Nel 1922, Anita vive nel Borgo, un quartiere di Parma, con le sue due figlie, Rosa e Ninfa. Per sopravvivere alla fame e alla miseria si prostituisce, nonostante le sue condizioni economiche non migliorino mai.
Le due ragazze crescono supportandosi a vicenda, in un ‘Italia segnata dall’avvento del fascismo e successivamente dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Quanto ho amato questo romanzo! Prima Anita, poi Rosa e Ninfa, mi hanno conquistata, ma sono superlativi anche i personaggi secondari fra cui Ida, Quinto, Angelo, Ettore, Vittorio e molti altri. La scrittrice ha un’abilità unica nel delineare coloro che popolano il racconto, difatti fin dalle prime pagine il lettore si sente parte di Oltretorrente e si mescola ai suoi abitanti, gente povera ma dignititosa, resiste, spera e sopravvive insieme a loro.
La prosa è suggestiva grazie al lessico utilizzato che riporta fedelmente il parlato di quegli anni e di quelle zone e la narrazione, a tratti corale, ricostruisce la vita del borgo e la Storia che lo scuote.
Il finale rimane un po’ aperto, ma non mi ha infastidita perché mi ha dato la speranza di poter, forse, reincontrare nuovamente Rosa e Ninfa in futuro.
In conclusione, vi consiglio di non perderti questo straordinario ed emozionante romanzo, uno dei più belli letti quest’anno.