Jane Smiley ne “L’età del disincanto” ritrae, in poche ma potentissime pagine, la crisi del matrimonio tra una coppia di dentisti, Dave e Dana, e le ripercussioni che questa crisi ha sulla loro vita, in particolare sulle loro tre figlie piccole.
L’intero romanzo è narrato dal punto di vista di Dave il quale è convinto che la moglie lo tradisca. L’autrice ci catapulta nella mente dell’uomo facendoci provare sulla nostra pelle tutti i suoi dubbi, le sue paure, quell’angoscia che quotidianamente è costretto a vivere ma anche a mascherare, per il bene delle figlie. Dave infatti, pur avendo dei sospetti, preferisce non sapere sperando così di allontanare il dolore e la sofferenza.
La strategia di sopravvivenza di Dave non durerà a lungo perché i dubbi si sa, s’insinuano come tarli e piano piano rosicchiano dall’interno. Continuare a negare i propri sospetti porterà Dave a vivere una follia consapevole, arrivando addirittura a sdoppiarsi e a vestire i panni immaginari di un suo paziente pensando, forse, di riuscire a vedere e analizzare la situazione da un punto di vista esterno.
I comportamenti capricciosi delle figlie conseguenti alla tensione casalinga e la totale indifferenza di Dana, culminante in quella frase sussurrata «Non sarò mai più felice», si aggiungono giorno dopo giorno alla delicata situazione familiare.
Attraverso una narrazione che si muove avanti e indietro nel tempo, senza divisione in capitoli, come se fosse un lungo flusso di coscienza, fatto di pochi e scarni dialoghi, Smiley analizza magistralmente quelli che sono i meccanismi della mente umana, quei silenzi e quella difficoltà comunicativa che compromettono l’intimità e la stabilità di una coppia,
fino ad arrivare al momento del disincanto, quando ci si libera da un’illusione costruita che, anche se in modo negativo, ci aiuta ad aprire gli occhi.
Premio Pulitzer nel 1992 con il romanzo “Erediterai la terra” edito in Italia sempre da @lanuovafrontiera (romanzo che voglio assolutamente recuperare) la Smiley ci regala un romanzo nel quale all’interno troviamo tutto: ironia e severità, gioia e tristezza, amore e indifferenza, speranza e disillusione.