"La Vanoni è una donna che ha tolto il sonno a molti italiani" ha detto qualche tempo fa Gianni Minoli. Con quella voce "ambrata", quel corpo "da negra", quella straordinaria nonchalance con cui è passata in mezzo alle tempeste dell'esistenza quotidiana, è stata oggetto del desiderio di più generazioni di uomini. Ma è anche una donna apprezzata dalle donne. La sua libertà nel seguire ciò che le comanda il cuore e nel dire quello che le suggerisce la mente ha fatto di lei un simbolo di emancipazione femminile, sempre espressa con naturale eleganza. Un'artista che domina ancora il palco regalando emozioni come all'inizio della sua carriera. Una personalità che riesce ancora a far parlare di sé, suscitando ammirazione o polemiche, mai indifferenza. In questa autobiografia, scritta a quattro mani e una voce, la vita della Vanoni appare esattamente per quel che è: un racconto stupefacente, autoironico, sincero, senza un attimo di respiro. Una vita invidiabile, all'altezza dello smisurato talento di Ornella. Una famiglia benestante. L'esordio-rivelazione a teatro con "L'idiota" di Achard. La sua storia d'amore con il gigante Giorgio Strehler, e poi tanti altri amori, alcuni speciali, altri impossibili, altri ancora in "paso doble", come dice lei. Tanto teatro con il meglio della prosa italiana, da Gigi Proietti a Giorgio Albertazzi. Tantissima musica, partendo dalle canzoni della mala fino alla collaborazione con i più grandi della canzone italiana, Paoli, Tenco e Sergio Bardotti.
Lo stile è quello da trascrizione di una lunga chiacchierata, spesso anche un po’ sconclusionata. Ma la curiosità per la storia di questa cantante e del panorama artistico di mezzo secolo a Milano e in Italia mi hanno comunque fatto perseverare nella lettura. Alcuni aneddoti interessanti, ma insomma, meglio ascoltarla cantare...
Eh, l'ego, l'ego... L'ego degli artisti dà sempre alle loro autobiografie un senso di pallone che stia per scoppiare. Poi, questa in particolare, si riscatta per l'intelligenza del soggetto e l'aneddotica varia.
Okay, lo ammetto, ho letto la biografia della Vanoni. Non sono un fan accanito del suo personaggio, anche se amo alcune delle sue canzoni (specialmente quelle in cui la musica è contaminata dai ritmi del Brasile e dalle atmosfere del jazz). Così, mi incuriosiva il personaggio e mi sono detto, perché no? Che dire di questo libro? A onor del vero, è scritto molto bene, quindi complimenti a Giancarlo Dotto, il giornalista che si è occupato della stesura del testo. Per il resto, il volume non è nulla di più di quello che uno si aspetta: ovvero, la biografia di una celebre cantante. I vari famosi che ha incontrato lungo il percorso, i grandi che l’hanno formata, gli amori della sua vita e una buona dose di autocompiacimento, che visto il calibro dell’artista è anche comprensibile. Salvo qualche ripetizione di troppo sul finale, per quel che è si legge volentieri, ma nulla di più. Poi lei brava a cantare, ma questo si sapeva già.
Non ho mai ascoltato e approfondito la conoscenza di Ornella Vanoni fin quando non ho preso questo libro nella speranza mi potesse dare qualche informazione utile per la stesura della tesi (spoiler: qualcosa, ma non molto).
Però mi ha davvero colpito, soprattutto perchè dal suo modo di scrivere traspare la sua personalità, aspetto non trascurabile, che le ha permesso di rimanere nel mondo dell’arte fino all’età che ha oggi.
Donna diretta, e pragmatica. Mi ha svoltato il modo di vederla e la mia opinione nei suoi confronti
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Gossip puro, con una Vanoni che nel suo stile si racconta senza filtri e non solo, racconta fatti molto intimi di amici e conoscenti. Una trascrizione poco accurata di una lunga chiacchierata con l'autore, nessuna data che possa collocare il lettore nello spazio e nel tempo. Vanoni racconta troppa vita privata, a discapito della sua grande carriera artistica.
Splendido libro per conoscere meglio la nostra amatissima Ornella. La donna con un bel “back” che ha fatto girare la testa a Strehler e a molti altri...