«Nelle mie letture cerco lo stupore e questo romanzo su vite femminili faticose ma indomite mi ha sorpresa per la vividezza dei personaggi, la ricostruzione storica accurata, per la prosa piena di immagini fulgide, di soluzioni brillanti, per lo sguardo disincantato ma sempre compassionevole sull'umanità.» Ilaria Tuti
«Ho già trovato il mio libro del cuore del 2025 (e sì che ne ho letti di bellissimi), fatevi un favore, leggetelo tutt*!» Valentina D’Urbano
«Gambazza mette in scena una truppa di donne meravigliose e imperfette che si proteggono e si scelgono, anche rinunciando alla personale felicità. Con una lingua evocativa, di borgata, così viva da diventare personaggio.» iO Donna - Deborah Ameri
Parma, 1922. Anita non è una moglie. Non è una madre come si conviene. Non ha un uomo, né una casa vera. Per il borgo è solo la Bórda, una puttana da evitare di giorno e cercare di notte. Ma Anita è molto di più: è una sopravvissuta, una mamma feroce e amorevole che farebbe qualunque cosa per proteggere le sue figlie da un mondo che le respinge e le giudica senza pietà. Mentre l’Italia si infiamma sotto la violenza degli squadristi e la fame stringe i vicoli della città, Anita combatte la sua guerra privata. Rosa, la primogenita, è una bambina attenta e generosa, costretta a diventare grande troppo in fretta. Ninfa, la più piccola, ha occhi troppo grandi per il suo viso magro e un dono oscuro che la tormenta. Tra rivolte, ingiustizie e segreti sepolti sotto la polvere delle strade, Quando i fiori avranno tempo per me è il racconto di una madre che non si arrende, di due bambine che diventano presto donne alla ricerca di un destino diverso, e di un mondo in cui essere poveri voleva dire essere invisibili ma mai rassegnati, pronti a lottare per sé stessi e per i propri simili. Un romanzo intenso e struggente, popolato da un’umanità che soffre ma ha la forza di rinascere, anche sotto le bombe, anche di fronte alla condanna di un amore che sembra impossibile.
uno dei romanzi più belli che abbia letto! personaggi descritti benissimo e con cui so entra subito in empatia. a fine lettura vorresti non averlo letto per poterlo leggere di nuovo
Nel 1922, Anita vive nel Borgo, un quartiere di Parma, con le sue due figlie, Rosa e Ninfa. Per sopravvivere alla fame e alla miseria si prostituisce, nonostante le sue condizioni economiche non migliorino mai. Le due ragazze crescono supportandosi a vicenda, in un ‘Italia segnata dall’avvento del fascismo e successivamente dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Quanto ho amato questo romanzo! Prima Anita, poi Rosa e Ninfa, mi hanno conquistata, ma sono superlativi anche i personaggi secondari fra cui Ida, Quinto, Angelo, Ettore, Vittorio e molti altri. La scrittrice ha un’abilità unica nel delineare coloro che popolano il racconto, difatti fin dalle prime pagine il lettore si sente parte di Oltretorrente e si mescola ai suoi abitanti, gente povera ma dignititosa, resiste, spera e sopravvive insieme a loro. La prosa è suggestiva grazie al lessico utilizzato che riporta fedelmente il parlato di quegli anni e di quelle zone e la narrazione, a tratti corale, ricostruisce la vita del borgo e la Storia che lo scuote. Il finale rimane un po’ aperto, ma non mi ha infastidita perché mi ha dato la speranza di poter, forse, reincontrare nuovamente Rosa e Ninfa in futuro. In conclusione, vi consiglio di non perderti questo straordinario ed emozionante romanzo, uno dei più belli letti quest’anno.
"Diceva di odiare le persone. Tutte. E di volerle vedere arrostite sulle braci dell'inferno, perché tanto, in quei borghi maledetti, uno che meritasse l'aria fresca del paradiso non c'era. Ma nessuno le credeva."
