Ad Armonica, la Divina Simmetria è legge. Qualsiasi storpiatura, nel corpo e nello spirito, comporta l’esilio nel tredicesimo quartiere. La geometristica è una disciplina che consente di tracciare linee armoniche sul velo della realtà per manipolare e regolare la natura, oltre che trattenere l’Immondo Caos al di là del velo. Navan, giovane geometrista, scopre che sul libro su cui sta studiando è stata tracciata una figura asimmetrica e proibita. Non passa molto tempo che una serie di omicidi sconvolge la città. L’assassino usa la geometristica proibita e la ragazza ne diventa ossessionata, fino a spingersi oltre ogni confine consentito. Perché qualcuno ha manomesso il suo testo? Perché l’assassino firma i suoi delitti con dei simboli proibiti? La musica è dolore, il silenzio armonia.
Nel complesso il libro mi è piaciuto. In particolare, la prima parte l'ho trovata davvero molto valida, poi da circa metà la storia si perde un po'. Il libro è scritto molto bene e mi è piaciuto che la storia si dipanasse su due linee temporali.
Il worldbuilding è sicuramente la parte più interessante e che ho trovato più curata. Il romanzo è ambientato nella città di Armonica, in cui a governare è la Divina Simmetria, quella che potremmo definire quasi una dittatura. Infatti ad Armonica la cosa più importante è la Simmetria; l'armonia, il silenzio, la compostezza... Questi sono i valori fondanti e le persone che non li rispettano sono emarginate e vengono spedite nel tredicesimo distretto, o addirittura giustiziate.
Un piccolo spoiler
Le atmosfere mi sono piaciute molto. Inizialmente mi aspettavo qualcosa di più dark, perché il libro era descritto proprio come dark academia. Quindi come atmosfera mi aspettavo una cosa diversa. Questo è un problema semplicemente di aspettativa. L'atmosfera descritta dall'autore è perfetta per la storia che ha voluto raccontare.
Parliamo della magia. Tracciando delle forme geometriche sul velo della realtà, i geometristi possono manipolare la natura. Un sistema magico basato sulla matematica e sulla geometria è molto interessante. E penso sia la cosa principale che mi ha spinta ad acquistare il libro. L'unica cosa che mi sento di criticare (perché io sono una rompicazzo) è che in alcuni punti non mi è stato molto chiaro quali fossero i limiti, ma anche le potenzialità, di questo sistema magico.
La protagonista si chiama Navan ed è proprio una geometrista. Come tutte le persone ad Armonica ha un compagno che le è stato assegnato in base a quanto sono simmetrici fra di loro. La sua vita sembra procedere come quella di tutti i geometristi, fino a quando Navan non trova una composizione asimmetrica tracciata sul suo libro. La curiosità la spinge a indagare, anche quando inizia a girare la notizia di alcuni strani omicidi.
Ammetto di non aver ben capito le motivazioni iniziali della protagonista. Il fatto è che la sola curiosità, secondo me, non basta. Se Navam fosse stata davvero fedele alla Divina Simmetria, penso che avrebbe semplicemente denunciato e non si sarebbe immischiata. Comunque, questo non mi ha fermata dal continuare la lettura, perché ero molto molto curiosa di sapere dove sarebbe andato parare il libro. La protagonista, comunque, compie una grande evoluzione e alla fine diventa anche molto cazzuta! L'ho apprezzata molto.
Riguardo le cose che non mi hanno convinta, faccio un piccolo elenco con spoiler, quindi procedete a leggere con cautela.. CONSIDERAZIONI SPOILER!
Cronaca di una Geometrista di Armonica è l’epic fantasy di Pietro dell'Oglio (Doctor Challenging sui social), pubblicato pochi mesi fa da Fucine Editoriali, e che vi consiglio a mani basse. Avevo aspettative alte, avendo già letto in precedenza un racconto di Pietro, ma questo romanzo è quasi perfetto. È stato fatto un enorme lavoro di worldbuilding: Armonica prende vita non solo come città, ma anche attraverso le gerarchie che la compongono e i ruoli imposti ai suoi abitanti. Lo stesso vale per il sistema magico, la geometristica e il velo ad esempio e per tutta la componente matematica inserita nel libro, spiegata con chiarezza anche alla fine dall’autore (come la sequenza di Fibonacci). Da fuori si percepisce proprio il divertimento dell’autore nel costruire questo mondo, a partire dai nomi dei cittadini, tutti palindromi: Ivi, Ada, Anna, Nan e così via. Il fulcro della storia è però Navan, una protagonista che incontriamo fin dalla prima scena in cella, costretta a raccontare tutto ciò che le è successo a uno storico incaricato di redigere un resoconto. È uno stratagemma narrativo molto efficace, che permette di vivere ogni evento attraverso i suoi occhi. A incrinare la Divina Simmetria è una semplice lettera fuori posto, che comincia a inquietare Navan, insieme a una serie di inspiegabili omicidi che travolgono la comunità. Il mistero si infittisce sempre di più, costringendo la protagonista a prendere decisioni importanti, anche a costo di sfidare le rigide leggi del suo popolo. Tra azione, colpi di scena e la giusta dose di romanticismo, la narrazione scorre in modo prorompente, trascinando il lettore fino a un finale che mi ha lasciato a bocca aperta. Non prende affatto una direzione prevedibile e lascia aperte diverse possibilità sul futuro di Armonica: una scelta che ho apprezzato moltissimo. L’unico piccolo difetto che ho riscontrato riguarda Navan: in alcuni momenti l’ho percepita leggermente passiva rispetto alla trama, più osservatrice degli eventi che davvero protagonista. Ma si tratta di un dettaglio soggettivo e, tutto sommato, trascurabile. Non posso far altro che fare i complimenti a Pietro per questo romanzo: una prova di grande qualità, eccelsa e innegabile. E vi dirò di più, per convincervi a metterlo subito in lista senza pensarci un secondo: è autoconclusivo. Se amate i fantasy originali, con idee forti e costruiti con cura, questo è uno di quei libri che vale davvero la pena recuperare.
