L'autunno in Sardegna è ancora mite, con giornate perfette per uscire in barca. Tuttavia, il commissario Alvise Terranova deve mettere da parte il richiamo del mare e delle sue amate melagrane. A Carloforte, Cristiano Galileo, orologiaio e gioielliere, è stato ritrovato senza vita nel suo negozio. Sembra un suicidio... eppure c'è qualcosa che non quadra. Speranza, la figlia, racconta che la sera prima della tragedia il padre aveva un misterioso incontro e sembrava stranamente felice. Mentre il questore insiste per archiviare il caso, Alvise è determinato a scavare più a fondo. Per fortuna, la piemme è dalla sua parte. Nel groviglio di indizi che affiorano, emerge il ritratto inquietante di un uomo con segreti chi era davvero Cristiano Galileo e cosa celava nel suo passato? Con il suo innato talento nel cogliere i dettagli che sfuggono a tutti, Alvise dovrà trovare la chiave per risolvere il mistero. Ma anche la sua vita privata è un la relazione con Elisabetta è in piena tempesta e questa volta neanche il fiuto infallibile del commissario sembra bastare.
Entra nel Giallo Mondadori la fortunata serie di Antonio Boggio, ambientata nella splendida isola di San Pietro, con protagonista un commissario innamorato di Tom Waits, empatico e umanissimo.
inizio col dire che ho adorato i primi due libri di questo autore con l'ambientazione tra Carloforte e i profumi della Sardegna, il mare, il commissario pensieroso, ti facevano veramente immergere in quell'atmosfera
detto ciò questo libro non mi ha entusiasmato come gli altri due forse perché c'è la struttura temporale che in ogni capitolo rimanda al passato poi ritorna al presente e che è difficoltosa da seguire e che non amo particolarmente Ma poi qui veramente l'isola di San Pietro non si sente Come si sentiva Carloforte negli altri due quindi l'ambientazione non è quella che mi sarei aspettata, la trama fino a metà libro non mi ha preso più di tanto troppi personaggi troppi Intrecci strani ma il finale Vale tutto Anche perché oltre alla conclusione dell'indagine c'è un finale aperto quindi si presuppone che ci sia un prossimo libro e non vedo l'ora di leggerlo Devo dire che questo autore mi ha piacevolmente sorpreso anche se ripeto questo non è il migliore fra i 3 libri , i primi due mi sono veramente piaciuti molto di più
Plot Carloforte, Sardinia. Police commissioner Alvise Terranova and his fiancée Elisabetta, are looking forward to going to Genova for a short vacation. The news of the death of the local watchmaker, Cristiano Galileo, shouldn’t change their plans. Galileo has been found by his daughter Lorenza, hanged in the laboratory of his shop. It’s an apparent suicide, and Alvise’s chief, De Vito, soon wants to close the investigation. The discovery of some strange spots on the body, a white rose, and a romantic letter written by Galileo, make Alvise think that the watchmaker was murdered. Perhaps Alvise and Elisabetta will have to postpone their trip.
Review “Assassinio all’isola di San Pietro” is the latest thriller by the Sardinian writer Antonio Boggio. Not only is it riveting, but also well-written. The island of San Pietro is portrayed in a vivid way. As in all Boggio’s novels, not only is it a simple background but also one of the main features of the story. Police commissioner Alvise Terranova is a man who hides a secret side. He really enjoys eating, drinking, and good music. He looks forward to listening to Tom Waits and the Velvet Underground. He doesn’t even answer his mobile phone because he’s fascinated by the jingle of “Whole lotta love” by Led Zeppelin. Alvise is a problematic man with a difficult past who has chosen melancholy as his comfort zone: outside of it, nothing is important to him. He would like to understand when he changed his character, but he isn’t able to. In this novel, the female characters are very important. Not only are Elisabetta, Cesira Cambiaggio, Speranza Galileo, and Cristina Mereu part of the investigation but also, they help Alvise to temporary overcome the feeling of walking on a fragile sheet of ice.
Conclusion In conclusion “Assassinio all’isola di San Pietro” is a fascinating thriller, a perfect mix of irony and sadness. The novel works like the clocks and watches that the victim repaired: it marks the time of life and the memories of people. Furthermore, everything on the island of San Pietro can help the investigation: even a bush of fine, sad, white roses. I bet that Lieutenant Columbo would be proud of Commissioner Alvise Terranova.
