Perdersi per poi ritrovarsi, partire per poi ritornare… la storia di Anna Venier tra New York e il due mondi, un'unica vita.
È una torrida sera d'estate quando Anna chiama la sua migliore amica in preda a un attacco di panico. Non è l'ennesima disavventura sentimentale, ma qualcosa di molto più profondo, che ha scosso le fondamenta del suo essere. Adesso, alla soglia dei quarant'anni, Anna è di nuovo sola e terribilmente infelice. Non si riconosce più.
Bisognosa di un cambio di prospettiva, decide di prendersi una pausa da tutto e di mollare il caos di New York. Torna nella tranquilla provincia veneta, in un luogo dove il tempo sembra essersi Casa Bohemia, una romantica stazione ferroviaria in stile anni '30. Tra un corso di giardinaggio e una sessione di filosofia, Anna ricomincia così a mettere insieme i pezzi della sua vita , facendo i conti con il suo passato ma anche con un'idea di futuro che non corrisponde più a ciò che aveva sognato da ragazza. E proprio come un giardino all'inglese, libero eppure controllato, ritroverà nell'imperfetta perfezione della natura un nuovo inizio.
Perché non è mai troppo tardi per diventare chi si vuole essere e la relazione con noi stessi è quella più importante della nostra esistenza.
⭐⭐⭐⭐,5 Da fuori potrebbe sembrare che Anna conduca una vita invidiabile perché ha tutto, una bella vita e una carriera avviata. Si, Anna ha davvero tutto, eppure si sente rotta e vuota, inutile, come non avesse niente, questo perché ha perso una parte importante di sé. E le sue urla silenziose e strazianti, a tratti rumorose e ingombranti, l'autrice te li fa sentire sulla pelle e nell'anima, tanto da catturare il lettore in un vortice di emozioni forti, struggenti e commoventi. Difficili da dimenticare Un libro delicato senza filtri, che non fa sconti, duro per certi versi ma che parla soprattutto di rinascita. Consigliato
Scorrevole, si legge molto bene, leggero ma temi non banali, anzi....Anna potrebbe essere davvero ciascuna di noi "questa é la storia di una donna come me, come te, come tante. avrei potuto essere io. e forse lo sono stata."
"perché a volte andarsene é l'unico modo per rimanere." "e lasciare una cosa che si ama richiede uno sforzo sovraumano. l'amore del resto, si dimostra anche così: lasciando andare."
Ci sono momenti in cui senti che non ce la fai più. Che stai portando avanti una vita che, a guardarla da fuori, sembra perfetta… ma dentro ti svuota.
Anna ha tutto: una carriera a New York, una vita costruita con fatica. Eppure una sera d’estate, nel mezzo di un attacco di panico, si rende conto che non è più felice. Che ha perso se stessa. E che anche l’amore, quello che dovrebbe farti bene, l’ha solo fatta sentire più sola.
Così molla tutto e torna in Veneto, a Casa Bohemia. Un posto dove il tempo sembra essersi fermato, dove può prendersi fiato. Dove può pensare a chi è diventata. E a chi vuole diventare.
Questa storia non ti urla addosso. Non c’è la protagonista che si “salva” con colpi di scena o miracoli. C’è una donna che si rompe.Che si prende tempo. Che si ascolta.
Ed è per questo che fa così bene leggerla.
Perché ci siamo passate tutte, o quasi. Tutte ci siamo chieste, almeno una volta, se quella che stavamo vivendo fosse davvero la nostra vita. Tutte ci siamo chieste se bastava “avere tutto” per sentirci a posto.
E allora sì, questo libro parla di rinascita, ma senza retorica. Parla di ripartire da sé. E lo fa con delicatezza, senza mai forzarti la mano. Te lo consiglio perché, in qualche modo, ti fa sentire meno sola.