Selvaggio, toccante e a tratti opprimente. Scrittura, storia e personaggi che in me toccano tutti i tasti giusti. L'ho amato fin dalla prima pagina. Bellissimo e consigliatissimo!
🥀 " A tutto si fa l'abitudine, mia madre lo ripeteva spesso. Mi sono abituata alle bombe. A una vita nuova, al bene che mi accorgo di volere e al male che fa la lontananza, che quando diventa nostalgia l'accarezzo come un gatto per sentirla di più."
🌼 Anita ha un cuore grande, sepolto dall' ignoranza e dalla miseria, avvolta da una delicatezza dei pensieri che non riesce ad esternare come meriterebbe ma che arriva nonostante tutto all' animo delle figlie. Rosa e Ninfa adorano la madre e si spezzano la schiena per lei, non si ribellano ad un destino infame che incombe su di loro, si adattano e sperano in un futuro migliore.
🎋 Una realtà cruda, opprimente nei sentimenti, pregna di guerra e stenti, di eventi che si susseguono in un baratro sempre più cupo e infido che spesso porta alla disperazione e allo smarrimento. Ma la vita risolve sempre in un modo o nell'altro, l' animo umano si adatta alle situazioni, impara a convivere con le mancanze e con il dolore.
🎗️ Traspare tutto l'orgoglio e la gratitudine per quegli uomini e quelle donne che popolavano l' Oltretorrente di una Parma protagonista della storia e nella Storia d'Italia.
🪄 Una maturità letteraria a mio avviso più consapevole rispetto al romanzo " Ci sono mani che odorano di buono" edito da Longanesi nel 2023 che tanto ho amato per l' unicità dei sentimenti; una coccola del cuore per la delicatezza che avvolge le parole.
📌 Quando i fiori avranno tempo per me è un romanzo potente ed emotivamente impegnativo per l'autrice ma anche per il lettore, un viaggio di sola andata perché al ritorno non si è più gli stessi.
- Quando i fiori avranno tempo per me - Sara Gambazza Longanesi 2025 372 pag.
Quando ho letto che una delle mie scrittrici italiane preferite (Valentina D’Urbano) lo ha definito il più bel romanzo del suo 2025, non ho avuto dubbi: dovevo leggerlo! E merita questo romanzo, merita di brutto.. mi sono affezionata a quei personaggi rustici e allo stesso tempo fragili della storia. Anita l’ho adorata: una madre spezzata tra la miseria e l’amore incondizionato per le sue figlie, Rosa e Ninfa. Una storia ambientata in un quartiere malfamato di Parma, con la guerra che fa capolino, e che poi si insinua fortemente nelle esistenze di tutti i personaggi. Una storia che prende ispirazione dalla storia vera della nonna dell’autrice. Una storia che emoziona e appassiona, che rattrista, fa sorridere e fa pensare. È un libro scritto molto bene, i personaggi sembra di conoscerli per quanto bene sono descritti. Lo consiglio fortemente..
Un romanzo sulla forza, determinazione e soprattutto sulla dignità delle donne. Anita lavora come prostituta in un bordello. Non ha altra scelta per portare a casa qualcosa da mangiare alle sue due figlie, Rosa e Ninfa. il suo desiderio è di dare una vita e un futuro migliore ad entrambe. Sono tante le donne in questa storia, zia Ida, Olga, Pinna, Marianna… Quanta forza nel loro cuore e quanta voglia di cambiare il loro mondo oppresso dalla guerra che ha portato con sé solo fame, morte e distruzione… Sarà l’affetto profondo che lega tutte loro ad aiutarle a superare i momenti più duri. Consigliatissimo!
Finalmente un libro scritto bene, storia bellissima, personaggi femminili unici! uno dei libri di narrativa italiana più belli letti quest' anno, e non solo direi. Storia di povertà e di un periodo storico purtroppo molto duro : la seconda guerra mondiale. La Gambazza ci ha raccontato di Anita e le sue due figlie con una dolcezza e durezza che hanno dato equilibrio al racconto senza mai sembrare "crudo" o smielato. Le protagoniste non mi hanno mI fatto pena perché il loro carattere trasformava le difficoltà in lotta, senza mai piangersi addosso. Bello!!!!