“Anche nei luoghi dove sembra che non accada mai nulla, il tempo sa portare a galla i segreti più oscuri.” ✨ Finalmente è tornato il commissario Terranova! Nel terzo capitolo della serie firmata da Antonio Boggio, ho notato una maturazione evidente del personaggio, sia a livello mentale che emotivo. 📚 Consiglio di recuperare i primi due libri (Omicidio a Carloforte e Delitto alla Baia d’Argento) e di leggerli in ordine: solo così si può cogliere appieno l’evoluzione dei personaggi e la profondità della storia. ⏳ In Assassinio all’isola di San Pietro si viaggia su due piani temporali: il passato in Svizzera e il presente a Carloforte. Il tempo è la chiave di volta del romanzo: guida la narrazione, giustifica le scelte dei personaggi e influenza profondamente le indagini – e la vita – del commissario, che con il passato ha ancora molti conti in sospeso. ❤️ Terranova oggi ha una relazione stabile con Elisabetta, la vecchia amica e compagna di scuola ritrovata dopo anni. Ma il fantasma di Chiara, l’ex fidanzata che lo aveva riportato al paese e poi abbandonato, continua a tormentarlo. 🕰 Stavolta dovrà indagare sul presunto suicidio dell’orologiaio del paese. Inutile dire che niente è come sembra: tra silenzi, rancori e segreti ben nascosti, anche nel tranquillo borgo dove “non succede mai nulla” la verità saprà sorprendere. 📖 Un giallo avvincente, ben scritto, che intreccia mistero, sentimento e memoria. Hai già letto questo capitolo della serie? O conoscevi il commissario Terranova?
Il personaggio di Terranova mi è piaciuto. Molto umano e pieno di dubbi lavorativi. Forse l'autore poteva risparmiarsi il tira e molla con la fidanzata e i flashback degli anni Sessanta in Svizzera che sono un po' noiosi. Stupenda è invece l'ambientazione calofortina. Un ricco orologiaio dell'isola viene ritrovato impiccato. Ma qualcosa non torna, perché la lettera d'addio l'orologiaio l'ha dedicata a una certa Rosa. Chi è la donna e cosa c'entra con il suicidio? E sarà stato un suicidio oppure qualcuno ha spinto l'uomo a impiccarsi? Forse la moglie depressa e indifferente? La figlia che lo idealizzava/litigava con lui? Il fidanzato della giovane donna per motivi economici? Oppure la sconosciuta Rosa? A un tratto, si sa che l'orologiaio era anche uno strozzino. L'assassino può anche essere uno dei suoi clienti, senza denaro da restituire?
“Un autunno sardo pieno di segreti, malinconia e silenziosa bellezza.”
Antonio Boggio ha creato un capolavoro di atmosfera e mistero. L’isola di San Pietro sembra viva — si sente il profumo del mare, la luce dorata del sole, la tristezza sommessa dei segreti di un piccolo paese. Il commissario Alvise Terranova non è un detective qualunque: è fragile, poetico, profondamente umano.
Man mano che l’indagine si sviluppa, ciò che sembra un semplice suicidio si trasforma in qualcosa di molto più inquietante — una riflessione su colpa, memoria e sulle storie che ognuno nasconde dietro un sorriso. La prosa di Boggio è elegante e cinematografica, intrisa di empatia per ogni anima che abita l’isola.
Questo non è solo un romanzo giallo — è un pezzo di cuore della Sardegna, avvolto nella malinconia e nel mistero.
“Un’indagine che tocca il cuore tanto quanto stimola la mente.”
Assassinio all’isola di San Pietro mi ha catturato fin dalla prima pagina. Il delitto è intrigante, ma è Alvise Terranova il vero protagonista che rimane nell’anima. È un uomo che sente profondamente — la giustizia, l’amore, la perdita — e la sua umanità traspare in ogni passo dell’indagine.
La scrittura di Boggio è lirica, delicata e, a tratti, devastante. Dietro l’intrigo si nasconde una riflessione sulla famiglia, sul rimpianto e sui modi imperfetti in cui amiamo. La relazione tra Alvise ed Elisabetta aggiunge una nota dolceamara che rimane anche dopo la fine del libro.
Un romanzo per chi non cerca solo la soluzione di un mistero, ma vuole sentire il peso della verità e la fragilità dell’animo umano.
“Eleganza, empatia e un commissario che sa ascoltare il silenzio.”
Antonio Boggio ci regala un’indagine che colpisce non per i colpi di scena, ma per la sua verità emotiva. Alvise Terranova è un investigatore raro — osserva non solo ciò che le persone dicono, ma anche ciò che non riescono a dire. Ogni scena è intrisa di emozione, ogni indizio è un passo verso la comprensione non solo del crimine, ma delle persone che lo circondano.
L’isola è descritta con una bellezza struggente: splendida, ma velata di solitudine, proprio come il suo protagonista. E la prosa di Boggio… è come ascoltare un lento pezzo jazz al tramonto, malinconico e ipnotico.
Questo romanzo non grida, sussurra. E in quei sussurri si sente la vita, la perdita e l’amore in tutta la loro fragile grandezza.
Stile narrativo a tratti aulico e a tratti elementare. Divagazioni che non c’entrano nulla con la storia. Ho saltato pagine che ho trovato noiose (scaramucce con la fidanzata e via dicendo), cosa piuttosto grave in un giallo. Ambientazione sarda, qualche intercalare genovese, espressioni in un dialetto che non esiste, persone con nome di animali. No, decisamente non lo ho apprezzato per niente.
Storia passabile, ma sempre più emulazione degli stereotipi di un commissario Montalbano traslato a Carloforte mescolato a tratti musicali di Carlotto. Nonostante il mio amore per Carloforte, dopo questi tre libri, non credo che leggerò il quarto.