Napoli, 1984. In un albergo di Chiaia a conduzione familiare è un giorno di festa, si celebra un battesimo. Il maltempo, la finestra sfondata, la bottiglia di spumante che cade senza rompersi (è di malaugurio, dicono alcuni) non sembrano disturbare i festeggiamenti. Così quando verso sera Annibale, il vecchio proprietario dell’albergo, si imbatte nel corpo senza vita del nipote di sette anni, in preda al panico lo porta nel vicino convento dei Lateranensi dove rimane l’intera notte. La mattina seguente fa ritorno all’albergo con il nipote, vivo e in salute. È un miracolo, Tommaso era morto, e adesso è resuscitato. Presto la quotidianità della famiglia viene sconvolta e un’altra morte prende il posto di quella di Tommaso, che invece è rimasto esattamente uguale a prima, se non fosse per un insolito silenzio e una piccola incurvatura della fronte. A mano a mano che la voce si diffonde, gruppi di persone si presentano in cerca di una grazia dal bambino miracolato, riempiendo di fiori il cortile dell’albergo, riunendosi in preghiera nel tentativo di recuperare una reliquia, o forse qualcosa di più... È Domenica, la sorella allora quindicenne di Tommaso, a ricostruire anni dopo gli eventi che hanno segnato per sempre la sua famiglia, lei che di quella sera nasconde un segreto ed è tormentata da una chi è stato a vedere Tommaso vivo per l’ultima volta?
A distanza di 15 anni Domenica Lo Savio, chiamata affettuosamente Mimì, torna a Chiaia per interrogare le ultime persone che hanno visto in vita il fratello Tommaso prima che morisse e resuscitasse. Il tutto avvenne nel 1984 nell'albergo di conduzione familiare gestito dai nonni paterni e dai genitori. In una notte in cui Tommaso non riesce a prendere sonno, si reca in camera della sorella e vede ciò che non dovrebbe, fuggendo incontro alla morte...
È un libro molto particolare che incuriosisce a partire dalla trama. È un romanzo in prima persona in cui la voce narrante della protagonista, unico punto di vista, travolge il lettore in una vicenda personale avvolta da un mistero, più di uno per la precisione, condividendo paure, titubanze, rimorsi, indecisioni senza mai svelare troppo e tenendo vivi quell'attesa e quel desiderio di sapere fino alla fine. La storia è ambientata a Napoli, principalmente nel quartiere di Chiaia, attraverso i cui vicoli ed edifici l'autrice Lorenza Sabatino ci conduce per mano. Il libro si apre con degli eventi di malaugurio, secondo i canoni tanto sentiti della tipica superstizione napoletana. L'ambientazione è accurata e realistica, così come l'atmosfera di venerazione per episodi considerati miracolosi, come il miracolo di santa Patrizia, accennato nel libro, e la sua settimanale liquefazione del sangue. È un libro che indaga molto i sentimenti e le relazioni familiari, tra assenze, tradimenti, gelosie, segreti. La prima parte risulta un po' caotica, mettendo tanta carne al fuoco ed aprendo più scenari, attraverso continui salti temporali avanti e indietro, tant'è che risulta difficile comprendere la direzione della storia, ma progressivamente i vari pezzi iniziano ad incastrarsi. Non mancano colpi di scena e rivelazioni, anche se non tutti i dubbi, purtroppo, verranno dissipati. Ciò che sicuramente emerge è il fatto che fuggendo i problemi non si risolvono, ma si ripresentano finché non li si affronta. La scrittura è scorrevole, semplice anche se avrei osato con qualche frase in dialetto, mentre si ritrova sempre la battuta in italiano spesso con la precisazione che sia avvenuta in dialetto. L'autrice è molto brava a tenere il lettore incollato alle pagine e a creare un'atmosfera davvero inquietante attorno alla figura di Tommaso. Sicuramente un esordio meritevole per questa scrittrice.
Di miracoli in questo romanzo ne accadono più d’uno, ma quello che dà il titolo al libro probabilmente è la morte non morte del fratello della protagonista in una notte di inizio estate. Domenica, Mimì, vive con la famiglia nell’albergo di proprietà su uno dei colli di Napoli. È la sorella maggiore di un bimbo di 7 anni piuttosto prepotente e amato smisuratamente dal nonno Annibale, capofamiglia despota che fa girare azienda e parenti. La nonna Eugenia procede con garbo e durezza in mezzo agli ospiti dell’hotel e a un figlio piuttosto inutile ma che sogna di dedicarsi alla propria vita interiore e a una nuora efficiente ma ferita dalla vita. Domenica procede a tentoni, appena quindicenne, in un mondo in cui si sente trasparente e annaspa proprio quando tutto attorno a lei cambia a causa del miracolo. La trama è molto avvincente, quasi da giallo, ma ci sono tutte le tracce di una storia italiana napoletana in cui certamente le donne ancora faticano a capire con quale voce parlare per farsi sentire.
Pensavo fosse migliore. La trama è coinvolgente, è la narrazione che non è chiara. C'è spazio, ma tanto spazio, per le supposizioni e per le libertà di comprensione del lettore. Si fa fatica ad entrare nella storia, sebbene i protagonisti siano caratterizzati bene ed è complicato seguire un percorso che porti il lettore alla fine del libro.
Bellissimo racconto, scritto bene, che ti tiene incollato alle pagine dalla prima all'ultima. Infatti, al di là della trama, ben intrecciata, ciò che più mi ha colpito di questo romanzo è la scrittura coinvolgente: fluida, leggera, e allo stesso tempo poetica e metaforica. Fin dalle prime pagine, il lettore è avvolto in un’atmosfera ricca di mistero e suspense, e ha solo un desiderio: andare avanti per capire cosa sia successo. I luoghi, i fatti, i personaggi sono descritti in modo così preciso che è impossibile non immedesimarsi. È proprio come assistere a un film girato nella propria mente!
Vi consiglio caldamente di leggere questo libro, soprattutto se amate i romanzi intensi e ben scritti. È un vero capolavoro, uno di quelli che meritano un posto speciale in ogni libreria.