Il settimo giorno Dio si riposò e Satana ne approfittò per creare il calcio. Lo diede in dono ai maschi e ordinò loro di santificarlo tutte le domeniche. Poi arrivò Rita Pavone, chiese al suo uomo di portarla a vedere la partita e quello rispose che non era roba per signorine. Voleva mantenere il possesso della palla. Così, il calcio divenne il più temibile rivale d'amore di tutte le signorine made in Italy. Da allora, sono trascorsi lunghi decenni di angustie e guerre fredde e calde. Diverse signorine hanno imparato a giocare a calcio, hanno capito il fuorigioco e sono entrate negli stadi. Molte altre, invece, sono rimaste fuori, perpetrando il match donne vs partita di pallone. La protagonista di questo romanzo, invece, rifiutando di abbonarsi in curva, subire i supplementari e indossare bandiere, butterà via il rancore per le domeniche perdute e ripartirà dagli per lei il matrimonio di Grace Kelly, per lui la partita di pallone. Solo così farà del calcio il suo complice nella conquista del cuore di un indomabile tifoso, che riserverà a lei i suoi più inaspettati colpi di testa.
3 stelline e mezza Il libro di Simonetta Sciandivasci, giornalista e adesso autrice giovanissima classe 1985, è un romanzo divertente, pazzo e folle: ma in senso positivo. Quello che viene raccontato è la storia di S., ragazza romana che non ha mai capito -e che mai capirà- le regole del calcio, che vive la sua vita di tutti i giorni tra lavoro, un'amica antropologa con la quale intrattiene - contro la sua volontà- giornalmente delle telefonate a pranzo e con la quale incontrarsi per discutere dei problemi di ogni giorno o dello stronzo di turno. La protagonista nel corso della storia conoscerà Alessandro, soprannominato prontamente dall'amica Baghdad, che capisce da subito essere l'uomo al quale darà 4, 11, anche 80 figli! Pur capendone quanto basta di calcio (sono una che si "attiva" solo per Europei e Mondiali però xD), mi sono comunque immedesimata nella protagonista, che invece capisce a malapena chi deve tirare dove: è un personaggio divertente, ironico, che si sa prendere in giro e che non si può non amare. O che per colpa dell'empatia umana, come direbbe lei, dobbiamo per forza apprezzare! Quello che colpisce di questo breve romanzo è l'umorismo frizzante e contagioso dell'autrice, con dialoghi brillanti che fanno piegare dal ridere. Come non nominare le discussioni fantasiose e sopra le righe che intrattiene con Fabio (che ho adorato, fra l'altro?) o con la stessa Francesca, la sua amica? Bello anche il personaggio di Alessandro: ci piace anche se è un amante di calcio, dai! :D L'autrice riesce a sottolineare come a volte noi donne facciamo di un nulla un gran polverone, quando invece dovremmo rilassarci un po'. Diciamo che da quello i maschi sono un po' a prendere come esempio. Quello che reputo abbia rallentato un po' la lettura sono forse i monologhi della protagonista a volte filosofici che rendono la lettura monotona, per il resto niente da dire. Le trovate pazzoidi le ho gradite, per esempio. In conclusione, consiglierei il romanzo alle ragazze che si chiedono che cosa trovano i maschi di così interessante nel calcio e a chi cerca una lettura leggera, divertente ma brillante per passare qualche ora in maniera spensierata e svagatamente. Trovate la recensione anche su: http://geekybookers.blogspot.it/2014/...
A volte la piacevolezza di un libro ti cattura sin dalle prime pagine. La trama, gli argomenti, i personaggi, un mix di elementi conditi con la giusta ironia fanno sì che questo primo romanzo di Simonetta Sciandivasci rappresenti una lettura davvero divertente. La protagonista di questa dichiarazione di resa è, come la gran parte delle donne che subiscono il confronto con il calcio [...] Durante la lettura di alcune parti di questo libro ho riso a crepapelle. La simpatia con la quale la Sciandivasci tratta l’argomento fa sì che si crei subito empatia tra il lettore e la protagonista. Quest’ultima capirà che il fatto di essere lasciata sola la domenica non è affatto un’ingiustizia? Al contrario, non è poi così male avere più tempo per sé. Se anche voi avete la febbre a 90 (che puntualmente vi passa al 90°minuto senza supplementari) vi consiglio spassionatamente la lettura di questo spassoso romanzo!
A una prima occhiata pare uno di quegli scacciapensieri da ombrellone eppure il brillante lavoro di Simonetta Sciandivasci non è assolutamente fine a se stesso: dietro a tanta ironia c’è tutto un mondo da scoprire, che non è solo quello degli invasati di calcio ma purtroppo (per loro), è soprattutto quello delle innamorate di ultras e fan sfegatati che la domenica è solo stadio e pallone ma, preferibilmente (e quasi assolutamente), con gli amici (uomini, perché le donne il fuorigioco non lo capiscono – me compresa).