutto ad ogni passo, come dentro un osso mio, sentivo la frattura della terra, una maledetta terra interrotta su quattro lati [...] non so se la colpa è del mare, ma di certo io gliel'ho data sempre [...] il mare è un tempio e chi non ha mai sentito il bisogno di invocare davanti alla sua ferita aperta non è interrotto, o non sa di esserlo. io sono una di quelli che lo sanno e credo che il saperlo si chiami identità, che davvero non è un dono che può stare in mano a chi si crede intero.
Profile Image for giulia.
174 reviews
August 2, 2025
Ma io glielo dirò lo stesso, perché per una madre ogni silenzio di verità è un aborto, ogni sacrificio di memoria è una rosolia dell'anima che genera figli deformi dentro, incapaci di ricordo, a basso quoziente di libertà. La nutrirò di parole forti, di quelle parole che esistono per caricarle dei pesi che noi non siamo in grado da soli di portare.
lo non tacerò, e lei mi ascolterà.
E un giorno forse, quando ogni cordone ombelicale sarà creduto reciso, lei ritornerà a me sul filo di una storia, e nella memoria di quel racconto capirà che nella vita non si nasce solo una volta.
Quel giorno diremo a voce alta il nostro nome per intero, e raccontare non sarà mai piú un gioco da bambini.
6 reviews
January 10, 2026
Alcuni racconti sono imperdibili e ci restituiscono una sorsata di murgia di cui, francamente, c'è bisogno.
L'intera raccolta risulta, a tratti, monotematica e forse andrebbe snellita in questo senso... Il problema è che nessuno dei racconti che contiene merita di non essere letto quindi... Grazie di questa opportunità!
Profile Image for Miria TheBookHunter.
407 reviews27 followers
July 17, 2025
Piccoli racconti, alcuni molto brevi, che parlano di dolnne vissute tanto tempo fa, di ricordi, di cose di tutti i giorni ma viste dal punto di vista di Michela Murgia, un'angolazione che fa sempre vedere qualcosa di diverso, qualcosa che era sfuggito oppure a cui non ci si fa caso.
Profile Image for Giorgia Imbriani.
714 reviews11 followers
July 26, 2025
Racconti che parlano di donne, eroi e dannati, ricordi, amore, insomma del mondo, tutto quanto, tutto insieme. La scrittura se possibile ancora più poetica e ammaliante - la metà è finita sottolineata e quasi mandata a memoria.
Profile Image for Silvia Caglio.
20 reviews1 follower
August 18, 2025
Non amo molto i racconti, preferisco i romanzi. Questa raccolta tuttavia mi è piaciuta molto perché ho ritrovato Michela Murgia in tutti i suoi aspetti. Mi fa venire in mente un caleidoscopio , una raccolta di colori e luci che parlano di lei e delle sue sfaccettature caratteriali e professionali.
Profile Image for Lord Casci.
157 reviews2 followers
September 14, 2025
Questo libro è una serie di racconti che esprime le idee di Michela Murgia.
In ognuno di essi si ritrovano la voce mobile e illuminante di una delle più importanti scrittrici di questo periodo.
Ripetendo, in ognuno di essi si trovano vari punti di vista che fanno riflettere sul nostro tempo.
Profile Image for Sara.
412 reviews33 followers
October 9, 2025
Un paio di questi racconti già li conoscevo altri invece no.
Sono rimasta folgorata da alcuni. Micidiali e bellissimi.
Vorrei portarne uno per il corso di lettura ad alta voce che sto facendo.
Spero di riuscirci senza offenderne la memoria
Profile Image for Elena M. Ciuffreda.
9 reviews1 follower
July 23, 2025
grazie Michi di aver parlato delle vertigini al contrario ❤️
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Maria Assunta.
19 reviews
July 29, 2025
È bello provare a sentire ancora un po' Michela Murgia.
Alcuni racconti bellissimi, altri meno scorrevoli, comunque vale la pena leggerli perché è presente il suo pensiero.
Profile Image for Stef.
9 reviews
August 16, 2025
una raccolta di racconti uno più bello dell'altro.
5 reviews
September 14, 2025
Come una grande cesta piena di cianfrusaglie in questo libri tuttə possiamo trovare qualche storia che ci resta dentro pronta a cambiarci
Displaying 1 - 30 of 35 reviews

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