I voti ci accompagnano per tutta la nostra carriera scolastica, che siano espressi in numeri o in giudizi. È convinzione diffusa che essi costituiscano un incentivo all’apprendimento e che studiare per ottenere un ‘ottimo’ o un ‘10’ consenta di sviluppare in maniera adeguata le conoscenze e le competenze fondamentali per affrontare la vita adulta. D’altra parte, si è sempre fatto così. Ma è una buona ragione per continuare a farlo? Siamo sicuri che un sistema scolastico che mette al centro i voti sia il più efficace? O è invece preferibile valutare diversamente? Scopriremo in questo libro che è possibile usare la valutazione non per erogare classifiche, ma per arricchire la didattica e per favorire un clima più sereno in classe e non solo.
Il congruo numero 😭Leggere il prof. Corsini è sempre stimolante, anche quando è evidente che come docente sono in errore (quando va bene, la mia classe è una monarchia costituzionale). Forse però questo volume è meno convincente: forse troppe generalizzazioni, forse un ritratto della scuola e degli insegnanti poco generoso. Inoltre lasciare solo in fondo la riflessione esplicita sulla correlazione tra valutazione e didattica è un po’ ambiguo: gli obiettivi? Qualche dubbio anche riguardo ai problemi di trasparenza. Certamente concordo sulla inadeguata preparazione di chi diventa docente nella secondaria di primo e secondo grado. Leggerò al più presto il volume con Bruschi.
Libro che spiega magnificamente le distorsioni dei voto e traccia la rotta della valutazione educativa, in contrapposizione alla valutazione diseducativa.