Non sarò mai più felice» sussurra Dana dal sedile posteriore dell'auto. Sentendo quelle parole Dave, suo marito, capisce che qualcosa si è incrinato per il matrimonio, le giornate condivise insieme alle tre figlie, la clinica dentistica che gestiscono insieme. Tutto ciò che hanno costruito negli anni. Convinto che Dana si sia innamorata di un altro uomo, Dave decide di mettere in atto una paradossale forma di fingere di non sapere. In questo spazio sospeso prende forma una tensione crescente, un'ossessione silenziosa che si insinua nei pensieri più ordinari e nella routine domestica. Il premio Pulitzer Jane Smiley mette magistralmente in scena la crisi di una coppia, restituendoci un potente ritratto dell'intimità familiare nel momento in cui un'emozione inattesa capovolge ogni equilibrio. Un testo essenziale e intenso, che ci mostra come la realtà possa deformarsi sotto il peso del sospetto, fino a ridisegnare completamente la nostra percezione dell'altro.
Jane Smiley is a Pulitzer Prize-winning American novelist.
Born in Los Angeles, California, Smiley grew up in Webster Groves, Missouri, a suburb of St. Louis, and graduated from John Burroughs School. She obtained a A.B. at Vassar College, then earned a M.F.A. and Ph.D. from the University of Iowa. While working towards her doctorate, she also spent a year studying in Iceland as a Fulbright Scholar. From 1981 to 1996, she taught at Iowa State University. Smiley published her first novel, Barn Blind, in 1980, and won a 1985 O. Henry Award for her short story "Lily", which was published in The Atlantic Monthly. Her best-selling A Thousand Acres, a story based on William Shakespeare's King Lear, received the Pulitzer Prize for Fiction in 1992. It was adapted into a film of the same title in 1997. In 1995 she wrote her sole television script produced, for an episode of Homicide: Life on the Street. Her novella The Age of Grief was made into the 2002 film The Secret Lives of Dentists.
Thirteen Ways of Looking at the Novel (2005), is a non-fiction meditation on the history and the nature of the novel, somewhat in the tradition of E. M. Forster's seminal Aspects of the Novel, that roams from eleventh century Japan's Murasaki Shikibu's The Tale of Genji to twenty-first century Americans chick lit.
In 2001, Smiley was elected a member of The American Academy of Arts and Letters.
Jane Smiley ne “L’età del disincanto” ritrae, in poche ma potentissime pagine, la crisi del matrimonio tra una coppia di dentisti, Dave e Dana, e le ripercussioni che questa crisi ha sulla loro vita, in particolare sulle loro tre figlie piccole.
L’intero romanzo è narrato dal punto di vista di Dave il quale è convinto che la moglie lo tradisca. L’autrice ci catapulta nella mente dell’uomo facendoci provare sulla nostra pelle tutti i suoi dubbi, le sue paure, quell’angoscia che quotidianamente è costretto a vivere ma anche a mascherare, per il bene delle figlie. Dave infatti, pur avendo dei sospetti, preferisce non sapere sperando così di allontanare il dolore e la sofferenza.
La strategia di sopravvivenza di Dave non durerà a lungo perché i dubbi si sa, s’insinuano come tarli e piano piano rosicchiano dall’interno. Continuare a negare i propri sospetti porterà Dave a vivere una follia consapevole, arrivando addirittura a sdoppiarsi e a vestire i panni immaginari di un suo paziente pensando, forse, di riuscire a vedere e analizzare la situazione da un punto di vista esterno.
I comportamenti capricciosi delle figlie conseguenti alla tensione casalinga e la totale indifferenza di Dana, culminante in quella frase sussurrata «Non sarò mai più felice», si aggiungono giorno dopo giorno alla delicata situazione familiare.
Attraverso una narrazione che si muove avanti e indietro nel tempo, senza divisione in capitoli, come se fosse un lungo flusso di coscienza, fatto di pochi e scarni dialoghi, Smiley analizza magistralmente quelli che sono i meccanismi della mente umana, quei silenzi e quella difficoltà comunicativa che compromettono l’intimità e la stabilità di una coppia, fino ad arrivare al momento del disincanto, quando ci si libera da un’illusione costruita che, anche se in modo negativo, ci aiuta ad aprire gli occhi.
Premio Pulitzer nel 1992 con il romanzo “Erediterai la terra” edito in Italia sempre da @lanuovafrontiera (romanzo che voglio assolutamente recuperare) la Smiley ci regala un romanzo nel quale all’interno troviamo tutto: ironia e severità, gioia e tristezza, amore e indifferenza, speranza e disillusione.
Questo libro è il racconto sincero di un giovane padre che ha scelto di essere presente, quasi in modo materno, all'interno della propria famiglia. Narra del suo profondo innamoramento per la propria moglie e per le proprie figlie. La scrittura è bella e raffinata e alcune riflessioni sono molto significative.
L'autrice anatomizza una crisi matrimoniale, i comportamenti di lui, lei, le figlie,è brava a creare suspence per qualcosa che non succede . Molto piacevole