Come già anticipato all'autore, parto con un complimento: bella l'idea dei nomi palindromi e dei capitoli numerati secondo la sequenza di Fibonacci. Lo stile mi ha fatto sorridere sin dalla prima pagina: leggero e spiritoso, rappresenta in pieno il carattere della protagonista. Anche le parti più serie sono comunque presentate senza pesantezza, il che - per me - è un grandissimo pregio. Il worldbuilding è ben strutturato, originale, basato su matematica e geometria. Il funzionamento della magia è chiarissimo, la contrapposizione "buono e cattivo" è lampante... fino a quando non si solleva il velo e si scorge cosa è stato nascosto per secoli. La voce della protagonista in prima persona non infastidisce (parlo per me, che non sono fan della prima persona). Al contrario, fa calare tantissimo nei panni di questo personaggio che vive in un mondo così lontano da noi. Navan entra subito in risonanza con il lettore, è una ragazza comune con i suoi pregi e difetti, i suoi desideri, le sue domande. L'ho trovata un personaggio così comune, senza niente di speciale, che l'ho amata subito a pelle: non ha capacità migliori di altri, non è la più intelligente, non è la prescelta. Le capita tutto per caso e lei segue la scia. È entrata di diritto nella mia top ten di protagonisti preferiti. Anche i personaggi secondari arrivano appieno. Elle... cucciola... mi ci sono rispecchiata dall'inizio alla fine. Anche il dissonante, alla fine, colpisce. Non avevo mai letto nulla di Pietro Dell'Oglio, ma questo libro mi spinge a volerlo conoscere meglio.
"Cronaca di una geometrista di Armonica" è un fantasy autoconclusivo interessante. Il sistema magico basato sulla geometria e sulla matematica è davvero molto originale e incuriosisce il lettore. Tuttavia, a volte ho faticato a capire alcune basi di questa magia e quali siano le vere potenzialità, ma soprattutto i limiti.
La protagonista Navan ha una voce che accompagna il lettore nella storia senza appesantire la narrazione. In questo caso, l'unica "critica" che sento di muovere è la narrazione a posteriori delle vicende. Mi spiego meglio: il fatto che Navan stia raccontando gli eventi dopo essere stata arrestata e prima che venga eseguita la sua condanna, mi ha tolto la suspence. Era ovvio che qualcosa andasse male, visto che era stata arrestata, e questo mi ha in alcuni momenti allontanata dalla tensione della storia. Ho comunque apprezzato i passaggi dal presente al passato, il modo sagace con cui Navan si rivolge allo storico, ma per mio gusto personale ho faticato a godermi la prima parte. Dal momento di un certo plot-twist è divenuto chiaro che la costruzione della narrazione serviva anche a quello, però, purtroppo non ha pareggiato il "fastidio" iniziale di sapere che qualcosa sarebbe andato storto nell'indagine di Navan.
La vicenda d'amore con Elle l'ho trovata molto interessante e abbastanza ben costruita. Mi è, ovviamente, spiaciuto per la fine che ha fatto questo personaggio, ma da lettori sappiamo bene che le tragedie sono inevitabili nella costruzione di alcune vicende.
Avrei preferito sapere alcune cose in più sul passato, sulla colonizzazione della Terra e sulla presa di potere dei geometristi. Il mondo narrativo è davvero molto interessante e l'Autore, a mio parere, è riuscito a trattare temi sociali importanti attraverso la costruzione di un mondo basato sulla simmetria che esclude tutto ciò che non sia simmetrico. E quindi il diverso. E quindi gente come Elle.
Un mondo senza musica è un incubo terribile e accompagnare Navan alla scoperta della musica è un viaggio che vale davvero la pena di compiere.
È un Fantasy che consiglio agli amanti dei sistemi magici originali, a chi cerchi una lettura per mantenere la mente attiva e a chi si diverta a trovare riferimenti nascosti. La numerazione dei capitoli mi ha fatto impazzire finché non ho capito a cosa si riferisse!
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L'ho finito in 3 giorni solo perché ho voluto gustarlo, altrimenti l'avrei finito in uno! La geometria come base per il sistema magico è un'idea geniale. Il romanzo scorre a meraviglia, come un film, ma di quelli che ti tengono con il fiato sospeso fino alla fine, incollato alla poltrona del cinema. Esplosivo, con una punta di romanticismo e un sottofondo di considerazioni sull'umanità e sulla guerra. Ellenelle è il mio personaggio preferito. Bellissimo! Mi è piaciuto un sacco e, dopo aver letto le considerazioni finali dell'autore, ancora di più.