Ambientato nella zona Oltretorrente di Parma della prima parte del 1900, nel periodo delle guerriglie e delle barricate, racconta il mondo povero di Anita e delle figlie Rosa e Ninfa, che per sfamarsi si rifugiano a vivere in un bordello dove prende vita una storia di resilienza di un gruppo di donne ruvide, segnate dalla vita, pazzesche, coraggiose, memorabili, che lottano contro la fame, la violenza politica e i pregiudizi sociali, un gruppo di donne che diventa famiglia, comunità, sostegno. Un romanzo ricco di intensità e di aspettative. Bello
Questo libro è un grande dono! Perchè sa essere tremendamente delicato e severo allo stesso tempo... un po come è la vita. Raccontandoti non solo una biografia ma facendoti vedere la bellezza della comunità e del supporto che si crea in contesti meno agiati... o come in questo caso di guerra e povertà.
Anita, Ninfa, Ettore e Padre Teodosio ti entrano nellanima e te la leniscono. ogniuno a modo suo.
Se avete amato 'I Giorni di Vetro" amerete questo libro. Non c'è nessun criminale come Vetro tranquilli, ma, la storia e la scrittura sono simili. È ambientato nello stesso periodo, primi anni 30 sino alla seconda guerra mondiale. È la storia di Anita e delle sue figlie Rosa e Ninfa detta Ninì. Ninfa nasce con una strana dote, sente un odore fortissimo tanto da vomitare se una persona vicina morirà a breve. Non è spoiler, è scritto nella sinossi. Il resto leggetelo, a me è piaciuto tantissimo!
L'Oltretorrente. La fame, le bestemmie, le donne. Storia della Borda, una prostituta da pochi spiccioli. Delle sue figlie Rosa e Ninfa. Di quest'ultima, che sa percepire la morte che arriva, e delle sue peripezie: un amore disperato, la fuga tra le bombe, la fortuna di incontrare un animo gentile e la maternità e infine il ritorno. Bello. Finale migliorabile
L’intreccio è “generoso” e segue, in alcuni passaggi in modo corale e in altri in modo più focalizzato, la storia di Ninfa, una delle due figlie di Anita. C’è un ma: un po’ troppi luoghi comuni (molto scontati) sulla nostra storia…la narrazione avrebbe funzionato anche ambientata in un’altra epoca?
Libro molto bello. Storia perlopiù vera, la nonna dell'attrice. Non so se sono d'accordo con la scelta finale. È uno schiaffo in faccia a un uomo che ha già sofferto il giusto per la guerra. È stata una scelta egoista, che ha sicuramente giovato a Vittorio e Ninfa. Non so se avrei fatto la stessa cosa.
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Bello, ruvido, sicuramente greve, ma estremamente toccante. Queste sono le atmosfere che amo di più. Le storie degli ultimi, che sanno riscattarsi, che viaggiando dentro loro stessi percorrono una lunga strada di crescita personale Consigliato a chi ama sentirsi accartocciare la pancia
Un romanzo commovente, che mi ha colpito soprattutto per la figura della madre: apparentemente dura, ma che, con dignità e umiltà, è pronta a tutto per le figlie. I personaggi sono tutti ben strutturati e interessanti.
Bellissimo, Ninfa è ancora una volta una figura di donna forte che attraversa la storia della miseria del Novecento. Bene scritto e buoni riferimenti storici agli IMI, internati militari italiani, una pagina ancora poco nota della Grande Storia della Seconda Guerra mondiale.
Il libro è ben costruito. Ambientato all'inizio del 1900 nel nord Italia, la storia di Anita, una prostituta, e le sue figlie, si interseca con quella italiana. Una stella in meno per la conclusione che mi ha un po' delusa e mi sembra incompleta e affrettata rispetto al resto del libro
che libro meraviglioso. Personaggi così vivi e reali da bucare la pagina, una storia che si fa sempre più appassionante e una scrittura ricca e generosa.